Unimc torna in Cirenaica:
sottoscritto un permesso di cinque anni
per il lavoro nei siti archeologici
MACERATA - Firmato a Tripoli l’accordo con il Dipartimento delle Antichità della Libia. Alla guida della missione Emanuela Stortoni. L’obiettivo è censire le principali evidenze storiche della chora, ricostruendo le relazioni tra insediamenti, necropoli e viabilità antica e monitorando lo stato di conservazione del patrimonio diffuso

La firma dell’accordo
Dopo oltre 10 anni, l’Università di Macerata torna a lavorare in Cirenaica, in Libia. Il 28 luglio, a Tripoli, è stata infatti sottoscritto un nuovo permesso di lavoro nei siti archeologici tra l’ateneo maceratese e il Dipartimento delle antichità della Libia, Doa, nelle persone di Emanuela Stortoni, docente di archeologia pubblica e metodologie della ricerca archeologica, e del presidente del Dipartimento Mohamed Faraj Mohamed al-Faloos.
L’accordo, della durata di cinque anni, consentirà a Unimc di condurre un programma di studi e ricognizioni nel territorio di Cirene, prima colonia greca in Africa situata nei pressi dell’attuale Shahhat. Il progetto, già avviato con le prime ricognizioni nel 2025, si concentrerà in particolare sullo studio dell’antico paesaggio, interessando alcune aree ancora poco documentate, tra cui Gasr Battah, Siret el-Bab, la necropoli di Snibat el-Awila, la necropoli di Balagrae e il complesso di Siret el-Giamel.

La ricerca, condotta con il supporto del Doa di Cirene diretto da Adel Bufejra, utilizzerà un approccio integrato, combinando ricognizioni sul terreno, rilievi gps, immagini satellitari, riprese da drone, fotogrammetria e sistemi gis. L’obiettivo è censire le principali evidenze archeologiche della chora, la regione, cireanica nei settori meridionale, orientale e occidentale, ricostruendo le relazioni tra insediamenti, necropoli e viabilità antica e monitorando lo stato di conservazione del patrimonio diffuso. Una prima mappatura delle principali evidenze archeologiche ha già restituito un articolato contesto che, dall’età greca a quella romana e bizantina, conserva fortificazioni, abitati, impianti produttivi e necropoli monumentali, lungo una fitta rete viaria che collegava città, villaggi, porti e deserto. L’accordo prevede il coinvolgimento di operatori locali e lo sviluppo di iniziative di formazione e valorizzazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle attività didattiche rivolte alle scuole locali e agli studenti universitari italiani e libici, per creare occasioni di confronto e scambio culturale. Questa missione, riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si inserisce in una lunga tradizione di studi e attività sul campo condotti dall’Università di Macerata in Libia, anche nella regione della Tripolitania. Con la firma della nuova licenza quinquennale, l’ateneo consolida dunque la propria presenza scientifica nel Paese, con l’obiettivo di contribuire alla conoscenza di un patrimonio ancora largamente inesplorato e oggi particolarmente esposto a rischi, in una regione che da millenni rappresenta un crocevia di popoli, culture e scambi, al centro delle dinamiche del Mediterraneo. —