Due totem per far rivivere
l’orto botanico e l’ex teatro Marchetti

MACERATA - Il dono dell'associazione culturale Le Casette: sono posizionati rispettivamente in piazza Nazario Sauro e in via Marchetti. Il presidente Pierluigi Pianesi: «Un ricordo della Belle epoque cittadina»

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L’inaugurazione del totem posizionato in via Marchetti

Da questa settimana nella zona di corso Cairoli ci sono due totem che ricordano altrettanti luoghi ormai scomparsi da tempo, molto importanti e significativi per la vita sociale e culturale cittadina. Sono il dono dell’associazione culturale Le Casette alla città e rappresentano il continuo dell’attività associativa per la tutela e la promozione dello storico ex Borgo San Giovanni Battista, ora corso Cairoli.

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Il totem per l’ex orto botanico

Sui totem sono riportate una descrizione in doppia lingua (italiano e inglese) e una foto dell’epoca, che raccontano sinteticamente l’origine del luogo. Il primo è situato in piazza Nazario Sauro a ricordo dell’orto botanico, situato nella zona retrostante il caffè ora denominato Totò, ma fino a poco tempo fa noto come “caffè de lu Ricciu”; il secondo in via Marchetti (angolo via Ariani), dove sorgeva l’ex cinema Cairoli, a ricordo del teatro Marchetti-Piccinini. «Prima dello svelamento dei due totem – dichiara il presidente dell’associazione Le Casette Pierluigi Pianesi – abbiamo organizzato un incontro sul periodo della Belle epoque nella nostra città, la cui relazione è stata affidata a Hermas Evio Ercoli. È stato certamente un grande successo di pubblico, con la sala Cesanelli dello Sferisterio piena di persone, avallato peraltro dalla presenza del sindaco Sandro Parcaroli e di ben cinque assessori, la vicesindaca Francesca D’Alessandro, Riccardo Sacchi, Katiuscia Cassetta, Paolo Renna e Silvano Iommi, insieme al segretario comunale Francesco Massi. Una testimonianza della significativa valenza civica della nostra iniziativa».

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Pierluigi Pianesi, presidente dell’associazione Le Casette, con il sindaco Sandro Parcaroli

Dopo gli interventi di Pierluigi Pianesi e del presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, Ercoli, avvalendosi delle foto storiche di Tullio Bernardini, ha tratteggiato la Macerata del 1905. Era l’anno dell’Esposizione marchigiana, uno degli eventi più significativi per la costruzione dell’identità regionale, organizzato per far emergere le specifiche eccellenze del territorio e per ridefinire il ruolo delle comunità locali nell’alveo del nuovo stato nazionale. L’esposizione trasformò la città grazie a una esplosione creativa ed ebbe il suo momento di massima risonanza mondana il 22 agosto quando il re Vittorio Emanuele III, accompagnato dalla regina Elena, arrivò a Macerata appositamente per visitarla. «Dato che il prossimo sarà un anno elettorale – ha ricordato Ercoli – e saranno passati esattamente 120 anni dall’Esposizione marchigiana, offro questo spunto agli amministratori presenti in sala». Durante la relazione, i presenti hanno potuto vedere numerose foto storiche della città, delle sue attività tra i numerosi hotel e ristoranti, le botteghe, le persone, le strade, con la profonda differenza tra il centro storico, luogo frequentato dalla nobiltà, con le prime autovetture, e il resto della città, dedito completamente al lavoro dei campi.

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Il convegno sulla Belle epoque maceratese

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L’intervento di Hermas Evio Ercoli


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