Spazio pubblicitario elettorale

«Strade dissestate e opere inutili,
Collevario ridotto a colabrodo»

MACERATA - La denuncia di Piergiorgio Gualtieri, presidente del Circolo Aldo Moro: «Non hanno fatto nemmeno i classici asfalti elettorali»

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L’asfalto a Collevario

A Macerata si avvicina l’appuntamento con le urne del 23 e 24 maggio, e proprio in vista delle elezioni si riaccende una polemica che, in realtà, accompagna da tempo la vita quotidiana di tanti residenti: lo stato delle strade cittadine e la gestione delle risorse pubbliche dedicate alla manutenzione urbana.

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A sollevare la questione è Piergiorgio Gualtieri, presidente del Circolo di cultura politica Aldo Moro, che in queste ore punta l’attenzione su asfalti deteriorati, buche, cedimenti e situazioni che rendono la viabilità scomoda e potenzialmente pericolosa.

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«Collevario è ridotta a colabrodo – denuncia Gualtieri – le strade sembrano montagne russe». Così, senza mezzi termini, descrive le condizioni di alcune vie del quartiere, «in particolare – dice – la strada che da via Roma sale verso la chiesa di Collevario, ma anche via Verga – racconta -. Una situazione che non riguarda solo buche superficiali, ma anche segni di possibile instabilità: in via Verga, infatti, in un punto l’asfalto presenta un taglio e la sensazione è che la strada stia lentamente franando».

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Una denuncia che vuole essere anche un invito alla futura amministrazione – qualunque essa sia – a concentrarsi su ciò che serve davvero. «Non servono opere dispendiose, serve manutenzione ordinaria», il punto centrale dell’intervento del presidente del Circolo Aldo Moro è proprio questo. «La speranza è che vengano fatte piccole cose, ma utili – prosegue, lamentando come – negli ultimi anni, nonostante disponibilità economiche importanti, non si è intervenuti su ciò che per i cittadini è essenziale: strade sicure, percorribili e dignitose».

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Secondo Gualtieri, il paradosso è evidente: «Proprio questa amministrazione, che ha avuto risorse consistenti dal Pnrr, non ha realizzato interventi risolutivi sulle strade più malmesse. E ora, con ogni probabilità, la prossima amministrazione potrebbe trovarsi con meno fondi a disposizione». Non manca un’osservazione ironica: «Qualcuno mi ha detto: speravo almeno negli asfalti elettorali. Ma neppure quelli sono arrivati. L’assenza di interventi potrebbe essere interpretata come un segnale di sfiducia o rassegnazione da parte dell’amministrazione uscente, quasi come se si pensasse che il problema dovrà affrontarlo chi verrà dopo. Oppure – aggiunge – potrebbe essere un errore di valutazione: perché se anche la prossima amministrazione dovesse essere la stessa, prima o poi quei lavori dovranno essere fatti».

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I lavori in via dei Velini

Tra gli esempi citati da Gualtieri c’è il muro di contenimento realizzato lungo via dei Velini, con relativo marciapiede e infrastrutture collegate. Un’opera che lui definisce con sarcasmo una vera e propria «muraglia cinese». Gualtieri si chiede «qual è l’utilità concreta di un marciapiede in un tratto dove non ci sono abitazioni significative e dove, per salire da Villa Potenza, bisogna affrontare una salita ripida e impegnativa? Ma chi la fa quella strada a piedi? Da una parte opere costose e poco utili, dall’altra strade di quartiere lasciate in condizioni critiche».

 


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