Cancellata la Fiera di Piediripa:
«Costante calo di partecipanti»
MACERATA - Il dirigente dei Servizi e attività produttive, Andrea Castellani, in una determina motiva la decisione (temporanea) e fa riferimento a come nel 2021 hanno partecipato 21 operatori e nel 2023 solo sette. Starà al Consiglio comunale decidere se rendere definitiva la soppressione
di Mauro Giustozzi
La Fiera di Piediripa non è stata inserita nel calendario dei mercati previsti nel territorio comunale per il 2024. Una soppressione, per ora, temporanea ma che potrebbe diventare definitiva qualora il consiglio comunale con apposita delibera lo decidesse. Una fiera istituita nel 2010 e che, dopo quattordici anni, scompare. Segno dei tempi che cambiano e del calo della presenza sia di ambulanti che di acquirenti per questi mercati rionali che da diversi anni mostrano sofferenza e la cui organizzazione, soprattutto negli ultimi anni, richiede sforzi economici e di sicurezza enormi per i comuni.
Lo scorso anno ci fu un tentativo di cambiare la location della Fiera di Piediripa, che quest’anno si sarebbe dovuta tenere il 15 settembre nella frazione maceratese, allestita in occasione dei festeggiamenti del patrono san Vincenzo Maria Strambi.
La fiera nel 2023 si svolse in via sperimentale, così come previsto da una delibera di giunta, lungo Borgo Piediripa, poco distante da via Bramante dove ha avuto luogo in passato e dove furono riservati i posteggi agli operatori di commercio su aree pubbliche, con attività alimentare o non alimentare. Adesso, tramite una determina firmata dal dirigente Servizi e attività produttive, Andrea Castellani, si fa riferimento ad un atto “del 19 dicembre 2023 nel quale è stato approvato il calendario dei mercati e delle fiere previste nel territorio comunale per il 2024 e che nella stessa non è stata inserita la Fiera di Piediripa, perchè è stato deciso di eliminarla definitivamente con apposita delibera di Consiglio comunale a seguito di un costante e progressivo calo di partecipanti rilevato negli ultimi anni, nonostante l’adozione, da parte dell’amministrazione, di vari provvedimenti, anche di natura sperimentale finalizzati a rivitalizzare proprio tale fiera (nel 2021 hanno partecipato 21 operatori, nel 2022 18 operatori e nel 2023 solo sette)”.
Dunque si chiude un periodo storico per la fiera della popolosa frazione alle porte del capoluogo: il dirigente spiega anche le motivazioni che hanno portato ad adottare questa decisione «a seguito delle disposizioni in materia di sicurezza che necessitano di investimenti per l’adozione delle relative misure – si legge nella determina – risulta imprescindibile salvaguardare le fiere e i mercati principali, eliminando le piccole manifestazioni a carattere soprattutto rionale esistenti ormai solo su carta, e che in qualche caso hanno creato anche problemi logistico-organizzativi, dovuti alla necessità regolamentare di riservare obbligatoriamente alcune aree anche in assenza di domande, con annessi problemi legati alla viabilità». In conclusione stop per il 2024 della fiera mentre per la definitiva soppressione la palla passa al Consiglio comunale che è competente in materia.
Tempi di vacche magre.
Ma fate fare una bella fiera di prodotti artefatti, etnici per manifattura, perfettamente uguali a quelli che si vendono a prezzi supersonici ma quasi regalati che così qualche negoziante costretto a chiudere per l’aumento spropositato dei centri commerciali possa avere il suo giorno nell’annuario di tutte le ricorrenze che si susseguono ogni giorno. Festa del Santo Protettore dei falliti, San Iper Gros Market dove tra gli eventi collaterali non mancherà di esibirsi la banda degli assessori, sindaco compreso che quel giorno si trasformerà nel Carnevale di Ivrea, sottotono naturalmente, dove si potrà lanciare di tutto senza nessun limite alla fantasia.