“Selve/Flussorius” al capolinea:
ultimo weekend per visitare la mostra
RIPE SAN GINESIO - L'esposizione rientra nell'ambito del progetto Qui Val di Fiastra. Porte aperte da venerdì a domenica dalle 16 alle 20

La mostra Selve/Flussorius
La mostra “Selve/Flussorius” arriva al rush finale. Si chiude il 28 giugno e questo è l’ultimo weekend per visitarla. L’esposizione rientra nell’ambito del progetto Qui val di Fiastra, coordinato da Inabita, laboratorio territoriale per i Comuni di Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano come soggetti attuatori. La mostra fotografica è ospitata alla Pinacoteca di arte contemporanea di Ripe San Ginesio. L’apertura sarà venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 20 a ingresso libero.

La mostra nasce all’interno dell’osservatorio del paesaggio della val di Fiastra, centro di ricerca e documentazione sui paesaggi locali che ha promosso due ricerche fotografiche affidate ad artisti con percorsi distinti ma affini: da un lato Marco Gatta, fotografo maceratese che sviluppa progetti a lungo termine su luoghi marginali e vulnerabili, indagando il rapporto tra natura, paesaggio e presenza umana; dall’altro Ikonemi, centro indipendente di fotografia fondato da Daniele Cinciripini e Serena Marchionni — fotografo e docente lui, storica dell’arte e ricercatrice lei — che dal 2018 lavorano come duo artistico usando il camminare come metodo di indagine tra fotografia e cinema. Il risultato è un dittico che mette al centro gli ecosistemi bosco e fiume della val di Fiastra, non come veduta o immagine pacificata, ma come sistemi viventi da attraversare con attenzione, lentezza e disponibilità allo spaesamento.

In selve, Daniele Cinciripini e Serena Marchionni (Ikonemi) si avvicinano ai boschi residui della valle con una postura lenta e cauta, incontrando ambienti fitti e stratificati in cui specie, ombre, intrecci vegetali e forme di vita si trasformano continuamente. La selva non appare come scenario da osservare a distanza, ma come un sistema con cui entrare in rapporto, un luogo che chiede prossimità e permanenza.
In “Flussorius”, Marco Gatta attraversa il Fiastra come spazio fisico e biografico. Il corpo entra nell’acqua, segue il letto del fiume, aderisce ai sassi, alle cortecce, agli ostacoli. Attraverso l’autoscatto, l’artista non osserva il paesaggio dall’esterno ma vi entra come presenza implicata, lasciandosi modificare dalla materia stessa del luogo. Il fiume diventa una soglia mobile e intima, in cui l’attraversamento assume la forma di un’esperienza corporea.
Nel dialogo tra i due lavori, la val di Fiastra emerge non come semplice contesto, ma come organismo complesso fatto di acque, boschi, corpi e memorie. La mostra invita il pubblico a spostare lo sguardo oltre una percezione esclusivamente umana del paesaggio — in linea con la vocazione dell’osservatorio, che dalla sua nascita lavora per costruire nuovi strumenti di lettura e cura del territorio.