“L’apicultura tra successi e sfide”

CAMERINO - Il tema discusso nell’ultima conviviale organizzata dal presidente Giorgio Marcolini del Rotary: ospite la dottoressa Alessandra Ripari, tecnico del Consorzio Apistico provinciale di Macerata

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Un momento della conviviale “L’apicultura tra successi e sfide”

“L’apicultura tra successi e sfide” è il tema dell’ultima conviviale organizzata dal presidente Giorgio Marcolini del Rotary Camerino che ha avuto come ospite la dottoressa Alessandra Ripari, tecnico del Consorzio Apistico provinciale di Macerata.

«L’iniziativa rientra negli obiettivi del Rotary per la tutela e la salvaguardia dell’ambiente, poiché è noto che le api sono ottimi indicatori biologici, in grado di svelare la salute dell’ambiente in cui vivono – si legge in una nota – . Interessante e approfondita la spiegazione che la dottoressa Ripari ha dato ai presenti dell’insetto più laborioso per antonomasia qual è l’ape, addentrandosi nel dettaglio del funzionamento dell’alveare, con la divisone precisa dei compiti all’interno delle caste tra la regina, le operaie, i fuchi e le bottinatrici.

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Le api rappresentano un super organismo, in cui ciascuna svolge il proprio ruolo all’interno della società, tra la regina, la superfemmina dell’alveare, che ha la funzione principale di deporre le uova e di garantire la coesione della famiglia e i fuchi, gli individui maschi che sono solo qualche migliaio e hanno il compito di accoppiarsi con le nuove regine. Le altre femmine dell’alveare sono le operaie, la casta più numerosa e quella che realizza la gran parte del lavoro. Infatti, in successione a seconda dell’età, esse si occupano di tener pulite le celle dove la regina depone le uova e dove vengono immagazzinate le scorte, dopodiché si dedicano all’alimentazione delle larve. Quando le ghiandole della cera si sono completamente sviluppate, iniziano a costruire i favi di forma esagonale.

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Poi, prima di intraprendere l’attività di foraggiamento all’esterno dell’alveare per raccogliere le diverse sostanze, in particolare nettare e polline, necessarie al sostentamento della famiglia, le operaie assumono il ruolo di guardiane dell’alveare respingendo gli intrusi (vespe, lepidotteri, piccoli mammiferi, ecc.) e controllando il via vai delle bottinatrici. Le api operaie espletano molte altre mansioni all’interno dell’alveare, come la termoregolazione (ventilando e esportando acqua per abbassare la temperatura in estate, oppure radunandosi in glomere per innalzarla in inverno) e la pulizia dell’alveare, normalmente attuata dalle api spazzine che rimuovono le compagne morte e i residui di cera dal fondo dell’alveare.

Le bottinatrici, che sono circa un quarto dell’intera popolazione, sono deputate a reperire all’esterno tutto ciò di cui la famiglia ha bisogno per potersi sviluppare. A tale scopo ciascuna di esse ogni giorno compie in media una decina di viaggi per prelevare nettare, polline, melata, acqua e propoli in un’area di circa sette km².

La serata, alla quale hanno partecipato numerosi soci, tra cui il presidente del Club Rotary di Tolentino architetto Giuseppe Bocci, ha riscosso successo tra i presenti che hanno potuto apprezzare l’importanza delle api non solo per il miele che producono, ma anche per la funzione fondamentale di monitoraggio ambientale che rivestono».

 


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