
Corsa a due per la presidenza della Provincia di Macerata, nessuna sorpresa quando alle 12 di oggi si sono chiusi i termini per la presentazione delle candidature alla carica di presidente della Provincia di Macerata.
Sono due i nominativi depositati all’ufficio elettorale dell’ente: quello di Alessandro Gentilucci, primo cittadino di Pieve Torina e sostenuto dal centrodestra, e Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno sostenuto dal centrosinistra.

A sinistra Robertino Paoloni, a destra Alessandro Gentilucci
Nelle prossime ore gli uffici competenti procederanno all’esame delle firme a sostegno di entrambe le candidature, verificando la regolarità delle sottoscrizioni raccolte.
Nel centrodestra i gruppi civici provinciali non hanno aderito subito all’ipotesi Gentilucci proponendo un sindaco più baricentrico rispetto alla provincia di Macerata e proponendo il nome di Andrea Staffolani.
Alla fine la loro posizione non si è tradotta però in un altro candidato che avrebbe spaccato il centrodestra. Il risultato (considerando il numero di comuni nel centrodestra rispetto a quelli del centrosinistra) appare scontato: la sfida di Paoloni sembra impossibile sulla carta per via del meccanismo elettorale e del fatto che il centrodestra governa la quasi totalità dei Comuni della provincia e tutti quelli di maggior peso demografico e quindi elettorale.
Una volta completata questa fase, gli elenchi definitivi dei candidati ammessi saranno pubblicati sul sito ufficiale della Provincia. La competizione per la successione a Sandro Parcaroli entrerà quindi nel vivo domenica 15 marzo, quando dalle 8 alle 20 saranno chiamati alle urne i 696 grandi elettori: sindaci e consiglieri comunali dei Comuni della provincia.
Per l’occasione è stato allestito un unico seggio presso la sala consiliare del palazzo provinciale, dove gli aventi diritto esprimeranno la propria preferenza. Lo scrutinio delle schede e la proclamazione del nuovo presidente sono fissati per lunedì 16 marzo. Il sistema di voto adottato è ponderato, cioè ogni voto è calibrato in base alla dimensione demografica del Comune di appartenenza dell’elettore, secondo fasce prestabilite per un totale di 5 fasce da quelli più piccoli della fascia A fino a 3mila abitanti (30 comuni) a quelli più popolosi della fascia E da 30mila a 100mila abitanti che in provincia riguarda solo Civitanova e Macerata.
La suddivisione prevede che nella fascia A (azzurra) rientrino i Comuni fino a 3mila abitanti, per un totale di 30 Comuni e 325 elettori. Nella fascia B (arancione) sono compresi i Comuni con popolazione tra 3mila e 5mila abitanti, in tutto 7 Comuni per 91 elettori. La fascia C (grigia) riguarda invece i Comuni tra 5mila e 10mila abitanti, pari a 9 Comuni e 120 elettori, mentre nella fascia D (rossa) rientrano i Comuni con popolazione compresa tra 10mila e 30mila abitanti, per un totale di 6 Comuni e 102 elettori. Infine, la fascia E (verde) comprende i Comuni tra 30mila e 100mila abitanti, che sono 2, per complessivi 58 elettori.
Il peso di ciascun voto è determinato dividendo la popolazione complessiva di ogni fascia per quella dell’intera provincia, ricavando un valore percentuale che viene poi rapportato al numero di elettori di ciascuna fascia. Il risultato, arrotondato alla terza cifra decimale e moltiplicato per 1.000, costituisce l’indice di ponderazione che assegna a ogni voto il suo “peso” numerico.
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