
di Monia Orazi
«Nessuna certezza sul futuro industriale del cementificio di Castelraimondo». La minoranza consiliare torna a sollecitare l’amministrazione comunale sulla destinazione del sito dismesso Italcementi. E lo fa dopo che la settimana scorsa è stato sottoscritto l’atto che avvia l’investimento di 14 milioni di euro alla raffineria Api di Ancona per la produzione di idrogeno. Un bando finanziato dalla Regione, nell’ambito del Pnrr, «a cui aveva partecipato anche il cementificio dismesso di Castelraimondo – dice Costantino Mariani, capogruppo di Castelraimondo Insieme -. Ciò era avvenuto anche dietro l’insistenza della minoranza. Alla fine la candidatura è stata fatta volontariamente decadere per motivi che non sono mai stati resi noti».
Recentemente in consiglio comunale si è tornati a parlare del sito «che va recuperato sia a livello industriale che minerario – prosegue Mariani -. Il consigliere regionale Renzo Marinelli ha detto che ci sono intese tra la proprietà e non meglio precisate terze parti, in vista di un investimento del quale però non si sa nulla in termini di dimensioni, natura e finalità». Un atteggiamento che la minoranza definisce «un “dire e non dire” opaco, come nella migliore tradizione dell’amministrazione di Castelraimondo. La giunta si guarda bene dall’intervenire, anche solo a livello informativo, riguardo alla questione».
La preoccupazione della minoranza nasce dal fatto che «tra tanto mistero e circospezione, tornino d’attualità antiche tentazioni. Nel frattempo sono stati ridefiniti i criteri per l’individuazione del sito destinato al termovalorizzatore regionale, che la giunta Acquaroli ha chiarito voler realizzare. I criteri sono: una posizione baricentrica rispetto al bacino d’utenza, un’infrastrutturazione viaria adeguata, aree industriali dismesse e territori con tendenza demografica negativa. Per Mariani «non è difficile verificare come tutti i requisiti siano convergenti verso il vecchio stabilimento di proprietà Italcementi tra Gagliole e Castelraimondo».
«Chiediamo agli amministratori comunali – conclude il consigliere – di essere più presenti nelle questioni importanti che riguardano il futuro del paese e più trasparenti nei confronti dei cittadini, magari per smentire i nostri cattivi pensieri: saremmo i primi ad esserne sollevati e contenti».
All Epoca potevate fare qualcosa per salvare centinaia di posti di lavoro invece di stare a fare non si sa che. Adesso che se ne frega del destino della struttura
Marco Lazzari condivido in pieno ciò che dici, all'epoca nessuno è sottolineo NESSUNO si è adoperato per poter salvare il salvabile, nessuno escluso, sono responsabili della chiusura della cementeria il presidente della regione di allora è non faccio nomi neanche si è degnato di ricevere i lavoratori.....vergognatevi!! Ma si sa ognuno pensa per la propria poltrona d ognuno pensa alle proprie tasche
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Sfumano i fondi ma il fumaiolo c’è.