Dai tribunali ai centri antiviolenza,
codice rosso a 360 gradi
«In 267 si sono rivolte al Cav di Macerata»

CONVEGNO - Si è svolto oggi l'evento promosso da Fsp Polizia di Stato. Passate in rassegna le misure di prevenzione, i provvedimenti ma anche i progetti messi in atto in provincia per far fronte a un fenomeno che, ha precisato la prefetta Fusiello «è strutturale». In evidenza anche gli interventi possibili sugli uomini maltrattanti

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L’incontro

Il fenomeno, purtroppo strutturale, della violenza di genere a 360 gradi per un approccio consapevole e di rete e con la consapevolezza che c’è ancora molto da lavorare. Il Codice rosso rafforzato, legge in vigore da circa un anno, che ha ampliato le misure a disposizione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria in caso di violenza è stato analizzato da più punti di vista questa mattina alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata dove si è svolto il partecipato convegno promosso da Fsp Polizia di Stato. 

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Il questore Gianpaolo Patruno e il segretario provinciale del sindacato di polizia Tiziano Ottaviani

Ad aprire la mattinata è stato il segretario provinciale del sindacato Tiziano Ottaviani seguito dal questore Gianpaolo Patruno che ha ricordato l’importante ruolo delle forze dell’ordine e di Patrizia Peroni, primo dirigente della Polizia e dirigente dell’Anticrimine di Macerata. La parola è passata alla prefetto Isabella Fusiello: «Vorrei che un domani – ha detto – le forze dell’ordine non avessero più, come oggi, un ruolo di pronto soccorso, grazie alle azioni di prevenzione».

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La prefetta Isabella Fusiello con Ottaviani

E’ stata la sostituto procuratore del tribunale di Macerata Rosanna Buccini a entrare nel dettaglio della legge Rocella, promulgata dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, e della sua applicazione. La dirigente Peroni ha parlato delle misure di prevenzione in capo alla Questura, del protocollo firmato di recente con la procura per accelerare le procedure di ammonimento ma anche della necessità di dialogo:  «Abbiamo la necessità di dialogare sia con le vittime di violenza per condividere con loro il percorso da affrontare ma anche con gli autori di violenza».

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Tiziano Ottaviani e la vicesindaca Francesca D’Alessandro

Francesca D’Alessandro, vicesindaca e assessora del Comune di Macerata, ha illustrato i progetto in essere tra cui i percorsi nelle scuole, il lavoro sulle famiglie e la scuola per genitori, ma anche il protocollo Zeus che rivolge l’attenzione agli uomini autori di violenza e naturalmente il Centro antiviolenza: «Le donne che si sono rivolte al Cav nel 2024 sono 267, la maggior parte italiane tra i 35 e i 55 anni, il 21% disoccupate, il 14% occupate saltuariamente, 6% sono disoccupate e 3% studentesse».

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D’Alessandro con l’assistente sociale Valeria Pasqualini

Valeria Pasqualini, assistente sociale dell’Ats15, referente per i progetti contro la violenza sulle donne, ha focalizzato l’attenzione sugli interventi pervisti per gli uomini autori di violenza: «Nel Cuav di Macerata nell’anno in corso abbiamo registrato circa 40 contatti, meno utilizzati gli appartamenti per uomini autori di violenza, strumento molto utile ma che ha bisogno di una migliore conoscenza da parte di tutti». Ha poi accennato alla stanza sospesa che consente di ospitare donne vittime di violenza in situazione emergenziale in una stanza d’albergo: «Da marzo ad oggi abbiamo avuto 4 interventi di urgenza ed è stato fondamentale».

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Elisa Giusti, coordinatrice del Cav di Macerata, ha spiegato le attività che vengono svolte nel centro ricordando che è pubblico e gratuito: «La distinzione principale che dobbiamo fare è tra conflitto e violenza, in caso di violenza informiamo sulle soluzioni possibili ma non ci sostituiamo alle donne nella decisione finale perché sarebbe una ulteriore violenza a quella che hanno subito». Riguardo il reddito di libertà: «Purtroppo non viene erogato per mancanza di fondi».

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In conclusione l’emozionante intervento di Francesca Pigliapoco, psicologa del Cav di Macerata che, dopo aver presentato un video che racconta come bambini e bambine possono vivere la violenza domestica, ha parlato dei vari tipi di violenza e le ripercussioni che può avere sulla donna per concludere «la violenza va resa fatto pubblico».

(redazione Cm)

 

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Patrizia Peroni, dirigente dell’Anticrimine

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Elisa Giusti e Francesca Pigliapoco del Centro Antiviolenza di Macerata

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Rosanna Buccini, sostituto procuratore del tribunale di Macerata

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