«Tutti i documenti relativi alla società
sono stati trasmessi ai consiglieri.
Più volte hanno evitato il confronto»

TERME DI SARNANO - Il sindaco Fabio Fantegrossi ai consiglieri Cristina Tartabini, Stefano Battaglioni e Andrea Merli: «Per evitare il fallimento c'è l'ipotesi di un piano attestato di risanamento. Conferito l'incarico per un bando per la privatizzazione della partecipazione alla Sarnano Terzo Millennio Srl»

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fabio fantegrossi

Il sindaco Fabio Fantegrossi

«Tutta la documentazione relativa alla Sarnano Terzo Millennio Sr è stata regolarmente trasmessa ai consiglieri. C’è stata una partecipazione limitata di alcuni gruppi consiliari alle riunioni istituzionali convocate negli ultimi mesi. Più volte è venuto meno il confronto anche in Consiglio comunale perchè sono usciti dall’aula». Il sindaco di Sarnano Fabio Fantegrossi non ci sta e rispedisce al mittente le critiche dei consiglieri comunali Cristina Tartabini, Stefano Battaglioni e Andrea Merli secondo cui «il nostro lavoro di controllo è stato costantemente ostacolato. Documenti richiesti e mai consegnati nei tempi previsti, scarsa trasparenza e, oggi, un sovrapporsi di notizie contrastanti che non fanno altro che aumentare la nostra forte preoccupazione». i consiglieri avevano lanciato l’allarme di un «rischio concreto del fallimento della società». Un’ipotesi che per Battaglioni Tartabini è Merli deve essere scongiurata.

Il primo cittadino lancia quindi l’ipotesi di un piano attestato di risanamento: «Nel frattempo, la situazione economico-finanziaria della società impone ulteriori valutazioni. Il revisore dei conti della società ha richiesto la convocazione di una nuova assemblea dei soci affinché vengano assunte le necessarie determinazioni sul futuro della società. In assenza di soluzioni concrete, tra le ipotesi da valutare vi è anche quella della messa in liquidazione della società quale extrema ratio. Dal confronto avuto tra l’amministratore della società ed il comune, sembrerebbe che vi sia ancora una strada percorribile per evitare tale scenario: la predisposizione di un piano attestato di risanamento. Tale percorso richiede però la disponibilità di risorse finanziarie adeguate, indispensabili per garantire continuità aziendale, realizzare gli investimenti necessari e costruire un progetto industriale credibile per il rilancio delle terme nei prossimi anni».

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Le terme di Sarnano

Parallelamente, il sindaco fa sapere che «il Comune sta dando attuazione agli indirizzi previsti dalla normativa in materia di partecipazioni pubbliche. È stato pertanto conferito incarico a una società specializzata per la predisposizione di un bando per la privatizzazione della propria partecipazione alla Sarnano Terzo Millennio Srl previa perizia di stima della società, resa necessaria sia dal mutato quadro economico e gestionale sia dalla sopravvenuta chiusura temporanea di parte delle attività.
L’obiettivo finale resta quello di favorire l’ingresso di soggetti privati in grado di garantire investimenti, sviluppo e prospettive di lungo periodo, procedendo alla cessione della quota comunale oggi superiore al 87%».

Per Fantegrossi è necessario «ribadire con chiarezza che la situazione attuale è critica e che tale condizione era ben nota sin dall’inizio del percorso di analisi e ricognizione della società. È infatti doveroso ricordare che le attuali gravose criticità non nascono oggi, ma sono il risultato di un processo lungo, stratificato e non risolto nel tempo, che si è progressivamente aggravato.
È indispensabile affrontare questa fase con concretezza, responsabilità e spirito di squadra istituzionale, elementi che in diversi momenti sono venuti a mancare nel dibattito politico. Oggi, invece, si assiste paradossalmente a un tentativo di attribuire responsabilità a chi si sta facendo carico di portare alla luce e affrontare con trasparenza problemi rimasti irrisolti per anni.
L’amministrazione comunale ribadisce il proprio impegno nella gestione trasparente e responsabile della vicenda, nell’interesse esclusivo della collettività e della salvaguardia di un presidio economico e sociale fondamentale per il territorio».

«Nel corso dell’ultima assemblea dei soci – prosegue il primo cittadino -, alla presenza anche di alcuni dei firmatari della recente mozione e dei comunicati diffusi alla stampa, è stato illustrato in maniera chiara lo stato della società. A tutti i soci presenti è stato evidenziato che, alla luce della grave situazione economico-finanziaria esistente, la procedura di composizione negoziata della crisi non risulta percorribile: i test previsti dalla normativa vigente hanno infatti evidenziato parametri tali da non consentire l’accesso a tale strumento. Questo smentisce concretamente chi lamenta una mancata condivisione della situazione, nonché chi rivendicava con forza che il passaggio alla composizione negoziata della crisi fosse l’unica strada percorribile: la realtà attuale impone invece di prendere atto che tale strada non è praticabile al momento».

E poi ancora: «Parallelamente, nel corso degli ultimi mesi sono state esaminate numerose manifestazioni di interesse da parte di soggetti privati interessati alla struttura termale. Tali manifestazioni sono state attentamente valutate dagli advisor incaricati dalla società, ma nessuna di esse si è tradotta in un’offerta vincolante in grado di garantire l’assunzione dell’importante esposizione debitoria esistente e la contestuale sostituzione del socio di maggioranza, che attualmente garantisce la società attraverso fideiussioni per oltre 860mila euro. I contatti con i soggetti interessati non si sono comunque interrotti: si resta in attesa di offerte concrete da poter tenere in seria considerazione.
Tuttavia, nelle ultime settimane è emerso un ulteriore elemento di criticità che ha inevitabilmente inciso anche sull’interesse manifestato da alcuni potenziali investitori. L’amministratore della società, nell’ambito delle verifiche necessarie per l’adeguamento della struttura alle normative regionali che disciplinano autorizzazione e accreditamento delle strutture sociosanitarie, ha infatti rilevato una situazione particolarmente delicata riguardante gli adempimenti antincendio».

Il sindaco fa sapere che «dalle verifiche effettuate è emerso che non sarebbe mai stato ottenuto il certificato di prevenzione incendi previsto dalla normativa vigente. È emerso inoltre che la struttura utilizzata per la delocalizzazione presentava già all’epoca criticità riconducibili agli effetti del sisma. Sono evidenti le criticità strutturali dell’immobile, tra le quali quelle significative nei locali seminterrati e dell’impossibilità di utilizzo del piano primo, nonché numerose carenze manutentive che richiedono interventi non più rinviabili. Situazioni che oggi vengono affrontate con responsabilità e trasparenza, nell’interesse della sicurezza degli utenti e della salvaguardia dell’intera struttura: perché i crolli e le lesioni non sono certo relative a questi ultimi periodi, ma presenti da lungo tempo. La scoperta di questa situazione ha reso necessaria la sospensione delle attività e la predisposizione di un nuovo esame progetto da sottoporre ai vigili del fuoco. Per garantire comunque la continuità del servizio termale, è stata individuata una soluzione temporanea che ha consentito la riapertura della struttura attraverso una riduzione degli spazi utilizzati, limitandone l’estensione a meno di 500 metri quadrati. Una scelta necessaria per continuare a garantire il servizio agli utenti per questa stagione, pur in una fase di oggettiva difficoltà operativa».

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