Legge sul fine vita,
Ricci striglia: «Nelle Marche proposta
ferma da anni perché la destra dice no»

SANITA' - L'europarlamentare Pd all'attacco dopo l'approvazione in Veneto con i voti del centrosinistra insieme a Lega e Forza Italia: «Non è una questione di schieramenti, ma di dignità e libertà di scelta»

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Matteo Ricci

«Il Veneto ha compiuto un passo avanti notevole, approvando la legge sul fine vita con i voti del centrosinistra assieme a quelli di Lega e Forza Italia. Cosa aspetta la Regione Marche a fare lo stesso? La proposta di legge giace in Consiglio regionale da anni perché la destra marchigiana si oppone ogni volta». È Matteo Ricci, europarlamentare Pd ed ex candidato presidente della Regione del centrosinistra, a suonare la carica sul tema.

«Perché bisogna lucrare politicamente sulla sofferenza delle persone? È una questione morale e civile – dichiara Ricci – la Corte costituzionale ha già chiarito che le Regioni hanno il diritto di disciplinare le procedure organizzative: la scusa della competenza esclusiva dello Stato non regge. Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e ora il Veneto, prima Regione amministrata dal centrodestra, hanno dato una risposta a chi soffre. Le Marche invece restano ferme e, nel frattempo, i malati aspettano. Non è una questione di destra o di sinistra: è una questione di dignità e di libertà di scelta».

Era stato il consigliere regionale dem Maurizio Mangialardi, già nel 2022, a presentare una proposta analoga a quella che ha avuto via libera bipartisan in Veneto. Proposta ripresentata anche in questa legislatura a firma dello stesso Mangialardi e dei colleghi di centrosinistra Micaela Vitri (Pd), Andrea Nobili (Avs) e Marta Ruggeri (Movimento 5 Stelle) e iscritta all’ordine del giorno del Consiglio regionale già dalle scorse sedute: con ogni probabilità,però, verrà rinviata alla commissione competente.


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