Centro per l’autismo, Micucci al sindaco:
«Dopo 9 anni scarica le colpe su di noi?»

CIVITANOVA - Il capogruppo Pd replica al primo cittadino sul progetto del Paolo Ricci, contesta i ritardi e accusa: «Ora dice che vuole ridurre la volumetria, perché allora non ha fatto approvare l'emendamento?»

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Francesco Micucci capogruppo del Pd

«Sfacciataggine e ipocrisia, Ciarapica governa da 9 anni, come fa a dire che il blocco del centro per l’autismo è colpa della sinistra?». Duro botta e risposta sul Centro per l’autismo dopo le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica.

A replicare è Francesco Micucci, capogruppo del Pd, che in una nota biasima il primo cittadino, accusandolo di ipocrisia e di voler scaricare su altri responsabilità che, a suo giudizio, ricadono interamente sull’amministrazione. «Fino a dove può arrivare l’ipocrisia e la sfacciataggine – dice Micucci – Un sindaco che governa da 9 anni con una maggioranza bulgara nei numeri, che ha ricoperto in precedenza per 5 anni anche il ruolo di assessore ai servizi sociali, come può affermare che il blocco totale per la realizzazione di un centro per l’autismo è colpa di qualcun altro che non sia lui? I consiglieri di centrosinistra sono gli unici che in questi anni hanno mantenuto l’attenzione su un tema che il sindaco nascondeva sotto il tappeto. Senza l’apparato comunale e senza architetti con incarichi remunerati in altri enti abbiamo provato a fare proposte alternative ad una variante che ha costi alti, tempi incerti e risorse insufficienti. Il sindaco non ha voluto sentire ragioni ed è andato avanti per la sua strada, portando a casa ancora attesa per le famiglie».

Da qui la richiesta, ribadita più volte, di un tavolo tecnico con Comune e Regione, indicati come gli attori fondamentali per permessi e accreditamenti: «Abbiamo proposto un tavolo tecnico con Comune e Regione, ma ancora una volta il sindaco risponde: “io so come fare”. Ma si può su un tema cruciale per molte famiglie parlare in questo modo dopo il clamoroso flop in consiglio comunale? Quali garanzie ha il sindaco? E le famiglie devono ancora sottostare ai suoi giochini?».

Nel mirino finiscono anche le recenti aperture del primo cittadino sulla riduzione della volumetria e sul dialogo con la Regione: «Ora dice di voler ridurre la volumetria: bene, perché allora non ha accolto e fatto votare l’emendamento proposto a novembre e ci sta facendo perdere altro tempo? Dice poi di voler parlare con la Regione per l’accreditamento: bene, e fino a ieri invece non serviva? Solo ora che abbiamo posto il problema se ne accorge? E non sarebbe allora più utile per tutti e soprattutto per le famiglie far sedere tutti i soggetti coinvolti attorno ad un tavolo e uscire con una soluzione concreta? La speranza è che in consiglio ci sia qualcuno più saggio di lui che accolga la nostra richiesta».

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