
Giuliano Fratoni
«Ricostruzione spedita, ma aumenti vertiginosi dei prezzi di alcune materie prime inserite nel prezzario sisma, incremento significativo dei costi». A dirlo Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo che segnala il rischio che questi rincari possano andare ad incidere «sull’equilibrio economico degli appalti in corso e sulla sostenibilità complessiva dei lavori». Confartigianato ha condotto una rilevazione tra le ditte operanti nelle province di Macerata, Ascoli e Fermo.
«Nell’ultimo anno crescita dei costi, come ad esempio per il reperimento di laterizi e calcestruzzo (aumentati con picchi fino al 30%). Un aggravio che, considerato l’ampio utilizzo del calcestruzzo nelle opere strutturali e negli interventi di consolidamento, incide sui bilanci aziendali e sulla programmazione dei lavori. In diversi casi, gli operatori si trovano a dover assorbire costi imprevisti che non erano stati preventivati al momento della stipula dei contratti, con margini sempre più ridotti e con la necessità di rivedere continuamente i piani economici».

A spiegare la situazione è Giuliano Fratoni, presidente interprovinciale di Confartigianato Edilizia, che evidenzia come per alcune voci «il prezzario sisma non sia più competitivo. La problematica riguarda i lavori attualmente in corso, che fanno riferimento a tale prezzario anziché a quello regionale, con contratti d’appalto e preventivi ai committenti che non rispecchiano più l’attuale realtà di mercato. Gli aumenti non interessano tutte le materie prime, ma alcune (come calcestruzzo e laterizi) hanno subito rincari rilevanti. Altre si sono stabilizzate o addirittura abbassate, seppur di poco: molti fornitori stanno inviando alle imprese i nuovi preventivi, con l’adeguamento dei prezzi». Secondo Confartigianato è necessario lavorare su un adeguamento dei prezzi, intervenendo con tempestività. Fratoni rivolge quindi un appello alle istituzioni «affinché venga posta la necessaria attenzione a questa criticità, procedendo quanto prima alla revisione del prezzario sisma per le voci ormai fuori mercato, così da consentire alle imprese di operare con la dovuta serenità in una fase decisiva per la ricostruzione e per il rilancio del territorio».
Ma senza un controllo sui prezzi medi,cosa pretendere che andamento prendano i prezzi?Vi ricordate all' esordio del 110% qualcuno ha controllato oppure chi doveva farlo in maniera occulta ne ha tratto profitto?
Ae ne approfittano
Angela Pierli usa traslate x rendere là frase facile da leggere
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
…mah, io penso che basterebbe addizionare ai prezzi di qualche anno fa, tanto per dire, centodieci in più in proporzione, e avremmo la spiegazione…penso, eh!!! gv p.s.: forse perché gli aumenti con gli eurini (e neurini…) non erano bastati…forse, eh!!!
…questo, ovviamente, era riferito non solo alla ricostruzione post terremoto, anzi… gv
Che ci vuoi fare Peppe, ha stato Putin.
…Massimo…lo vogliamo apputinare… gv
Tanto alla fine paga sempre Pantalone, cioè noi contribuenti. E così chi piange un po’ ottiene solo vantaggi, perché non tira fuori un euro di tasca propria.
Ma davvero un appartamento di 100 metri quadri, nell’entroterra maceratese, può valere più di 400.000 euro? Io vorrei proprio vedere chi, sul mercato vero, sarebbe disposto a sganciare una cifra del genere.
Lo Stato invece sì, lo paga senza battere ciglio. E il bello è che il mercato sta a meno della metà.
Alla fine sembra quasi che chi gestisce i soldi pubblici li tratti come se non fossero di nessuno… e infatti i conti non tornano mai.