Accoltella due uomini
dopo la lite per il parcheggio:
il 44enne chiede rito alternativo

MORROVALLE - Fissata per il 17 febbraio l'udienza davanti al gup del tribunale di Macerata. L'imputato, Elmas Becaj, deve rispondere di tentato omicidio

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Carabinieri e 118 sul luogo dell’aggressione

di Gianluca Ginella

Tentato omicidio dopo la lite per un parcheggio, l’imputato chiede di fare il processo con un rito alternativo. Udienza dal gup fissato per il 17 febbraio davanti al giudice Francesca Preziosi. Sotto accusa il 44enne Elmas Becaj, albanese, che era finito in manette a fine agosto dello scorso anno, mentre i fatti che gli vengono contestati risalgono al 31 luglio ed erano avvenuti a Morrovalle.

L’uomo si trova in carcere a Como. In un primo momento il processo era stato fissato per gennaio, poi la richiesta dell’avvocato di Becaj, il legale Maurizio Forconi, che chiedeva un rito alternativo, ha fatto sì che la data slittasse al 17 febbraio.

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L’avvocato Roberta Bizzarri

I fatti contestati risalgono al 31 luglio del 2025. A restare feriti due pakistani. Secondo la ricostruzione degli inquirenti tutto era cominciato con una errata manovra stradale e Becaj alla guida di una Alfa Romeo Giulietta, aveva inseguito una Citroen C4. Prima l’aveva urtata, poi aveva sbarrato la strada nei pressi del parcheggio antistante “Acqua & Sapone”.

Lì l’uomo era sceso, sempre secondo gli inquirenti (le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Civitanova), e aveva aggredito il conducente dell’altra auto e il passeggero.

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Rosarita Laganà

Il 44enne brandiva un coltello a serramanico con lama di 10 centimetri. Col coltello aveva ferito il conducente della C4, alla mano destra e alla regione frontale sinistra (prognosi di 15 giorni).

Poi prima di darsi alla fuga, l’uomo, contesta la procura, aveva colpito ripetutamente al braccio sinistro e alle dita della stessa mano il passeggero della Citroen che era intervenuto per bloccarlo.

Il passeggero aveva riportato una ferita alla mano (prognosi di 45 giorni). I due pakistani sono assistiti dagli avvocati Roberta Bizzarri e Rosarita Laganà.

Becaj dopo gli accoltellamenti era fuggito ed era stato rintracciato a fine agosto dalla polizia di frontiera di Como-Ponte Chiasso e arrestato mentre rientrava a piedi dalla Svizzera.

 



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