
Il tribunale di Macerata
di Alessandro Luzi
Accusato di turbativa d’asta per l’acquisto di un capannone: assolto un 65enne di Recanati, condannato invece a 400 euro per diffamazione nei confronti di due imprenditori edili. Oggi la sentenza del giudice Domenico Potetti. A finire sotto accusa al tribunale di Macerata il recanatese Luciano Baldassarri.
La diffamazione riguarda la pubblicazione sul suo profilo Facebook di un post con scritto «Queste due m… stanno partecipando all’asta immobiliare a cui sto partecipando con tanti sacrifici per ricomprarli. Due m… speculano sapendo di non danneggiarmi moltissimo. Ho chiesto di non rialzare il prezzo perché trasferire una ditta potrebbe indurre a una chiusura della stessa a costi enormi».

L’avvocato Maurizio Ballarini
Poi, sempre tramite social, aveva risposto ad un commento scrivendo «è solo lo schifo che mi fanno queste persone arroganti e rozzi e senza un minimo di umanità. Ma sicuramente gli darò tanti di quei problemi prima che mi caccino dal capannone». Per l’accusa l’uomo aveva offeso due imprenditori edili che erano interessati all’acquisto di un capannone che era andato all’asta e che volevano usare per la loro attività. L’asta era stata fissata per il 21 aprile 2022 a Civitanova nello studio di un professionista. Nel corso dello svolgimento, dice l’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, uno dei due imprenditori sarebbe stato contattato da un amico che gli aveva mandato tramite Whatsapp screenshot del post pubblicato su Facebook dall’imputato. I due imprenditori alla fine avevano rinunciato a partecipare all’asta. Per la turbativa d’asta il pm Francesca D’Arienzo aveva chiesto la condanna a un anno e 10 mesi e una sanzione di 400 euro per la diffamazione. «Per la multa faremo appello perché la riteniamo ingiusta» ha detto l’avvocato difensore Maurizio Ballarini.
«Turbativa d’asta con post diffamatori» Sotto accusa un 64enne
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