Una Confindustria unita,
Macerata approva la delibera
MACERATA - Via libera al percorso unitario con Ancona e Fermo. Il presidente Marco Ragni: «Scegliamo di contribuire alla guida del cambiamento»

Marco Ragni
Una rappresentanza più forte, moderna e autorevole delle imprese marchigiane. È questo l’obiettivo del documento di indirizzo approvato dall’assemblea generale di Confindustria Macerata. La delibera ratifica il percorso già condiviso all’unanimità dal Consiglio di presidenza e dal Consiglio generale dell’associazione e conferma la volontà degli imprenditori maceratesi di sostenere il percorso verso l’unione con le territoriali di Ancona e Fermo.
Si tratta di una scelta di particolare rilievo anche per la storia associativa del territorio. «Macerata, che in passati tentativi di aggregazione aveva espresso una posizione diversa – ricordano i vertici dell’associazione di categoria – sceglie oggi di guardare avanti e di contribuire alla costruzione di un modello capace di coniugare identità territoriale, maggiore massa critica, competenze più qualificate e più incisiva capacità di rappresentanza».
L’accordo sottoscritto dalle presidenze di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata individua un percorso condiviso per rafforzare la voce delle imprese marchigiane, migliorare l’efficacia dei servizi associativi e valorizzare le specificità dei territori all’interno di una visione più ampia. «Macerata sceglie di contribuire alla guida del cambiamento – dice il presidente di Confindustria Macerata, Marco Ragni – lo fa con senso di responsabilità, insieme agli altri territori che hanno scelto di condividere questo cammino, nella consapevolezza che la complessità del tempo che viviamo richiede organizzazioni più forti, più competenti e più capaci di incidere nei luoghi in cui si decidono le condizioni di competitività delle nostre imprese».
Nel corso dell’assemblea, Ragni ha presentato la relazione “Il paradosso dell’aggregazione necessaria”, richiamando la necessità di superare logiche di conservazione e di affrontare con lucidità il futuro della rappresentanza industriale nelle Marche. «Dobbiamo avere la lucidità di distinguere tra identità e immobilismo. L’identità di un territorio è un valore da custodire; l’immobilismo è invece il rischio di confondere ciò che siamo con il modo in cui siamo organizzati oggi. Il voto dell’assemblea conferma una forte compattezza del sistema imprenditoriale maceratese e rafforza il mandato a proseguire un percorso fondato su metodo, confronto e visione. In una fase segnata da trasformazioni tecnologiche, intelligenza artificiale, transizione energetica, nuovi equilibri geopolitici e mercati sempre più competitivi, la qualità della rappresentanza diventa un fattore essenziale per accompagnare lo sviluppo delle imprese e del territorio».
«Il futuro della rappresentanza non può essere costruito difendendo semplicemente gli assetti esistenti – conclude Ragni – serve il coraggio di aprire percorsi nuovi, mantenendo saldo il legame con le nostre comunità produttive. L’identità è un patrimonio da custodire. L’immobilismo è un rischio da evitare. Perché i territori non si indeboliscono quando scelgono di costruire insieme il futuro; si indeboliscono quando smettono di interpretare il cambiamento».
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