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Lavorare per abitare il cratere:
oltre 30 imprese e 140 posti disponibili
all’orientamento Recruiting day

MACERATA - Sono oltre 160 i candidati iscritti. Il commissario straordinario al sisma Guido Castelli: «Esempio concreto di come la ricostruzione non possa fermarsi alle opere materiali ma debba tradursi anche in lavoro»

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Guido Castelli e John McCourt

Il lavoro per restare, ma anche tornare: si è aperto oggi all’Università di Macerata il recruiting day “Lavoro e autoimpiego nei territori del cratere”, iniziativa promossa dalla struttura commissariale sisma 2016 insieme a regione Marche, Sviluppo Lavoro Italia, Università di Macerata, istituzioni locali e rete territoriale dei centri per l’impiego.

Due giornate dedicate all’occupazione, all’orientamento e all’autoimpiego nei territori colpiti dal sisma del 2016, con l’obiettivo di creare opportunità concrete per lavorare, restare ma anche tornare nelle aree dell’Appennino centrale.
All’evento partecipano oltre 30 imprese con più di 140 posizioni aperte nei settori industria, retail e grande distribuzione, tessile e calzaturiero, hospitality, ristorazione, servizi alle imprese e alle persone, edilizia e impiantistica. Sono oltre 160 i candidati iscritti al recruiting. Nello spazio dell’”orto dei pensatori” saranno attivi per entrambe le giornate desk informativi ma anche laboratori di orientamento all’autoimpiego e attività di accompagnamento alla creazione d’impresa.

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«Il recruiting day di Macerata rappresenta un esempio concreto di come la ricostruzione non possa fermarsi alle opere materiali ma debba tradursi anche in lavoro, competenze e nuove opportunità per chi vive nei territori del cratere – ha detto il commissario straordinario al sisma Guido Castelli –. In questi anni abbiamo costruito una rete tra istituzioni, università, imprese, centri per l’impiego e ministero del lavoro per rafforzare il legame tra formazione, innovazione e occupazione. Grazie anche a Next appennino abbiamo sostenuto centinaia di iniziative imprenditoriali e oggi continuiamo a investire su giovani, autoimpiego e inclusione sociale, perché la vera ripartenza dell’Appennino passa dalle persone e dalla possibilità di costruire qui il proprio futuro».

«Come amministrazione regionale stiamo investendo con forza nel potenziamento dei servizi per il lavoro, valorizzando il talento di giovani e donne – ha proseguito l’assessore regionale Tiziano Consoli -. Il nostro obiettivo è coordinare una rete efficace tra pubblico e privato, capace di far incrociare rapidamente la domanda e l’offerta occupazionale. Oltre 30 aziende del territorio mettono a disposizione più di 140 posti di lavoro per 160 candidati».

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«Parlare di lavoro significa costruire: costruire fiducia, opportunità e prospettive – spiega il rettore dell’Università di Macerata, John McCourt -. L’Università di Macerata si impegna a creare ponti e ad accompagnare non solo laureandi e laureande, ma tutte le persone in cerca di occupazione, verso il mondo del lavoro. La forza del lavoro in rete, con Sviluppo Lavoro Italia, regione Marche, ministero del lavoro e struttura commissariale per la ricostruzione sisma 2016, è decisiva per rafforzare la connessione tra formazione, placement, imprenditorialità e sviluppo territoriale».

La giornata di domani, 20 maggio, sarà dedicata in particolare al collocamento mirato delle persone con disabilità, con uno spazio specifico di incontro tra domanda e offerta per favorire inclusione sociale e lavorativa.
Nella giornata inaugurale si è svolto anche il tavolo tecnico istituzionale “Lavoro e autoimpiego nei territori del cratere”, momento di confronto tra istituzioni e stakeholder locali per avviare un percorso condiviso di sviluppo e promozione delle opportunità offerte dal fondo nazionale autoimpiego.

I dati. I dati elaborati dal Cresme su fonti Istat, Inps e ministero del lavoro evidenziano l’impatto economico e occupazionale generato dalla ricostruzione e dal programma Next Appennino. Nel periodo 2027-2029 è stimato un incremento del Pil reale cumulato pari a 3,8 miliardi di euro e una crescita occupazionale di oltre 18.500 unità nelle quattro regioni del cratere. Le Marche risultano il territorio con l’impatto più significativo, con una crescita del Pil del 3,87% e oltre 8.300 occupati in più. I dati mostrano inoltre segnali positivi anche sul fronte demografico e del lavoro: rispetto al 2022 si registra una crescita del 6,4% dei nuovi posti di lavoro, che sale al 12,4% nei comuni maggiormente colpiti dal sisma. Un quadro che conferma come ricostruzione, investimenti e sviluppo delle competenze possano rappresentare un motore concreto di rilancio economico e sociale per l’Appennino centrale.


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