“Teatro a Villa Fermani”
atto secondo:
c’è l’operetta “Acqua cheta”
CORRIDONIA - La rassegna va avanti dopo il tutto esaurito della "prima" della scorsa settimana con una produzione della compagnia Koinè di Falconara

Da sinistra: l’assessore alla cultura Massimo Cesca e il direttore artistico della rassegna Pino Cipriani
Prosegue domani sera (21,30) la rassegna “Teatro a Villa Fermani”, organizzata dall’Aps Palcoscenico con il patrocinio e sostegno del Comune di Corridonia, con l’operetta “Acqua Cheta” presentata dalla compagnia Koinè di Falconara di Augusto Novelli per la regia di Sabrina Gemmati.
La rassegna è iniziata la scorsa settimana con un tutto esaurito grazie alla compagnia Gli amici del teatro di Loro Piceno, che hanno proposto la commedia brillante in due atti “Per chi suona il campanello?” di Ferretti, Forti e Trivellini con regia di Eraldo Forti. Grande entusiasmo per questa rassegna è stato espresso dal direttore artistico della manifestazione Pino Cipriani che durante la prima serata ha presentato tutte le proposte che animeranno i mercoledì sera di luglio ed agosto nel parco cittadino. Mentre l’assessore Massimo Cesca ha ricordato che la rassegna è legata al premio Ennio Bevilacqua e le modalità di assegnazione del premio saranno non tramite una giuria, ma tramite il voto che ogni sera sarà espresso dal pubblico. Proprio come avrebbe voluto ed apprezzato Ennio Bevilacqua, un cittadino che ha sempre creduto nel teatro popolare. Teatro come mezzo di incontro e crescita di tutte le persone coinvolte. Come hanno scritto Gli amici del teatro di Loro Piceno nel loro opuscolo informativo dello spettacolo, «in un mondo pieno di preoccupazioni e di problemi ci deve essere anche un teatro leggero ed allegro. Ridere e l’unica panacea che ci dà la natura. Quando vediamo i volti raggianti e divertiti del pubblico che lascia il teatro dopo aver visto uno dei nostri lavori sappiamo che ne è valsa la pena».


Per ricordare degnamente il nostro caro Ennio Bevilacqua, autore di commedie, nonché regista e attore nelle stesse, l’amministrazione Giampaoli ha organizzato una serie di commedie popolari alla Villa Fermani, il più salubre posto lasciato alla sua città, prima di venire assassinato, a diletto dei cittadini. Spero solo che questa iniziativa diventi annuale, e non un momento passeggero e “stufereccio” (caratteristica della cittadinanza di una città che nei secoli si è chiamata prima Montolmo, poi nel nome culturale fasullo di Pausula e infine quello imposto dal regime fascista di Corridonia, sperando che il tempo estivo si mantenga sempre sereno, pure durante le esposizioni artistiche.