«Si sta creando qualcosa di magico
nel nome di Nicolas, Giorgio e Daniele.
Ridiamo fiducia ai ragazzi»
STRAGE IN SUPERSTRADA - I genitori hanno mandato una mail al ministro Salvini per chiedere un incontro sulla sicurezza. Oggi è emerso che Daniele Francalancia, che guidava, aveva tasso alcolemico zero. Il papà Maurizio: «Ne ero sicuro». La mamma di Nicolas, Betty Mariani: «Riceviamo piccoli gesti quotidiani che ci danno conforto e forza ogni giorno». L'associazione Tristar sta per mettere online il sito, sinora già circa 300 associati. Il fulcro un centro polivalente. Nasce il torneo Ngd con la Cluentina e la Vr Macerata

L’incontro in Comune dei genitori dei ragazzi
di Gianluca Ginella
«Riceviamo gesti d’affetto quotidiani, gesti semplici che riempiono il cuore. Vogliamo ridare fiducia ai ragazzi con uno nuovo centro di aggregazione. Credo si stia creando qualcosa di magico», così Betty Mariani, la mamma di Nicolas Calabrese, 20 anni, uno dei tre ragazzi maceratesi morti il 14 giugno nella strage in superstrada. Con lui sono morti Daniele Francalancia, 20 e Giorgio Franceschini, 21.
Da quanto emerso oggi Daniele, che guidava la Fiat Punto su cui viaggiavano i ragazzi maceratesi, non aveva toccato una goccia di alcol: tasso di 0.0. «Non avevo dubbi» dice il papà, Maurizio Francalancia, anche lui impegnato con gli altri genitori nell’associazione Tristar che progetta una nuova visione del futuro per i giovani della città. Passo dopo passo sono già circa trecento le persone che hanno aderito «e abbiamo deciso di aprire un sito: “tristarmacerata.it”. Dovrebbe essere online in settimana» dice Maurizio Francalancia.

L’abbraccio dei genitori di Nicolas a Michele Calcagni. Sotto Nicolas, Giorgio e Daniele
Ad occuparsi del sito un ragazzo che ha offerto il suo aiuto. È così che Macerata nella tragedia si sta riscoprendo. Lo fa con i tanti messaggi «e mail che ci arrivano dai ragazzi. Ci chiedono di realizzare progetti, dell’associazione, ci sono ragazzi che fanno sport e vorrebbero creare qualcosa con noi – riprende Betty Mariani – Si sta creando qualcosa a Macerata anche grazie a ragazzi e persone che propongono le loro idee. Credo che si stia creando qualcosa di magico, di grande, che sta andando oltre alle nostre aspettative».

Betty Mariani durante il funerale allo stadio ha lanciato un messaggio indimenticabile
C’è che il meglio dei maceratesi sta emergendo. «La vicinanza si sta manifestando in forme diverse, ci sono i gesti semplici che ti riempiono il cuore, sono quotidiani. Sono grandi dimostrazioni di affetto, che non sono necessariamente la donazione, sono piccoli genti quotidiani che ci danno conforto e forza ogni giorno».
Il cammino di Tristar, l’associazione creata da Betty Mariani, dal marito Valentino Calabrese, dai genitori di Daniele, Maurizio e Alessia Carletti, da famigliari e amici stretti, si pone un obiettivo che può cambiare in meglio la città. «Un posto di aggregazione che speriamo possa essere il fulcro del progetto e dove promuovere le attività che abbiamo in mente – continua la mamma di Nicolas -. Poi ci sono i progetti con la scuola, abbiamo avuto la vicinanza dell’amministrazione su questo e l’assessore Pierfrancesco Tasso vuole collaborare per progetti nelle scuole, progetti di sensibilizzazione e di valorizzazione della persona, speriamo di partire dal prossimo anno scolastico». Intanto Tristar ha il suo Iban per chi volesse sostenere l’associazione: IT28 P030 6234 2100 0000 3245 404. Dietro a questi progetti c’è tanto lavoro, c’è forza e impegno: «L’intento è ridare fiducia ai ragazzi, alla comunità a noi stessi. E per i ragazzi la speranza di poter credere nel futuro» conclude Betty Mariani.

In questi giorni l’associazione sta sviluppando il sito «credo siamo intorno ai 300 associati, abbiamo fatto fare un sito per potersi iscrivere più facilmente» dice Maurizio Francalancia. Ma oltre al sito, il fulcro anche per lui è il centro: «lo immagino come un punto di incontro per i ragazzi. Un posto dove vai e trovi qualcuno che conosci e un ambiente familiare. Tu vai lì e sai già che qualcuno c’è. Lo immagino così. Voglio che sia una cosa strutturata, non un semplice campetto. Sarebbe sprecato non cogliere questa occasione che nel bene o nel male si è creata, da una ventata può diventare qualcosa di concreto». Tristar nei giorni scorsi ha scritto una mail al vicepremier Matteo Salvini per chiedere un incontro sulla questione della sicurezza stradale. Al momento sono in attesa di una risposta.

I giocatori della Vr Macerata al funerale
Ma intanto oggi si è appreso che Daniele Francalancia aveva un tasso alcolemico pari a zero mentre era alla guida dell’auto e rientrava a Macerata da Civitanova. «Non mi stupisce – dice Maurizio Francalancia. Ero sicuro, sia perché non era un bevitore, sia per via di un intervento a cui doveva sottoporsi da lì a qualche giorno per l’infortunio che aveva avuto ai legamenti. Poi i ragazzi sono responsabili, c’è il guidatore designato e chi deve guidare non beve».

L’incidente in cui sono morti i tre ragazzi è avvenuto intorno alle 5,50 del mattino del 14 giugno lungo la superstrada. Su una Fiat Punto c’erano Daniele, Giorgio e Nicolas con due amici, Michele Calcagni e Simone Bracaccini, entrambi 21enni, che si sono salvati. Sulla corsia opposta è arrivata un’auto con alla guida il 41enne Christian Perugini, morrovallese (pure lui morto nell’incidente) che ha invaso la corsia opposta nel tratto in cui c’era in quel periodo lo scambio di carreggiata tra Morrovalle e Corridonia, e si è schiantato contro la Fiat Punto dei 5 amici.
Per quanto riguarda Perugini, ancora non si conoscono gli esiti esatti degli accertamenti.
***

I genitori di Nicolas e Daniele al funerale
Una nuova iniziativa intanto è nata a Macerata con la volontà di «trasformare un dolore indicibile in una speranza concreta per la comunità, nel nome di tre giovani la cui luce continua a brillare nel cuore della città». Cluentina Calcio e la Vr Macerata, con la collaborazione dell’associazione Tristar hanno annunciato l’organizzazione della prima edizione della “Ngd Cup – Insieme nel ricordo”. Nicolas era una colonna della Vr Macerata, società con cui aveva da poco festeggiato la storica promozione in Prima Categoria, mentre Daniele indossava con orgoglio la maglia della Cluentina. Le loro società «si stringono in un abbraccio indissolubile insieme a Giorgio e alle famiglie dei tre ragazzi, sostenendo con convinzione la nascita dell’associazione Tristar, un ente voluto proprio dai familiari e dagli amici più cari lo scorso luglio con l’obiettivo di convertire la sofferenza in progetti operativi di solidarietà e di crescita per la gioventù maceratese». La Ngd Cup, che prende il nome dalle iniziali dei tre ragazzi, è stata ideata «non come un classico evento puramente commemorativo ma come un’iniziativa per la comunità, capace di generare aggregazione, promuovere valori sani e raccogliere fondi destinati alle iniziative sociali della Tristar, con l’intento di ripeterlo ogni anno diventando un appuntamento sempre più importante e partecipato».
La manifestazione prenderà il via il 26 agosto alle 19,30 con la formula di un doppio triangolare contemporaneo: al campo “Tonino Seri” di Collevario si sfideranno la Juniores nazionale della Maceratese, l’Helvia Recina e la Cluentina per il Girone “Tonino Seri”, mentre al campo “San Giuliano” del quartiere Pace si contenderanno il passaggio del turno Atletico Macerata, San Claudio e Vr Macerata per il Girone “San Giuliano”, con gare da tre tempi di 45 minuti ciascuna. Chi vince disputerà la finale, il 2 settembre, al campo San Giuliano. Come sottolinea con forza Massimiliano Marcolini, presidente della Cluentina Calcio, «l’iniziativa non nasce per celebrare una semplice ricorrenza ma per promuovere il futuro, nessuno cancellerà mai Daniele, Nicolas e Giorgio dai cuori di chi li ha amati, ma l’intento comune è offrire all’associazione Tristar gli strumenti materiali e morali per crescere e strutturarsi». Sandro Montenovo, presidente della Vr Macerata, ribadisce la totale disponibilità nei confronti delle famiglie e invita tutti ad aderire e sostenere il progetto con il desiderio di ricreare al campo San Giuliano il medesimo spirito di unione e felicità vissuto durante la festa promozione, quando Nicolas era un ragazzo felicissimo circondato dal calore di una comunità intera.


































Bravi
Un vecchio proverbio locale cita “cristo manda i freddo secondo i panni”. Ovvero, le disgrazie accadono, inconsciamente, alle persone in grado di sopportarle. Ho faticato a capirlo ed applicarlo, ma frequentando da molti anni associazioni di ragazzi disabili, e avendone conosciuto I genitori, tutte persone eccezionali, pur da
non credente, ho assodato quanto di vero esprima il detto. Le parole e gli atteggiamenti dei genitori delle vittime, confermano tutto. Stima immensa.
.
Un grande abbraccio ai tre ragazzi che non ci sono più e ai loro genitori, che stanno mettendo in piedi una iniziativa lodevolissima che sicuramente lascerà il segno nella nostra martoriata provincia.
Ode all’abisso che svuota e riempie
O abisso che non è ferita di carne né nube di malinconia,
tu che sradichi l’albero intero della vita,
corpo, mente e legami,
e marchi l’anima col ferro della servitù:
quando l’uomo diventa cosa,
quando l’anima si svuota di sé
e prova ribrezzo del proprio volto e del mondo,
allora tu sei giunto,
signore assoluto dell’innocente.
Grande è il mistero:
non il dolore che passa,
ma tu che ti impadronisci del centro
come padrone senza nome.
In te Dio appare più assente di un morto,
più assente della luce in una cella senza fessura.
L’orrore sommerge ogni cosa amabile
e non resta più nulla da stringere.
Eppure ascolta:
se in quel buio l’anima cessa di amare,
l’assenza si fa eterna.
Ama dunque a vuoto.
Ama con la più piccola scintilla che ancora trema,
con la volontà nuda di amare,
anche quando nessun oggetto risponde.
Solo così, un giorno,
il Nascosto può mostrarsi
e rivelare che il mondo è bello
nel suo fondo più puro.
La misericordia non ha volto umano
quando passa attraverso di te.
Gli effetti esteriori sono quasi sempre amari,
ma nel centro inconsolabile della tua amarezza
risplende ciò che nessuna gioia terrena conosce.
Persevera fino al grido
che squarcia il cielo:
«Perché mi hai abbandonato?»
Resta lì, senza ritirare l’amore.
Allora non sei più nella sventura né nella consolazione:
tocchi l’essenza unica,
quella che è comune a gioia e a tormento,
l’amore stesso che non ha misura.
Tu sei meraviglia di una tecnica ineffabile:
concentri nell’anima finita
l’immensità della forza cieca e fredda,
raccogli in un solo punto
la distanza infinita che separa il Creatore dalla creatura
e trafiggi il centro più intimo.
Nulla è più lontano dal Principio
di ciò che è stato fatto maledizione.
Eppure in quella distanza massima
l’Amore stesso ha voluto abitare.
Conoscere questa presenza
non lenisce l’orrore,
non guarisce la mutilazione,
non restituisce ciò che è stato strappato.
Ma si sa, con certezza senza parole,
che la sostanza di quell’amarezza
è lo stesso Amore che tutto sostiene.
O sventura,
non sei castigo né scuola banale.
Sei il luogo in cui,
amando ancora quando ogni ragione di amore è morta,
si partecipa all’amore nella sua forma più nuda e radicale:
quella che attraversa e trionfa
sulla distanza infinita.