Dieci volte danneggiata,
dieci volte ricostruita:
riapre Santa Maria Assunta

SAN SEVERINO - La chiesa di Cesolo ha riaperto i battenti ieri a quasi un decennio dal terremoto. La sindaca Rosa Piermattei: «Quando ho potuto finalmente firmare la revoca dell'ordinanza di inagibilità, ho sentito un immenso sollievo»

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Cesolo

Il taglio del nastro della chiesa

Una giornata storica per la frazione di Cesolo e per l’intera comunità di San Severino: dopo un’attesa durata quasi 10 anni a seguito delle scosse del 2016, la chiesa di Santa Maria Assunta è tornata a splendere e a spalancare le sue porte ai fedeli. La riapertura segna il ritorno a casa per una comunità che, dal Medioevo a oggi, ha saputo ricostruire il proprio luogo dell’anima per ben 10 volte. Una cerimonia solenne e partecipata ha segnato ieri il ritorno alla normalità nella frazione più popolosa del territorio settempedano.

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La sindaca di San Severino Rosa Piermattei ha sottolineato l’emozione profonda legata a questo traguardo. «Restituiamo a Cesolo il luogo di fede in cui generazioni di settempedani hanno celebrato i momenti più importanti della propria vita. Vedere questa chiesa di nuovo agibile e splendente è il segno tangibile che la ricostruzione, seppur complessa, procede e vince le sue sfide. Quando ho potuto finalmente firmare la revoca dell’ordinanza di inagibilità, ho sentito un immenso sollievo. Sapevo che stavamo restituendo un centro di aggregazione sociale fondamentale, un centro di vita e di fede. Che le campane di Santa Maria Assunta tornino a suonare per annunciare che Cesolo è viva e guarda al futuro con fiducia».

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L’arcivescovo Francesco Massara

La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Camerino-San Severino Francesco Massara, che durante l’omelia ha invitato la comunità a guardare avanti con speranza. «Sentiamo nel cuore che è bello essere qui. La riapertura è il senso della speranza e della certezza che si può rinascere e ricostruire, non solo strutturalmente. Entrando in questa chiesa possiamo portare le nostre gioie e le nostre difficoltà davanti a questo altare».

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La riapertura al culto della Chiesa di Santa Maria Assunta a Cesolo rappresenta non solo un traguardo architettonico ma l’ultimo capitolo di una storia millenaria che affonda le radici nel cuore del Medioevo marchigiano. Le prime testimonianze documentali della chiesa risalgono al XIII secolo, sebbene la mancanza di atti specifici renda difficile ricostruire con esattezza la vita della comunità parrocchiale dell’epoca. Il deterioramento dell’antica struttura portò i cesolani, sotto l’impulso del Vescovo Giuseppe Vignoli, a decidere per la costruzione di un nuovo tempio. Il progetto fu affidato all’architetto Pietro Loni di Como, che pose la prima pietra nel gennaio 1756. La nuova chiesa fu ultimata in tempi record lo stesso anno e consacrata solennemente il 15 maggio 1757. La storia della Chiesa di Santa Maria Assunta è intrinsecamente legata alla sfida contro i terremoti. Già nel 1799 un violento sisma lesionò la chiesa e la canonica. Ulteriori danni furono causati dal terremoto del 1951 e, in modo drammatico, dal crollo parziale del tetto e della volta dell’abside nel 1960. Quest’ultimo evento causò la perdita della tela originale dell’altare maggiore, sostituita successivamente da un imponente Cristo Crocifisso proveniente dalla distrutta chiesa di Colmone. Dopo le chiusure del 2009 e la riapertura del 2014, le scosse del 2016 hanno imposto un nuovo stop forzato a causa di gravi lesioni strutturali e del distacco della cappella laterale.

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Oltre alla sua importanza storica, la chiesa custodisce tesori di pregio, come la pala dell’altare di Santa Margherita, opera del pittore romano Biagio Puccini e l’artistica urna lignea della santa realizzata nel 1687. I recenti restauri hanno inoltre permesso di riportare alla luce reperti pittorici nella volta dell’abside e di valorizzare opere contemporanee come il tabernacolo ligneo di Renato Pizzi.

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