Un murales “infinito”
per celebrare amore e relazioni
SAN SEVERINO - A realizzarlo gli studenti della classe terza dell’Ipsia Ercole Rosa: l'opera ha degli spazi bianchi che possono essere riempiti da chiunque passi in zona San Paolo

L’inaugurazione di stamattina
Un murales tira l’altro. Dopo quello inaugurato la settimana scorsa a cura dell’Istituto comprensivo Tacchi Venturi (leggi l’articolo), è stato presentato stamattina in zona San Paolo, in un’area specificatamente predisposta dal Comune per l’allestimento di opere urbane, il grande murales partecipato, della lunghezza di 5 metri e mezzo, realizzato a conclusione del progetto “Un muro che ascolta”.

Il murales
L’iniziativa rappresenta l’evoluzione sul territorio del percorso educativo “Guardami negli occhi” che ha visto protagonisti gli studenti della classe terza dell’Ipsia Ercole Rosa, sede distaccata del Pocognoni, i quali hanno elaborato un manifesto collettivo poi divenuto murales otto la guida dell’artista Massimo Melchiorri. I ragazzi hanno così tradotto in pittura concetti cruciali legati alle relazioni sane e all’amore quotidiano.

All’incontro di inaugurazione hanno preso parte la sindaca Rosa Piermattei, l’assessore al turismo, Michela Pezzanesi, la presidente Cristina Marcucci e i membri del direttivo dell’associazione Help Odv insieme alla presidente Marina Orazi e alle giovani componenti dell’associazione Help Factory. Con loro anche i volontari dell’associazione La valigia delle meraviglie che ha sostenuto l’iniziativa patrocinata dal Comune.

Caratteristica distintiva del murales è la presenza di due spazi bianchi lasciati volutamente vuoti. Non un’assenza, ma un dispositivo collettivo: chiunque passerà per strada potrà riempirli liberamente con una parola, uno scarabocchio o un’immagine legati al rispetto, rendendo l’opera aperta e in continua evoluzione. «Questo murales abbellisce il quartiere ma soprattutto lo impreziosisce di quello che ragazze e ragazzi hanno voluto trasmettere e di quello che sentono dentro – ha detto Piermattei – l’arte è l’espressione propria di quello che uno sente e lo trasmette dipingendo o colorando; quindi questa è una cosa bellissima. Ringrazio di cuore gli insegnanti e il professor Melchiorri che ha partecipato insieme a voi e vi ha aiutato a realizzare il murales. Ci tenevo moltissimo a esserci oggi: valorizzare lo spazio pubblico come luogo di relazione e di ascolto è fondamentale per la nostra comunità».

«L’Ambito territoriale Sociale 15 e il Comune di Macerata ci hanno affidato un servizio progettuale sulle scuole secondarie di secondo grado in tutto il territorio provinciale – ha aggiunto Marcucci – l’Ipsia Pocognoni ha risposto con grande entusiasmo a quella che è divenuta per i ragazzi una proposta laboratoriale. Il percorso è consistito in sei ore di lavoro tra psicologhe, una educatrice digitale e la nostra educatrice Lucia Marinozzi per la realizzazione di poster. Da lì è nata la brillante idea, insieme agli insegnanti, di lanciare questi poster nella città sotto forma di murales. Nel progetto è subentrata anche Help Factory, la nostra nuova realtà giovanile guidata dalla presidente Martina Orazi. È stato un percorso lungo e soddisfacente, specialmente per i ragazzi che avevano già ricevuto una menzione speciale a Macerata. Ringrazio la scuola, sempre collaborativa, e il Comune che ci supporta costantemente permettendoci di mettere in campo le nostre massime esperte».

La referente educativa e operativa del progetto, Lucia Marinozzi, ha poi voluto aggiungere che «noi adulti abbiamo il dovere di accogliere quello che i ragazzi ci dicono Come diceva Matisse, “la creatività richiede coraggio”. Il concetto di bellezza espresso su questo muro è proprio il mostrarsi senza sapere come verrà, accettando l’imperfezione e lasciando andare il controllo. Il primo gesto creativo è permettersi di iniziare. I due spazi bianchi sul muro sono a disposizione dei passanti per essere riempiti con ciò che si sente in quel momento, perché oggi abbiamo bisogno di cambiare il nostro modo di vedere la realtà».
A margine della cerimonia applausi per lo studente Loris da una cui idea è partita l’opera dipinta su di un muro di via San Paolo. All’iniziativa hanno collaborato anche i pazienti della Srr di Gagliole e la Angeloni Edilizia.