
Alessandro Gentilucci, presidente dell’Ato
di Luca Patrassi
Prosegue la lunga serie delle assemblee dei soci di Ato 3 idrico. Stamattina si è trattato di ufficializzare l’incarico professionale a Marcello Clarich e nel corso della riunione gli amministratori presenti sono stati informati del fatto che il Governo ha autorizzato la proroga fino al dicembre 2027 della gestione del servizio idrico integrato.
Il ricorso all’avvocato Clarich era già stato discusso ed ora si è trattato di ratificare la scelta dopo l’accettazione formale da parte dell’interessato. Un incarico in due tempi: prima il percorso da seguire per formare la nuova società per gestire il servizio idrico ed evitare i rilievi finora emersi della Corte dei Conti, poi la redazione dei vari atti. Clarich è un giurista noto per il suo impegno accademico (ordinario di Amministrativo alla Luiss, a Siena e alla Sapienza), per quello professionale e per i vari ruoli ricoperti e tra questi ultimi spicca la presidenza dal 2014 al 2018 della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. L’assemblea dei soci guidata dal presidente Alessandro Gentilucci e dal direttore Massimo Principi ha appunto affrontato la questione legata ai tempi, un po’ meno stringenti di quanto annunciato visto che la gestione può andare avanti in proroga cosi come è fino al 2027.
Le società di gestione sono Si Marche di Macerata con amministratore unico Stefano Quarchioni, Unidra con sede in Tolentino, Centro Marche Acque con sede ad Osimo, con presidente Fabio Marchetti, Apm Macerata con il presidente Luca Mira, Atac Civitanova con il presidente Massimo Belvederesi, Valli Varanensi di Camerino con l’amministratore Stefano Brugiapaglia, Assm di Tolentino con il presidente Nando Ottavi, Assem di San Severino con il presidente Giovanni Soverchia, Acquambiente Marche con il presidente Massimo Palazzesi e Acquedotto del Nera di Macerata con il presidente Marco Blunno. Ora la gestione del servizio idrico integrato in Aato 3 è affidata in concessione a tre società, Si Marche, Unidra e Cma. Una serie di operazioni che comporteranno tempi lunghi ma stavolta senza l’assillo della imminente messa a gara del servizio: poco meno di ulteriori due anni per definire il nuovo assetto pubblico per la gestione del servizio idrico integrato.
Avete solo preso tempo in un anno dovete fare la cessione di ramo d'azienda e ancora non avete cominciato perché le aziende stanno a guardare. La privatizzazione è alle porte
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Anno acquademico.
Altri soldi buttati x una nuova consulenza, così allungano solo il brodo e fra un anno si ritrovano con l’ansia. Poveretti. La verità è chiara e sotto agli occhi di tutti: questo gestore unico non s’ha da fare.