Il secondo capitolo di “Macerata racconta”,
il clou con Gardini e Antonelli
FESTIVAL - Domani la seconda giornata con l'autore di "Daddy" che incontrerà il pubblico alle 19 a palazzo Buonaccorsi e con il linguista che alle 21,15 sarà all'Orto dei pensatori

Una passata edizione di Macerata Racconta
Macerata Racconta, capitolo due. Oggi pomeriggio il festival parte con i primi appuntamenti, e domani prosegue con due eventi clou che saranno gli incontri con Nicola Gardini che torna a Macerata Racconta con la sua ultima fatica letteraria “Daddy” e Giuseppe Antonelli che presenterà “Alfabit”.
A dialogare con Nicola Gardini, alle 19, nel cortile di Palazzo Buonaccorsi, sarà Francesco Rapaccioni. Gardini, scrittore, poeta, latinista e traduttore, è celebre per la sua straordinaria capacità di rendere vivi e attuali i classici. Professore di Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford, ha raggiunto il grande pubblico con il bestseller internazionale “Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile”. La sua produzione è vastissima e poliedrica, spaziando dalla saggistica letteraria alla narrativa, con romanzi intensi come “Le parole perdute di Amelia Lynd” vincitore del Premio Viareggio. Oltre alla prosa, Gardini è una voce poetica di rilievo e un raffinato traduttore di autori come Emily Dickinson. Collabora regolarmente con il Corriere della Sera e la Domenica del Sole 24 Ore.
“Daddy”, libro presentato da Renata Colorni nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026, racconta una storia d’amore, o ancor meglio, la storia di un’ossessione, che attraverso gli ambigui appagamenti del corpo cerca la via della felicità. Introspettiva, lucida e al tempo stesso divertita, la scrittura di Gardini indaga il fondo misterioso dove l’amore si nasconde e dove, comunque, chiede di esprimersi più libero, in un’implacabile preghiera.
Rimasto vedovo dopo trent’anni di matrimonio, il protagonista apre le porte di Grindr e scopre di incarnare uno dei “modelli” più richiesti del mondo gay: il daddy, cioè l’uomo d’esperienza, protettivo e capace d’ascolto, che provoca nel giovane, il cucciolo, dolci fantasie di remissività. In un esaltante incontro conosce a Oxford Adrians e, dopo esser rientrato a Milano, riceve da lui continue dimostrazioni di interesse. Niente di che: messaggini senza succo, selfie dalla palestra, osservazioni sul clima. Eppure. Convinto che tra loro sia nata una relazione, il nostro daddy torna a Oxford. Peccato che a questo punto il cucciolo si riveli un gelido narcisista. Non resta che imbarcarsi in nuove avventure. Ma adesso gli incontri sanno irrimediabilmente di delusione, trascinando tutto l’irrisolto del passato: i complessi dell’infanzia, i conflitti di famiglia, le pene dell’adolescenza. Ritorna il fantasma dello stesso padre, quello genetico, costringendo il daddy, fuori della cornice di Grindr, ad armonizzare dentro di sé i vari conflitti di un’infinita educazione sentimentale. E Adrians? C’è ancora. Daddy racconta una storia d’amore, o ancor meglio, la storia di un’ossessione, che attraverso gli ambigui appagamenti del corpo cerca la via della felicità. Introspettiva, lucida e al tempo stesso divertita, la scrittura di Gardini indaga il fondo misterioso dove l’amore si nasconde e dove, comunque, chiede di esprimersi più libero, in un’implacabile preghiera.
A seguire alle 21,15, all’Orto dei Pensatori (in caso di maltempo al cinema Italia), sarà la volta di Giuseppe Antonelli che, introdotto da Lucia Tancredi, presenterà il suo ultimo libro “Alfabit” nel quale indaga con la consueta ironia le trasformazioni del linguaggio nell’era digitale e dei social network.
Antonelli, linguista, è un accademico e saggista italiano tra i più brillanti e attivi divulgatori della storia della lingua italiana. Docente all’Università di Pavia, collabora con il Corriere della Sera. Volto familiare della televisione, grazie ai programmi “Splendida Cornice” e “Il Kilimangiaro” su Rai 3, in passato è stato conduttore di “La lingua batte” su Radio 3. La sua ricerca si concentra sull’evoluzione dell’italiano contemporaneo, analizzando con acume e ironia le trasformazioni del linguaggio e promuovendo un uso dell’italiano che sia al contempo corretto, attuale, vivo e dinamico.
La storia siamo noi: siamo noi che scrivevamo le lettere e oggi digitiamo e-mail, chat, post, note sul telefono; che dettiamo messaggi e mandiamo vocali. Ma quand’è cominciata questa trasformazione del nostro rapporto con la lingua oltre che con le macchine? Com’è cambiato l’italiano dall’invio dei primi SMS al dialogo con le cosiddette intelligenze artificiali? Alfabit è la storia dell’incrocio fra la tradizione linguistica e la sua traduzione informatica. Ovvero dello stretto legame fra l’evoluzione dell’italiano e l’avvicendarsi dei nuovi media tecnologici. I nuovi codici di comunicazione hanno via via ridotto la distanza tra scritto e parlato, favorendo l’affermarsi di una diffusa informalità e di testi sempre più frammentari. L’esito è una lingua dettata dai tempi dell’interazione simultanea: rapida, effimera, immediata, improntata alla spontaneità. L’autore ricostruisce in presa diretta le diverse fasi di questa metamorfosi. Dall’italiano digitato degli SMS e delle e-mail all’e-taliano di chat e social network fino all’Ia-taliano di ChatGpt e degli altri Large Language Models. Una storia straordinariamente attuale che, attraverso la lingua, ci aiuta a capire qualcosa in più del mondo in cui viviamo.
La giornata di domani di Macerata Racconta si apre comunque alle 17 alla Biblioteca Mozzi Borgetti con una doppia presentazione. Protagonisti il giornalista e saggista Carlo Cambi e il segretario di Confartigianato per le province di Macerata, Ascoli e Fermo e vicepresidente della Camera di Commercio delle Marche e amministratore di diverse società ed enti pubblici e privati Giorgio Menichelli.
Cosa definisce l’identità di un territorio se non la sintesi perfetta tra la storia, la cultura, la tradizione e il modo in cui tutto questo si traduce nel piatto? E come tutto questo può essere reso attrattivo dando vita a un turismo consapevole, sostenibile e non predatorio? La risposta nell’incontro “Attrazioni locali: tra genius coci e genius loci” dove Cambi e Menichelli presenteranno rispettivamente i volumi “Genius coci. I cuochi custodi dell’artigianato gastronomico tra tradizione e innovazione” e “Vai a quel paese. Dal turismo predatorio al turismo sostenibile per imprese e comunità”.
“Attrazioni magnetiche” è invece il titolo del laboratorio per bambine e bambini dai 6 agli 11 anni, che si terrà al Museo della Scuola “P.O. Ricca” alle 17,30 (prenotazione obbligatoria museodellascuola@unimc.it ).
Alla stessa ora alla Galleria degli Antichi forni taglio del nastro per la mostra The Lighting Cracks, l’esposizione pittorica di Paola Folicaldi Suh, un viaggio sentimentale nell’estremo Oriente ispirato all’antica arte giapponese del Kintsugi, la tecnica che prevede l’utilizzo dell’oro per riparare le ceramiche spezzate. L’esposizione rimarrà aperta fino al 5 luglio con orario di visita 17 – 20.
Infine alle 18, all’Auditorium san Rocco, Macerata Racconta in collaborazione con Eum – Unimc, presentano il libro di Matilde Morrone Mozzi e Arianna Fermani “In questa casa c’è un segreto. Lettura junghiana di dimore fiabesche”. L’incontro esplora le dimore delle fiabe non come semplici luoghi, ma come tappe simboliche di un profondo itinerario di trasformazione interiore attraverso la psicologia di C.G. Jung.
Il programma completo di Macerata Racconta su www.macerataracconta.it e www.comune.macerata.it