Dieci anni di Amici dello Sferisterio:
incontri e laboratori da febbraio a giugno

MACERATA - Il progetto "La città sul palcoscenico" vuole leggere il teatro, l’opera e la musica non solo come spettacolo, ma come fenomeni culturali, sociali e storici

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Daniele-Menghini

Daniele Menghini

Il 2026 segna un traguardo importante per l’associazione Amici dello Sferisterio: dieci anni di attività. Un anniversario che l’associazione ha scelto di celebrare con un progetto ampio e articolato, capace di attraversare l’intero anno e di coinvolgere la città di Macerata, i suoi luoghi e le sue istituzioni culturali.

Nasce così “La città sul palcoscenico”, un programma di incontri, conversazioni e momenti di approfondimento che prende il titolo dall’omonimo volume di Franco Torresi. Il progetto intende leggere il teatro, l’opera e la musica non solo come spettacolo, ma come fenomeni culturali, sociali e storici, parte integrante dell’attività culturale e sociale della città di Macerata. Nel solco del lavoro di Torresi, La città sul palcoscenico restituisce l’immagine di una città attraversata da una vivace attività musicale, teatrale e intellettuale, documentata attraverso luoghi, istituzioni e fonti storiche. La presentazione ufficiale del progetto è in programma martedì 20 gennaio alle 18, alla Biblioteca Mozzi Borgetti. In apertura, Lucia Rosa, presidente dell’associazione Amici dello Sferisterio, presenterà il programma di incontri del 2026; a seguire, Alessandra Sfrappini offrirà un inquadramento del tema della città sul palcoscenico e dell’importante lavoro di Franco Torresi, riferimento culturale dell’intero progetto.

La rassegna proseguirà con Roberta Fratini (Accademia di Belle Arti di Macerata) per un incontro dedicato al costume come costruzione dell’identità scenica (12 febbraio), il regista de Il Barbiere di Siviglia in scena la prossima estate, Daniele Menghini, sul tema della regia come architettura della visione (24 febbraio) e la scenografa Laura Perini sulla scenografia come costruzione dello spazio teatrale (5 marzo). La dimensione musicale e collettiva dell’opera sarà affrontata con il direttore d’orchestra Enrico Lombardi, in un appuntamento dedicato al ruolo del coro (21 aprile).

Alberto-Mattioli

Alberto Mattioli

Il programma prevede inoltre un laboratorio su Il Trovatore con il regista Alessio Pizzech (16 aprile) e un incontro sul teatro come luogo sociale e culturale (8 maggio) con Carlida Stefan e Luca Zoppelli, autori del saggio Nei palchi e sulle sedie, edito da Carocci nel 2023. Un focus dal punto di vista storico sarà offerto a cura di Lucia Copparoni (borsista di ricerca) in un appuntamento sulle imprese musicali a Macerata e il loro ruolo all’interno della vita culturale e sociale della città (4 giugno).

È previsto anche un capitolo dedicato alla critica, intesa non come giudizio isolato ma come pratica di lettura e di memoria, fondamentale per comprendere come l’attività musicale e teatrale sia stata raccontata, discussa e tramandata nel tempo. Questo appuntamento vedrà come protagonista Alberto Mattioli (14 maggio), con l’incontro Raccontare l’opera. Il mestiere della critica tra scena, pubblico e memoria.

Dopo l’estate l’attività proseguirà con altre iniziative e incontri fino alla tradizionale chiusura il 7 dicembre con l’ormai tradizionale appuntamento della Prima della Scala tra Amici. In calendario è previsto anche un appuntamento dedicato agli studenti, organizzato dal Macerata Opera Festival, con Fabio Sartorelli (24 marzo, Aula A – O. Proietti, via Garibaldi), che presenterà e racconterà i titoli in cartellone. Inoltre, grazie al patrocinio e alla collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, agli studenti Unimc che parteciperanno agli appuntamenti della Rassegna saranno riconosciuti Crediti formativi universitari.

In occasione del decennale, l’associazione Amici dello Sferisterio ha inoltre rinnovato la propria immagine, affidando la nuova grafica a Marco Del Gobbo, accompagnata da un disegno originale di Paolo Carassai, che interpreta visivamente il tema della città sul palcoscenico e accompagna l’identità del programma 2026.



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