«Beko, 60 i lavoratori matelicesi:
dietro questo numero
professionalità, famiglie e progetti»
CRISI - Anche l'assessora comunale Barbara Cacciolari ieri alla manifestazione allo stabilimento di Fabriano al fianco dei lavoratori: «È necessario tutelare l’occupazione e, allo stesso tempo, garantire allo stabilimento una reale prospettiva industriale»

A sinistra la consigliera regionale Mirella Battistoni e a destra l’assessora comunale Barbara Cacciolari davanti allo stabilimento Beko
Sono ben 60 i lavoratori matelicesi impiegati allo stabilimento Beko di Melano. Per questo al presidio organizzato ieri davanti ai cancelli del polo produttivo fabrianese c’era anche l’assessora comunale alle attività produttive Barbara Cacciolari.

La protesta di ieri
Una presenza che guarda con particolare attenzione all’evoluzione della vertenza e alle prospettive future del sito produttivo. «Ieri abbiamo voluto essere presenti accanto ai lavoratori dello stabilimento Beko di Melano, per portare loro personalmente la vicinanza e il sostegno dell’amministrazione comunale di Matelica in un momento di forte preoccupazione per il futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento – spiega Cacciolari – questa vertenza riguarda molto da vicino la nostra città. Sono circa 60 i lavoratori di Matelica occupati nello stabilimento di Melano. Dietro questo numero ci sono 60 persone, le loro famiglie, i loro progetti e anni di professionalità e sacrifici. Non possiamo considerare quanto sta accadendo come una vicenda distante da noi. Le preoccupazioni manifestate dalle rappresentanze sindacali sono legate, in particolare, alle prospettive del sito, ai volumi produttivi, al ricorso alla Cigs, alla contrazione dell’induzione e alla necessità di conoscere con chiarezza la strategia industriale per il futuro dello stabilimento. Di fronte a queste preoccupazioni servono risposte chiare e prospettive concrete. È necessario tutelare l’occupazione e, allo stesso tempo, garantire allo stabilimento una reale prospettiva industriale attraverso investimenti, produzione e valorizzazione delle professionalità presenti».
La questione supera i confini del singolo stabilimento. «Quando un territorio perde posti di lavoro non perde soltanto reddito. Si indeboliscono le famiglie, il commercio, le piccole imprese, i servizi e, soprattutto, aumenta il rischio che le persone siano costrette a cercare altrove il proprio futuro – finisce Cacciolari – per una realtà come Matelica, 60 posti di lavoro hanno un peso sociale ed economico enorme. Continueremo a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione, mantenendo il confronto con i lavoratori e con le loro rappresentanze e sostenendo ogni iniziativa istituzionale utile alla salvaguardia dell’occupazione e della presenza produttiva nel nostro territorio. Ieri era importante esserci. Ho scelto di essere lì perché le istituzioni devono stare accanto alle persone soprattutto quando il loro futuro diventa incerto. Difendere il lavoro significa difendere la dignità delle persone, le loro famiglie e la possibilità di continuare a vivere e costruire il proprio futuro nei nostri territori. Matelica è al fianco dei suoi lavoratori».
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Che la politica si svegli! Le passerelle non sono necessarie, ci vogliono idee, proposte e scelte coraggiose. Forza datevi una mossa, altrimenti senza manifattura saremo alla mercé di Paesi stranieri