
Il sindaco Sandro Parcaroli
Stasera la maggioranza comunale di centrodestra si riunirà con il sindaco Sandro Parcaroli per discutere gli argomenti inseriti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale. Scontato il fatto che si finisca con il parlare anche della candidatura bis, o meno, del primo cittadino.
Il sindaco Parcaroli oggi ha detto: «Ho sempre messo al primo posto il bene della nostra città, non le scadenze mediatiche, né le pressioni politiche. Anche questa volta sarà così. Per questo, a fine mese, con la massima trasparenza, comunicherò ufficialmente la mia decisione. Voglio anche ricordare che la data delle elezioni amministrative ancora non è stata fissata e che, nel 2020, è stata fatta una campagna elettorale in un mese e mezzo, per cui c’è ancora tutto il tempo di prendere decisioni e, per chi lo riterrà opportuno, fare i propri passi».
In giunta c’è chi ha manifestato un’opinione a favore (gli assessori Marchiori, Renna e Sacchi) chi non vuole parlarne (la vicesindaca Francesca D’Alessandro) e chi, come l’assessore Silvano Iommi, indica invece Marco Caldarelli. In giunta le opinioni sono chiare e trasparenti, invece la trasparenza non regna sovrana in casa Lega Macerata con il segretario comunale e capogruppo consiliare Aldo Alessandrini che, richiesto di una dichiarazione, preferisce il silenzio.

Barbara Antolini, segretaria cittadina di Forza Italia
Nessun dubbio per Forza Italia: sostegno anche in questo caso a Parcaroli e richiesta di indicazione dell’azzurro Riccardo Sacchi in caso diverso. Osserva la segretaria cittadina azzurra Barbara Antolini: « Forza Italia è per la conferma del sindaco Sandro Parcaroli, gli chiediamo però di ufficializzare la sua decisione perché procrastinarla significherebbe creare problemi ai partiti anche in sede di preparazione delle liste. Se Parcaroli non si dovesse rendere disponibile per il bis, Forza Italia non è seconda a nessuno ed è pronta con la candidatura a sindaco del nostro assessore Riccardo Sacchi».
Il pensiero dell’assessore Andrea Marchiori (Lega): «in sintonia con la Lega e gli altri partiti della coalizione, la conferma di Sandro Parcaroli alla guida della città è la scelta azzeccata, come lo è stato nel 2020. Lealtà, onestà, dedizione al lavoro e capacità di tenere unita una vera maggioranza di centro destra, sono qualità riconosciute da tutti. I risultati di cinque anni di lavoro parlano da soli». Parcaroli sta definendo in questi giorni la sua posizione e la comunicazione formale ci sarà la settimana prossima.

Deborah Pantana (Noi Moderati)
Si fa sentire anche Deborah Pantana, in questa stagione politica in veste di referente di Noi Moderati: «Trovo singolare, per usare un eufemismo, che un assessore all’Urbanistica come Silvano Iommi decida oggi di smarcarsi pubblicamente indicando un candidato alternativo. Ancor più singolare è la motivazione: Iommi sembra puntare su Marco Caldarelli non tanto per meriti amministrativi o visioni programmatiche. Una sorta di “curriculum anfibio” che l’assessore Iommi eleva a valore aggiunto. La politica locale merita un dibattito serio e dignitoso, non tatticismi da fine mandato che finiscono solo per confondere i cittadini e minare la stabilità di chi ha amministrato finora».

Flavio Corradini (Officina delle Idee)
Sul fronte centrosinistra dopo la candidatura di coalizione di Gianluca Tittarelli, Officina delle idee è tornata a farsi sentire dopo l’assemblea di ieri sera che non risulta essere stata partecipatissima, una dozzina i presenti a fronte degli oltre trenta aderenti iniziali. Dei dodici partecipanti in cinque o sei (e tra questi Flavio Corradini) hanno detto di voler correre da soli (o sotto la bandiera di Azione se dovesse accettare la proposta “chiavi in mano”) con il primario di Dermatologia Marco Sigona come candidato sindaco. L’altra parte di Officina delle idee non è della stessa idea e rimarrà con il centrosinistra. A correre da solo sarà l’ex Lega, ex Fratelli d’Italia Giordano Ripa che ha annunciato tempo fa la volontà di candidarsi a sindaco con la civica Futuro per Macerata. Poi c’è in ballo il terzo polo con Repubblicani europei, Base Popolare, Azione e Civici Marche che potrebbe puntare su Mattia Orioli come candidato sindaco.
L'attesa dell'attuale sindaco mi sembra solo dettata dalla voglia di dar fastidio ai nemici interni più che alla necessità di sciogliere chissà quale nodo. Figuriamoci se uno, dopo tutto questo tempo che ha avuto a disposizione, ha ancora bisogno di tempo per decidere...
Centro, destra, sinistra, sempre loro
Se ci sono dubbi sulla sua ricandidatura SIGNIFICA CHE LA DESTRA AMMETTE CHE HA GOVERNATO MALE A CASA
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….. e qualcuno si scandalizza quando ho scritto che i partiti e le pseudo liste civiche sono più interessati agli equilibri interni anziché ad avanzare proposte fattibili nell’interesse dei Cittadini e la Città
Sig. Munafò nessuno si scandalizza per quello che ormai viene considerato un luogo comune. Per quanto riguarda il centro destra, o meglio la destra, non posso e non voglio proprio esprimermi ma per quanto riguarda la coalizione di centro sinistra penso di poter dire che partiti e movimenti sono stati tanto presi dagli equilibri interni da scegliere un candidato civico che non è espressione diretta di nessuno di questi. Mentre per quanto riguarda le proposte, le assicuro che queste sono state e saranno ancora di più, al centro dell’impegno del candidato sindaco, della coalizione e dei cittadini che vorranno partecipare a questo percorso.
Alt: non ho capito. Officina si è spaccata, una parte va con Tittarelli e ok, un’altra parte candida Sigona e ok, ma Corradini punta a Azione che invece sta col terzo polo e vuol candidare Orioli? Una matrioska, praticamente!
Tutti i nodi vengono al pettine… se c’è il pettine. (Leonardo Sciascia)
Per ora posso affermare ,con certezza, che il Teatro politico che mi sembrava adatto a Pirandello invece, oggi, da quanto leggo, si adatta più ad Epicuro quando sosteneva che la saggezza era “vivi nascostamente” ( làte biòsas”) ed anche “agisco di nascosto” ( Lantàno pràtton). Questo mi aveva insegnato il mio Prefessore dai Latino e Greco al Liceo Classic, grande filologo. Quanto al Centro penso sempre ai classici, a Zenone di Elea che fu allievo di Parmenide. Sosteneva, e non sbagliava, che un segmento x è divisibile all’infinito. Ebbene mi pare, salvo prova contraria che questo Centro sia piuttosto affollato.Un po’ troppo…
Sig. Iesari capisco che secondo la logica dei partiti si potrebbe presumere che i miei interventi presuppongono una mia affiliazione a qualche fantomatica coalizione, capisco anche che per questa stesa logica è difficile comprendere il semplice piacere di avere la possibilità di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Va quindi da sé la mia risposta al suo commento.
Nella settima lettera Platone lega la sua decisione di consacrarsi alla filosofia alle sciagurate condizioni politiche della città in cui viveva. Dopo aver cercato in ogni modo di partecipare alla vita pubblica, egli scrive, alla fine si rese conto che tutte le città erano politicamente corrotte (kakos politeuontai) e si sentì allora costretto ad abbandonare la politica e a dedicarsi alla filosofia.
La filosofia si presenta in questa prospettiva come un sostituto della politica. Dobbiamo occuparci di filosofia, perché – oggi non meno di allora – fare politica è diventato impossibile. Occorre non dimenticare questo particolare nesso fra politica e filosofia, che fa del filosofare un succedaneo dell’azione politica, una supplenza e un risarcimento non certo pienamente appagante di qualcosa che non possiamo più praticare. Che valore dobbiamo allora dare a questo sostituto che non avremmo scelto se la vita politica fosse stata ancora possibile? La filosofia mostra qui il suo vero significato, che non è quello di elaborare teorie e opinioni da proporre a coloro che credono di poter fare ancora politica. La filosofia è una forma di vita, che ci permette di vivere in condizioni politicamente invivibili. In questo – in quanto ci permette di abitare l’inabitabile e impolitica città – la vita filosofica mostra di essere l’unica politica possibile nel tempo dell’impossibilità della politica.
(Giorgio Agamben, La politica nel tempo dell’impossibilità della politica, 18 febbraio 2026)
Nel tempo in cui la pólis si corrompe
La pólis giace sotto il morso oscuro,
ogni agorà è veleno, ogni parola
tradisce il patto antico, e la parola
si fa catena per l’anima che muore.
Platone vide il crepuscolo, e fuggì
dalle assemblee infette di menzogna,
verso il silenzio dove il dio si coglie
nudo, nell’abisso che non ha padrone.
Filosofare è l’ombra d’un’azione
che il tempo ha ucciso, è vivere l’inerme
città senz’armi, senza più nazione.
Eppure in questo esilio senza luce
l’anima beve Mnemosýne fredda:
solo così la pólis morta vive.
L’esilio della pólis
La città si è spenta sotto il suo stesso peso,
ogni tribuna è cenere, ogni voto menzogna;
l’uomo saggio, Platone, voltò le spalle al foro
e scelse il silenzio dove l’anima respira sola.
Non per viltà, ma per eccesso di chiarezza:
vedere il male nudo, la corruzione come legge,
e non poterla più combattere con le armi del giorno.
Allora la filosofia divenne asilo e supplizio,
riflesso pallido d’una azione impossibile,
vita austera in un corpo di rovine,
dove l’intelletto si nutre di ciò che manca.
Eppure in questo ritiro, in questa ombra senza patria,
l’uomo abita ancora: non la pólis, ma l’eterno
che la pólis ha tradito. Solo così sopravvive.
Attenzione alla pólis ferita
La pólis è forza che schiaccia, non ordine;
ogni assemblea è idolo, ogni parola menzogna
che vela il vuoto dove l’anima dovrebbe attendere.
Platone si ritrasse, non per fuga, ma per obbedienza
al reale: vide che la politica è solo gravità,
pesantezza che piega l’uomo all’apparenza del potere.
Filosofare non è sostituire l’azione,
ma decrearsi: svuotarsi del «io» che vuole salvare,
lasciare che il male della città entri nudo,
senza difesa, senza progetto, senza speranza umana.
Solo così l’attenzione pura – preghiera senza domanda –
fa abitare l’inabitabile: non si combatte la corruzione,
la si guarda fino al fondo, fino al pianto che non è nostro.
In questo abbandono, la pólis morta respira ancora,
non per giustizia terrena, ma per grazia che discende
sul vuoto offerto, sul dolore accolto senza rivolta.
‘A filusufia d”o tiempo ca nun se po’ fa politica
Napule sta ccà, ‘o munno suio è ‘nu male antico,
pulitiche ca nun fanno cchiù ‘e ‘na vota ‘o bene,
tutte ‘e piazze so’ ‘e velene, ‘e parole so’ catene,
‘e vote so’ promesse ca se ne vanno cu ‘o viento.
Platone, povero guaglione, se ne scese d”a fora,
nun voze cchiù ‘sta porcheria ‘e assemblee ‘e menzogne,
se ne iette dint”o silenzio addò ‘o core respira sulo,
e disse: «Mo’ me faccio filosofo, ca nun ce sta cchiù niente».
Ma chesta filusufia nun è ‘nu sostituto ‘e guapparia,
è ‘nu modo ‘e campà quanno ‘a città nun se po’ campà cchiù,
è ‘nu basso addò se respira ‘o munno ca nun se vede,
‘n’abitazione ‘e niente, addò ‘o niente diventa casa.
E accussì, ‘int”o tiempo ca ‘a politica è morta e sepolta,
Napule respira ancora, cu ‘na lacrima e ‘nu riso storto:
filosofà è l’unica politica ca resta,
quanno ‘o resto è sulo ‘nu gran teatro ‘e guai e d’oro finto.
sig. Munafo mi creda non supponevo proprio nulla . Cercavo, qualora fosse interessato, di darle qualche informazione in più sui processi che conosco meglio . Se non ci sono riuscito me ne scuso