«Si finge un magistrato aggiunto
e chiede prestiti a un farmacista»
Imputata per truffa una 65enne
MACERATA - La donna avrebbe ottenuto 5.500 euro in più tranche, ogni volta avrebbe rilasciato un assegno ma per l'accusa non erano esigibili
di Alessandro Luzi
Chiede soldi in prestito ad un farmacista dicendo di avere difficoltà economiche e fingendosi un magistrato aggiunto: queste in sintesi le accuse di cui deve rispondere la 65enne Maria Antonietta Di Pancrazio, di Teramo e residente a Macerata. La donna è imputata per truffa al tribunale di Macerata.
Il tutto sarebbe iniziato il 20 aprile 2019 in una farmacia del capoluogo. La 65enne sarebbe andata lì per fare degli acquisti e si sarebbe fermata a parlare con il titolare. Gli avrebbe confidato di avere delle difficoltà economiche a causa del trasferimento da Teramo. La donna avrebbe detto al farmacista che aveva dei problemi di liquidità perché aveva chiuso il conto corrente in una banca del Teramano e ancora non ne aveva aperto uno nel Maceratese. Comunque, a detta della cliente, si trattava di problemi da poco.
A quel punto la 65enne avrebbe chiesto al farmacista un prestito di 150 euro e, dice il pm Rocco Dragonetti, come garanzia che avrebbe restituito la somma gli avrebbe detto di essere magistrato aggiunto della procura di Macerata. Si era anche raccomandata con l’uomo di tenere segreta questa informazione per la delicatezza degli incarichi che il tribunale le aveva assegnato. Il farmacista, convinto dell’affidabilità della donna, le avrebbe prestato i 150 euro. Poi, continua l’accusa, le richieste di soldi sarebbero continuate: prima 300 euro, poi 200, e ancora duemila e 1.500 euro, fino ad arrivare alla cifra totale di 5.500 euro. A ogni prestito, continua l’accusa, la 65enne avrebbe rilasciato al farmacista un assegno come garanzia della restituzione delle somme. Cosa che sarebbe dovuta avvenire il 20 giugno del 2019. A fine mese un amico del farmacista gli aveva raccontato che la stessa signora si era presentata da lui sempre qualificandosi come magistrato aggiunto e chiedendogli un prestito. La faccenda ha così insospettito l’uomo che, prima di dare altri soldi alla 65enne ha chiesto la restituzione di quelli già prestati. La donna però, prosegue l’accusa, avrebbe rimandato con delle scuse. Il farmacista si era rivolto ad un avvocato e aveva scoperto che gli assegni erano inesigibili perché privi di data e luogo di emissione. Alla fine aveva denunciato la 65enne.
Oggi il processo, in corso davanti al giudice Enrico Pannaggi, è stato rinviato: doveva essere sentito il farmacista che però non poteva essere presente oggi, se ne riparla il 12 giugno. L’imputata è difesa dall’avvocato Alessio De Iuliis.