Spazio pubblicitario elettorale

Foglio di insulti sul cartello degli orari:
«I pazienti si sentono in diritto
di poter mancare di rispetto»

TREIA - L'amara scoperta di Martina Medei, 27 anni, medico di base, qualche giorno fa all'interno del poliambulatorio in cui lavora. «Mi ha immensamente delusa. Invito chi l'ha fatto a rivolgersi a un collega meno giovane, perché si sa, noi non abbiamo voglia di far niente»

- caricamento letture
il-foglio-scritto-da-un-utente-

Il foglio apposto da un utente nel poliambulatorio

di Francesca Marsili

Martina Medei ha 27 anni ed è medico di base a Passo di Treia. Pochi giorni fa, all’interno del poliambulatorio in cui lavora, ha affisso un cartello con semplici regole di organizzazione del suo orario lavorativo, ma l’indomani qualcuno proprio sopra quell’avviso ha infilato un foglio: “Che tristezza. Voi giovani medici senza ideali, senza lo spirito di servizio, una vergogna”.

Martina-Medei

Martina Medei

«È facile quando non si sa di cosa si sta parlando, se vuole sono disponibile a farle passare una giornata con me – risponde la dottoressa all’anonimo autore – Stavolta non voglio restare zitta, per tutta la passione e l’impegno che io e i miei colleghi mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro». Eppure Medei cosa sia lo spirito di servizio lo sa bene: consapevole della carenza di medici di medicina generale, dall’ottobre dello scorso anno ha scelto di convenzionarsi con l’Ast per servire il territorio nonostante stia ancora completando il corso triennale di formazione, dopo che la Regione ha aperto a questa possibilità proprio per la mancanza di camici bianchi. Ed è per questo che leggere quel messaggio scritto da un utente l’ha «amareggiata».

Decide di rendere pubblica la vicenda non solo per lei, ma nel rispetto di tutta la categoria, soprattutto quella dei medici di base, in particolare di quelli giovani. «Perché sono immensamente delusa – dice – per tutta la disponibilità, la presenza e l’aiuto che cerco sempre di dare ai miei di pazienti, anche oltre le competenze mediche. Il che non significa essere reperibile 7 giorni su 7, 24 ore su 24, perché quello che spesso viene dimenticato è che il medico è prima di tutto un essere umano, e come tale ha le sue esigenze e la necessità del tempo per sé stesso, e questo non vuol dire essere meno bravo dei medici di una volta o non avere “spirito di servizio”. Nel mio caso è la prima volta, ma i messaggi che sto ricevendo dai colleghi che mi scrivono di esserci abituati fanno capire che questo atteggiamento, dove la gente sente il diritto di mancare di rispetto è oramai all’ordine del giorno».

Coglie l’occasione per sottolineare che «ad oggi ci sono ancora giovani medici che intraprendono il percorso della medicina generale, nonostante tutto il caos che regna intorno a questa professione e tutto il carico di lavoro, che non finisce dopo le 3/4 ore di ambulatorio, ma inizia proprio lì, tra chiamate, messaggi, email, visite domiciliari, case di riposo, burocrazia, moduli e Inps. Di cose da dire ce ne sarebbero tante altre – aggiunge – ma quella fondamentale di cui resto immensamente stupita ogni giorno nonostante la mia “mancanza di ideali” è invece la mancanza di rispetto che oggi regna nei rapporti umani e di cui l’ambulatorio del medico di famiglia ne è l’esempio lampante. Una professione che in molti definiscono una missione, e che missione aggiungerei», prosegue con un velo di ironia.

La speranza della giovane dottoressa è che l’autore del messaggio non sia un suo paziente «e non mi conosca, in caso contrario ti invito caldamente a rivolgerti a qualche altro collega “meno giovane” che sa come si lavora veramente, perché si sa, noi giovani di oggi non abbiamo voglia di fare niente. Di ideali ne ho molti più di lei, che si nasconde dietro ad un biglietto anonimo anziché venire a dirmelo di persona e che nonostante tutto continuerò a mettere amore e impegno in quello che faccio».



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X