Legge sul reclutamento universitario,
a scriverla anche un ricercatore di Unimc
MACERATA - Davide Clementi è stato inserito dal ministro Anna Maria Bernini nel gruppo di lavoro che dovrà redigere i decreti attuativi: «Questa riforma decide chi potrà fare ricerca negli atenei nei prossimi anni: servono procedure trasparenti, criteri di valutazione chiari, percorsi di carriera che mettano fine alla precarietà»

Davide Clementi
È un dottore di ricerca dell’Università di Macerata uno dei componenti del gruppo di lavoro istituito dal Ministero dell’Università e della Ricerca per scrivere i decreti attuativi della legge 16 luglio 2026, n. 129, la legge che ridisegna le regole di accesso, valutazione e reclutamento di professori e ricercatori universitari. Si chiama Davide Clementi e ha conseguito il dottorato in Diritto e innovazione all’ateneo maceratese nel 2025. Oggi è Segretario nazionale dell’Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia) ed è stato nominato con decreto del Ministro Anna Maria Bernini.
Il gruppo è coordinato dal segretario generale del Ministero, Marco Mancini, e si insedia a Roma. Tra i componenti ci sono la presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, Laura Ramaciotti, il presidente del Consiglio universitario nazionale, Paolo Vincenzo Pedone, e il presidente della Consulta dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, Antonio Zoccoli. Ne fa parte anche Matteo Lorito, delegato del presidente dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Clementi vi rappresenterà dottorande, dottorandi e ricercatori non strutturati. «Questa riforma decide chi potrà fare ricerca nelle università italiane nei prossimi anni – dichiara Clementi – porteremo al tavolo le richieste di chi oggi lavora nella ricerca senza un posto stabile: procedure trasparenti, criteri di valutazione chiari e conoscibili in anticipo, percorsi di carriera che mettano fine alla precarietà».
Originario di Grottammare, dopo il dottorato a Macerata Clementi è diventato ricercatore postdottorale al Centro per il diritto e le tecnologie digitali della Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, nell’ambito del progetto europeo “AI:Liner” finanziato dal programma Orizzonte Europa. Si occupa di diritto comparato, proprietà intellettuale e regolazione dell’intelligenza artificiale, confrontando l’ordinamento italiano ed europeo con quello cinese e con il diritto inglese. È membro eletto del Consiglio Universitario Nazionale e presiede la Commissione istruzione, università e ricerca del Consiglio nazionale dei giovani.