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Tommaso Cherubini a Videocittà
con “Invisible Ecologies: Tevere”

ARTE - Il giovane maceratese protagonista alla rassegna romana al fianco di nomi come Giorgio Moroder, Zerocalcare e Margherita Vicario

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Tommaso_Cherubini_2025©AndreaTerlizzi_10 - dimensioni grandi

Tommaso Cherubini

Ancora una grande vetrina per il giovane artista maceratese Tommaso Cherubini. Dopo la ribalta internazionale di febbraio scorso, quando Cherubini ha esposto la sua installazione multimediale “Invisible Ecologies” a Città del Messico, durante la Art Week, nello spazio espositivo immersivo InSpace, ora è Videocittà ad attenderlo.

Fondata a Roma nel 2018, Videocittà è una piattaforma culturale nata per esplorare le relazioni in continuo mutamento tra immagini, spazio, tecnologia e persone. Con uno spirito interdisciplinare e un’anima in movimento, Videocittà attraversa i confini tra arte, industria creativa e innovazione visiva, costruendo ponti tra mondi e linguaggi, generazioni e visioni. Ogni anno dà vita a un festival internazionale che trasforma la città in un palcoscenico diffuso di installazioni immersive, performance Av e proiezioni monumentali.

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Con oltre 550 artisti coinvolti, da Giorgio Moroder a Caterina Barbieri, Zerocalcare e Margherita Vicario, è diventata una voce riconosciuta nel panorama europeo della creatività digitale. E per l’edizione 2026 vede tra i protagonisti anche Tommaso Cherubini con “Invisible Ecologies: Tevere”. Si tratta di un’installazione audiovisiva immersiva che traduce oltre un secolo di dati idrologici e ambientali del Tevere in un ecosistema particellare dinamico. Livello, portata e inquinamento del fiume generano immagini, colore e suono in continua trasformazione.

L’opera unisce immersione e analisi, permettendo al pubblico di esplorare il cambiamento ambientale del fiume attraverso dati storici. «Tommaso Cherubini – si legge nel sito di Videocittà – è un new media artist italiano che lavora tra intelligenza artificiale generativa, data art e ambienti immersivi. La sua ricerca traduce archivi storici e dataset scientifici in ecosistemi audiovisivi che esplorano memoria, tempo e paesaggio. Ha collaborato con il Museo Egizio di Torino e con artisti come Lazza. Il suo progetto Invisible Ecologies sul fiume Arno ha ricevuto il premio PerChiCrea ed è stato presentato a Firenze e a Mexico City».


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