Alessandro Borghese a Macerata:
fa rima con vincisgrassi e Leopardi
SHOW - Il conduttore di "4 Ristoranti" è venuto allo scoperto: oggi le riprese in giro per il capoluogo, dopo la tappa di ieri a Recanati. «Una città che sa come conquistare il cuore, con la sua storia, ricca di arte e la sua cucina». Ancora top secret i locali che parteciperanno alla puntata, ma già in tre si erano "chiamati fuori"

Alessandro Borghese in via Don Minzoni a Macerata in una foto postata oggi sul suo profilo Instagram
di Marco Pagliariccio
Dopo Recanati, Macerata. Oggi Alessandro Borghese, conduttore di “4 Ristoranti”, è venuto allo scoperto via Instagram, svelando di essere nel capoluogo per le riprese di una puntata. Dopo che ieri la sua famosa auto gialla era stata avvistata a Recanati, oggi è stato lo stesso conduttore a svelare via Instagram la sua presenza in città, con una sequenza di scatti tra centro storico e campagne.

Borghese ha scherzato nelle sue storie con qualche rima sulla sua permanenza. «Vi portiamo nel Maceratese e a Macerata, terra di Leopardi – dice il conduttore tv – Leopardi, Macerata… che figata, mo me faccio ‘na magnata! Poi scendo giù in paese e me faccio una passeggiata, ma sì due passi per smaltì i vincisgrassi. A Leopardi, spostate!». Ma dopo una giornata di riprese ha affidato a un post più serio le sue riflessioni: «Quando arrivi nelle Marche non puoi che sentirti accolto dalla meraviglia delle colline, qui la bellezza è poesia – scrive Borghese – come Macerata, una città che sa come conquistare il cuore, con la sua storia, ricca di arte e la sua cucina. Ogni piatto racconta la nostra tradizione, ogni ingrediente affonda le radici nella cultura contadina che ha segnato questo territorio. La cucina ti accoglie con piatti tipici come il pollo in potacchio e i vincisgrassi, esplosione di sapori autentici. Ma la città non è solo gastronomia: è anche arte, storia e bellezza. Dalle opere di Pinturicchio nelle chiese alla maestosità dell’Arena Sferisterio, merita una visita». Decisamente un bello spot per la città.

Il post del conduttore di 4 ristoranti
Ancora top secret però le quattro attività selezionate per la trasmissione. Di certo per ora si sa solo chi non parteciperà: ben tre attività del Maceratese, La Bottega del villaggio di Recanati, l’agriturismo Il Confine di Treia e la trattoria Il Focolare di Cingoli, avevano annunciato nelle scorse settimane di essere state contattate ma di aver rifiutato per motivi diversi.

La storia Instagram nella quale annuncia la sua presenza a Macerata
ha fatto un bello e graditissimo spot per la nostra Città.
Ma chi l’ha mai sentito dì lo pollo in potacchio?
A il vero animo contadino che viene fuori!!
Anche l’Osteria dei fiori era stata invitata a partecipare e l’ invito è stato declinato per ragioni diverse.
Siamo contenti che altre attività si confrontino in questo format e che il vincitore possa essere il territorio in generale, che nonostante tutto ha ancora molto da raccontare pure in tema di enogastronomia.
Confidiamo che il piatto identitario al quale verrà dedicata particolare attenzione verrà valorizzato anche in funzione del gran lavoro svolto negli anni dagli Alfieri dello Scacco in provincia che ha portato all’ottenimento della 4a STG europea per i Vincisgrassi alla maceratese,
che non sono lasagne.
Il lavoro condiviso con Associazione provinciale cuochi Antonio Nebbia, Sezione di Macerata dell’Accademia della cucina italiana, Ipsoea istituto alberghiero di Cingoli, università di Macerata e Università di Camerino in totale spirito di volontariato ha riportato il piatto nel menù di molti ristoranti locali per rispondere alla richiesta di residenti e turisti in visita anche se non ci sono ancora certificazioni. Ciascuno può realizzare la ricetta storica o di famiglia ma in generale sarebbe più opportuno raccontare le differenze.
Confidiamo nella professionalità degli operatori e nell’attenzione della redazione televisiva.
Non ci sono tracce di titoli nobiliari o discendenze principesche nel suo albero genealogico.
Il cuoco stesso non ha mai rivendicato legami con l’aristocrazia, e la sua storia personale – fatta di gavetta sulle navi da crociera e di un percorso costruito con le proprie mani – è lontana anni luce dal mondo dei palazzi nobiliari e delle collezioni d’arte dei Borghese storici. È più un caso di omonimia che di parentela, e il suo successo è tutto merito del suo talento e del suo carisma, non di un’eredità nobiliare.