
Prima la relazione clandestina, poi la truffa e l’estorsione: condannato a 3 anni e mezzo un 46enne. Ieri la sentenza del giudice Marika Vecchiarino del tribunale di Macerata.
Il pm Stefano Lanari aveva chiesto la condanna dell’imputato a 5 anni e 2 mesi. Oltre alle accuse di truffa ed estorsione, l’uomo doveva rispondere anche di tentata truffa.
Tutti episodi che sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2019 a Civitanova, dove vivono entrambi. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe iniziato una relazione con una donna sposata, una 52enne.
In seguito, dice l’accusa, avrebbe chiesto prestiti alla donna facendole credere di aver bisogno di denaro e con la falsa promessa di restituire quanto prestato aveva ottenuto 11mila euro in contanti e 3mila euro in oggetti preziosi.

L’avvocato Giuseppe Caruana
Questi fatti sarebbero avvenuti tra il 10 febbraio e il maggio del 2018. L’uomo è accusato anche di estorsione per degli episodi che sarebbero avvenuti tra maggio e il 21 settembre 2019. Per riuscire a farsi consegnare altro denaro, prosegue l’accusa, avrebbe minacciato la donna di rivelare al marito della loro relazione.
Avrebbe anche detto che avrebbe mostrato al marito dei presunti filmati e foto di loro rapporti sessuali. Così secondo l’accusa l’uomo sarebbe riuscito a farsi consegnare 3mila euro in contati e 1.258 euro tramite finanziamento acceso in un negozio di elettronica per l’acquisto di uno smartphone.
Inoltre in quello stesso negozio l’uomo sarebbe poi tornato il 31 maggio per accendere un altro finanziamento a nome della donna (lei non era presente).
Il 46enne avrebbe indotto in errore il personale del negozio compilando un modulo per conto della donna per avviare la procedura del finanziamento di 1.300 euro per l’acquisto di un cellulare. La donna però era venuta a sapere la cosa e aveva disconosciuto la sottoscrizione del contratto (per questi fatti l’uomo è accusato di tentata truffa).
La donna, nel corso dell’udienza preliminare, si era costituita parte civile, assistita dall’avvocato Simone Santoro. L’imputato è difeso dall’avvocato Giuseppe Caruana.
(A. Lu.)
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