
Il segretario di Cisl Marche Marco Ferracuti
Sei esponenti della Cisl funzione pubblica hanno rassegnato le dimissioni nelle scorse ore, aprendo un confronto interno che ha avuto eco anche nel territorio maceratese. Tra i dimissionari figura infatti anche Paola Ticani di Camerino, storica sindacalista ed ex referente provinciale di Macerata per il settore della sanità pubblica. Insieme a lei hanno lasciato Vincenzo Tiani, Gianluca Sena, Giuseppe Donati, Iginio Cipollini e Valeriano Cinelli.
Tiani, Donati e Ticani, fino a marzo scorso, facevano parte della segreteria regionale della Cisl Fp Marche, incarico ricoperto per circa 20 anni. Sulla vicenda è intervenuta la Cisl Fp Marche, che in una nota ufficiale ha espresso «piena vicinanza e solidarietà all’attuale Segreteria», in carica da dieci mesi, sottolineando come questa abbia operato «con serietà, responsabilità e impegno costante nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del pubblico impiego».
Le dimissioni, arrivate dopo mesi di confronto interno, hanno suscitato «rammarico e sincero dispiacere», soprattutto perché provenienti da dirigenti che hanno trascorso gran parte della loro vita sindacale nella Cisl. Tuttavia, il sindacato ribadisce con fermezza la correttezza del percorso intrapreso. «La Cisl Fp si fonda su regole statutarie chiare e condivise – afferma il segretario generale della Cisl Fp Marche, Giovanni Cavezza – che prevedono limiti di mandato e favoriscono il ricambio, la continuità e la credibilità dell’azione sindacale. Parliamo di norme conosciute da tutti, applicate in modo uniforme e pensate per garantire una rappresentanza forte e autonoma dei lavoratori, non per alimentare rendite di posizione».

Giovanni Cavezza segretario generale Cisl Fp Marche
Cavezza respinge con decisione le accuse di epurazioni o di scarsa democrazia interna: «Parlare di forzature o mancanza di democrazia è semplicemente infondato. Noi continuiamo a occuparci di contratti, servizi pubblici, diritti e dignità del lavoro. È questo che ci chiedono le lavoratrici e i lavoratori, ed è a loro che rispondiamo».
La segreteria regionale attuale, eletta il 20 marzo scorso, era stata votata anche dagli stessi dirigenti oggi dimissionari. Nonostante i limiti di età e di mandato che impedivano ulteriori incarichi apicali, la Cisl Fp Marche aveva scelto di valorizzarne l’esperienza attraverso l’istituzione di dipartimenti regionali di comparto, in un’ottica di leadership diffusa e partecipata. «Spiace – aggiunge Cavezza – che un dirigente sindacale con 75 anni di età e 47 anni di militanza nella Cisl metta oggi in discussione la democrazia interna di una federazione che conosce molto bene e che lui stesso ha contribuito a costruire».
Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti, che sottolinea come «queste prese di posizione arrivino solo dopo la naturale conclusione di incarichi apicali per raggiunti limiti di mandato, limiti che rappresentano una scelta di democrazia e rinnovamento, non una penalizzazione. Colpisce inoltre che ciò avvenga nonostante l’organizzazione abbia garantito ruoli e trattamenti economici di primo piano. È difficile non leggere questa vicenda come una reazione legata più a interessi personali che a una reale preoccupazione per il futuro della Cisl e dei lavoratori».
La Cisl Fp Marche respinge infine le accuse di scarsa rappresentatività, rivendicando i risultati ottenuti: «Prima organizzazione sindacale nella regione, leadership confermata anche alle elezioni Rsu dell’aprile 2025 e presenza capillare in tutti i comparti del pubblico impiego, della sanità privata e del terzo settore. La Cisl Fp – conclude Cavezza – è fatta di donne e uomini che vivono l’impegno sindacale come una missione, non come uno strumento di affermazione personale. Continueremo a lavorare con serietà, passione e responsabilità per tutelare i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori delle Marche».
Andate a vedere che stipendio ha Marco Ferracuti e come ci è arrivato lì: quanto tempo ha lavorato nella Merloni da cui proviene: quanti iscritti ha fatto di persona e cosa sa fare: idem penso la Cavezza. Ah! "Omen nomen" dicevano i latini: Enzo Biagi poi hanno detto: "con il cognome e la vocazione si nasce": la Cavezza è quella cosa che tiene legati per la Testa gli animali compresi i Somari! Conosco di persona Paola Ticani: ne conosco il suo valore umano e nel campo sindacale: la CISL a lei e al suo operato deve la prevalenza del sindacato CISL di cui si vantano nell'ex Asl di Camerino che comprende S. Severino Marche e Matelica e che poi con il suo operato a livello provinciale e regionale ha portato la Cisl FP a prevalere in tutta la Regione. Nel 2009 è successo anche a me con l'Inas della Cisl: dopo tanto lavoro fatto e tanti iscritti fatti di cui loro hanno continuato ad incassare i soldi delle tessere senza neanche conoscerli: non ho ricevuto neanche un grazie ma solo calci in culo. È vero: non c'è Democrazia: c'è chi comanda, impera ed incassa i soldi e chi lavora ed è sfruttato: se contesta e parla è pure accusato di interessi personali ed è calunniato. Purtroppo questo è questo sindacato! Paola Ticani è questi uomini che che con lei si sono dimessi meritano moltissimo per quello che hanno fatto per i lavoratori della FP CISL del Territorio e non meritano il dileggio da parte dei capi bastone della FP che si atteggiano da veri padroni del sindacato e non da uomini che rappresentano chi lavora, paga la tessera e si fa il culo nei luoghi di lavoro dove molti dei capi non ci sono stati a lavorare nenche un giorno anche se beneficiano dell'aspettativa sindacale. Così era il Sindacato di Mussolini ma almeno avevano l'onestà di dire non siamo democratici.
Ma se i sindacati sono ridotti così una domanda se la saranno mai fatta?
Rispetto per tutti ma ormai persone con 75 anni di età e 47 anni di servizio, forse, ripeto, forse, sarebbe meglio dare spazio a persone più giovani.
veramente se ne vanno anche gli associati compresa la sottoscritta magari qualche domanda ve la dovreste fare ..
Bisognerebbe farsi una domanda ed una risposta a tutto... Vedi quello squallido contratto sanità firmato da voi , dove per la prima volta ad un contratto già vecchio non seguono i pagamenti degli arretrati, da vergogna
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Vicende interne all’organizzazione che solo gli addetti ai lavori conoscono. Tuttavia, mi sembra contraddittorio accusare i dimissionari di perseguire interessi personali quando si afferma che sarebbero stati garantiti “ruoli e trattamenti economici di primo piano”.
Credo che la vecchia guardia di iscritti a questo storico sindacato, guidato in passato da figure di altissimi livello culturale e politico, abbiano male digerito la svolta impressa dal penultimo segretario generale, con un posizionamento spostato a favore politiche della destra di governo. Che ci sia malcontento è comprensibile e anche condivisibile.