«Bocche cucite sul nuovo plesso Betti,
ritardi nella ricostruzione
e aumenti Tari a carico delle famiglie»
CAMERINO - Il capogruppo di opposizione Sandro Sborgia usa metafore olimpiche per andare all'attacco dell'amministrazione Lucarelli dopo l'ultimo consiglio comunale: «Tra lancio di oggetti e salti di palo in frasca, prestazioni da record»

Sandro Sborgia
Usa metafore olimpiche Sandro Sborgia, visto il periodo, per descrivere le reazioni dell’amministrazione comunale alle diverse tematiche messe sul banco durante l’ultimo consiglio comunale.
«Il presidente del consiglio comunale si è nuovamente cimentato in quella che possiamo ormai definire la sua specialità: il lancio degli oggetti – accusa il capogruppo di opposizione di Ripartiamo – questa volta, però, al posto del giavellotto non ha scagliato la famosa pomata lenitiva, bensì un estratto del regolamento comunale. Il lancio però, forse per il caldo ancora persistente, è risultato un po’ corto tanto che, per arrivare fino ai banchi dell’opposizione, ha avuto bisogno di una spintarella leggera, leggera, di un aiutante. Potrebbe anche partecipare ai campionati olimpici per tecnici del suono viste le sue abilità al silenziamento ripetuto dei microfoni».
A seguire nel mirino finisce il sindaco Roberto Lucarelli, «che ha tentato di superare il record del salto di palo in frasca: prendendo la rincorsa con Wikipedia ha infatti definitivamente chiarito agli astanti il significato geologico del termine “frana” utilizzato per segnalare alla Regione il dissesto ancora visibile lungo via D’Accorso: una frana che non sarebbe una frana ma un sinonimo di qualcos’altro – continua Sborgia – verrebbe da sorridere se non fosse che il consiglio comunale è una cosa seria. Nel corso dell’approvazione della variazione d’urgenza al bilancio di esercizio per consentire l’affidamento del servizio di refezione scolastica, abbiamo tentato di conoscere quali fossero le intenzioni dell’amministrazione riguardo l’organizzazione della didattica in vista dell’inaugurazione del nuovo plesso scolastico“Betti, ormai in fase di ultimazione. Come era ampiamente prevedibile, la domanda è rimasta senza risposta. Un segnale certamente poco rassicurante atteso che non manca poi molto tempo alla riapertura delle scuole e le famiglie attendono di conoscere se, e soprattutto in che modo, i loro figli potranno fruire della tanto attesa nuova struttura».

Roberto Lucarelli, sindaco di Camerino
I toni si sono accesi sulla questione rifiuti. «Il capogruppo di minoranza ha evidenziato come l’amministrazione abbia garantito gli equilibri contabili con l’aumento delle tariffe per lo smaltimento dei rifiuti e il sindaco ha tentato, come al solito, di confondere le acque addossando la colpa all’assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale – continua l’ex primo cittadino – peccato, però, che mentre gli altri comuni, vedi Macerata, hanno coperto quegli aumenti con risorse di bilancio andando così incontro ai bisogni e alle necessità delle famiglie, l’amministrazione Lucarelli ha scelto di far pagare il conto, salato, ai cittadini scaricando su di loro tutto il peso degli aumenti. Si è poi ritornati a parlare degli atti legati all’esproprio dell’area occupata in zona Lujano, utilizzata durante l’emergenza per le esigenze alloggiative degli studenti. Siamo tornati ad insistere sulla opportunità di restituire il terreno al legittimo proprietario avendo il comune la disponibilità di aree in abbondanza per scopi di protezione civile (basti pensare a tutte le aree utilizzate per la realizzazione delle Sae). La discussione ha interessato anche il tema della ricostruzione che, al contrario di quanto viene raccontato, non ha registrato significativi passi in avanti. Sebbene siano stati presentati ormai da mesi tutti i progetti degli immobili compresi nella prima fascia dello sbandierato piano di cantierizzazione, di fatto ne sono stati approvati meno della metà. Il grosso si trova ancora nella fase istruttoria, all’esame degli uffici di Comune e Usr e i tempi per la loro approvazione non si prevedono immediati. A dimostrazione che il piano non solo non velocizza un bel nulla ma, al contrario, finisce per essere un ostacolo. Intanto Lucarelli ha cominciato a mettere le mani avanti sulle responsabilità per i ritardi nell’approvazione delle pratiche che, a suo dire, dipenderebbero dalla incompletezza degli elaborati progettuali. Ma la dilatazione dei termini disposta con ordinanza commissariale e il famoso piano dicantierizzazione non dovevano servire proprio ad evitare quei ritardi perché si potesse procedere con una ricostruzione ordinata? A ben guardare pare che così non sia. Di contro rileviamo con soddisfazione che avanzano i lavori di alcuni cantieri del centro collocati in fascia 2 e 3. In questo senso auspichiamo che la cittadinanza continui a fare pressione sui tecnici per la presentazione dei progetti a prescindere dalla fascia entro la quale sono collocati».