«Costretta a rapporti usando sex toys
e maltrattata dal marito»

MACERATA - Sotto accusa davanti al gup un 62enne. Oggi la difesa ha chiesto il processo con rito abbreviato. L'uomo contesta tutto

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di Gianluca Ginella

Accusato di aver costretto la moglie a subire rapporti con sex toys, di averla maltrattata, costretta a vedere video porno, picchiata. Questo in sintesi quello che viene contestato ad un 62enne dell’entroterra che è finito sotto accusa per violenza sessuale, maltrattamenti, lesioni alla consorte. Lui nega con forza i fatti.

Oggi si è svolta l’udienza preliminare davanti al giudice Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata. La difesa ha chiesto di fare il processo con rito abbreviato, producendo le carte di un procedimento civile, e l’udienza è stata rinviata al 5 febbraio del prossimo anno.

L’accusa, sostenuta dal pm Vincenzo Carusi, parla di fatti che sarebbero avvenuti in un comune dell’entroterra tra il 21 dicembre del 2020 e il primo novembre del 2022.

La donna, per l’accusa, sarebbe stata costretta dal 62enne a subire rapporti sessuali in cui venivano usati dei sex toys. Questi presunti episodi sarebbero avvenuti dal dicembre 2020 al marzo del 2021. Oltre a questi fatti l’accusa parla di altri tre episodi in cui la donna avrebbe subito abusi sessuali dal marito.

Si parla poi di presunti episodi di maltrattamenti. L’uomo avrebbe offeso la donna, l’avrebbe obbligata, continua l’accusa, ad acquistare sex toys o video pornografici che poi sarebbe stata costretta a vedere.

Poi si parla di aggressioni che la donna avrebbe subito. Sarebbe stata colpita in testa, sbattuta contro il muro, afferrata per la mandibola. L’uomo, continua l’accusa, in un caso avrebbe anche colpito la donna ad un braccio causandole cinque giorni di prognosi per trauma al braccio, trauma psichico da violenza emotiva e stato di agitazione (da qui la contestazione di lesioni personali).

Oggi la donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Lorella Ricciardi. L’imputato contesta con fermezza le accuse, anche in correlazione alla richiesta che era stata fatta dalla procura, al termine delle indagini, di archiviazione.

C’era stata una udienza di opposizione all’archiviazione e in quella sede il gip Daniela Bellesi aveva disposto la formulazione del capo di imputazione. Ora il 5 febbraio sarà il processo con rito abbreviato a dover far luce su quando contestato all’imputato.

*A tutela della vittima vengono omessi nomi e luoghi


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