«Il sindaco peggio del marchese Del Grillo,
sul polo scolastico nessuna risposta:
solo arroganza e giochetti politici»
MORROVALLE - Duro affondo del gruppo d'opposizione Cura e partecipazione dopo l'interrogazione presentata sulla struttura inaugurata a settembre a Borgo Pintura. Nel mirino la risposta del primo cittadino Andrea Staffolani: «Secondo lui le domande non sono adeguate e le risposte vanno cercate da soli, negli uffici competenti, previo appuntamento. Non rendere conto ai cittadini significa tradire il mandato ricevuto e calpestare il diritto di tutti a sapere come vengono gestiti i soldi pubblici e il futuro dei giovani»

L’esterno del polo scolastico di Borgo Pintura
«Non rendere conto ai cittadini significa tradire il mandato ricevuto e calpestare il diritto di tutti a sapere come vengono gestiti i soldi pubblici e il futuro dei giovani. È mai possibile che, anche di fronte a una questione così delicata, prevalgano arroganza e giochetti politici?». Così il gruppo di opposizione di Morrovalle Cura e Partecipazione che mette nel mirino il sindaco Andrea Staffolani, paragonandolo quanto ad arroganza al marchese Del Grillo. Il casus belli? Un’interrogazione sul nuovo polo scolastico realizzato a Borgo Pintura, inaugurato ufficialmente a settembre.
«Cari concittadini, se attendete risposte sul polo scolastico, vi annunciamo che non ne avrete – dicono i consiglieri Paolo Manciola, Silvia Dalloro, Francesco Sopranzi, Francesco Puggioni e Marco Morresi – Un mese di attesa per partorire una non risposta agli otto punti della nostra interrogazione. Eppure, per tale non risposta sarebbero bastati 30 minuti. Perché allora attendere 30 giorni? Ormai l’arroganza del potere la fa da padrona e le nostre domande più importanti e di buon senso sono rimaste inevase».
Ecco le domande che aveva posto l’opposizione: «Quando saranno completati i lavori del nuovo polo scolastico? Quali nello specifico sono le opere ancora do terminare? Quali sono i costi finali dell’opera, rispetto al preventivo iniziale? Perché i lavori non sono stati ancora ultimati e perché i ragazzi sono costretti a studiare in un cantiere? Quali sono le spiegazioni per i disservizi riscontrati, come le infiltrazioni di acqua e il mancato funzionamento dell’ascensore? Vi sia stata una verifica dell’agibilità della struttura e in quale data?». E poi ancora: «Se fosse davvero necessario aprire l’edificio in condizioni non idonee, a scapito del benessere e della corretta fruizione dell’ambiente scolastico da parte degli alunni e di far visionare ai consiglieri il progetto finale dell’opera per una corretta verifica della conformità tra quanto progettato e quanto realizzato».

Il sindaco Andrea Staffolani
Il sindaco Staffolani, di fatto ha risposto solo a un punto: «l’apertura della scuola è stata effettuata a seguito di regolare segnalazione di agibilità da parte di Inail», ha scritto. Per il resto nulla. Prima ha detto che le questione poste non rientravano nell’istituto giuridico dell’interrogazione, poi ha consigliato all’opposizione di effettuare un accesso agli atti e infine l’ha buttata in polemica rivangando il passato: «Si fa presente che questa Amministrazione, quando si è insediata nel 2011, ha trovato una serie di immobili privi di certificazione di agibilità (tra i quali il bocciodromo, il campo sportivo di B.go Pintura, il campo sportivo di Trodica, la palestra polivalente di Via Liguria, la scuola elementare di Via Piave, la scuola elementare di Via Giotto e la scuola materna p.zza Giovanni XXIII) e si è dovuta adoperare, non senza difficoltà e costi, per regolarizzare la situazione. Certamente si comprende la vostra preoccupazione in merito all’agibilità del nuovo polo scolastico, considerato il modus operandi di chi ci ha preceduto».
Davanti a questa risposta l’opposizione è insorta. «Secondo il nuovo Marchese del Grillo, le domande non sono adeguate e le risposte vanno cercate da soli, negli uffici competenti, previo appuntamento – attaccano i consiglieri di minoranza – Un atteggiamento arrogante che fa nascere un sospetto: non sa rispondere o, peggio ancora, non vuole farlo per impedire che i morrovallesi sappiano la verità? Questo è inaccettabile per chi è stato eletto con il compito di amministrare con trasparenza, non per regnare con arroganza. Davvero la propaganda e il timore di perdere il controllo valgono più del bene della comunità? È poi patetico e scorretto il continuo ricorso al passato e a “quelli di prima”. In primo luogo, perché è fuori tema e non ha nulla a che fare con l’argomento in questione. Solo gli alunni impreparati alle interrogazioni non rispondono, parlano d’altro e cambiano argomento. Inoltre, il recente passato degli ultimi 13 anni ci dice che chi comanda oggi è lo stesso che comandava prima. Quelli di oggi e quelli di ieri sono ormai le stesse identiche persone. Cambiate almeno spartito. Permettersi poi di scoraggiare, con metodi discutibili, chi pone domande o esprime opinioni diverse non è un segno di forza, ma di estrema debolezza. E pensare che, 13 anni fa, si presentavano come i portatori di rinnovamento e trasparenza. Dove sono finite quelle assemblee pubbliche, quella sincerità e quella verità che si promettevano? La realtà è un’altra – conclude Cura e partecipazione – oggi si opera nel buio, si decide nelle segrete stanze senza confronto, si alimentano divisioni e si costruisce il consenso sulla base di una propaganda patinata. Almeno il buon Alberto Sordi, nel Marchese del Grillo, era anche simpatico».
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