Report di sostenibilità della Lead Time.
«Iniziato un miglioramento a 360 gradi,
impegnati su temi ambientali e sociali»

CALDAROLA - L'azienda è leader nella produzione di ghisa sferoidale. Ha 59,8 milioni di euro di fatturato, le materie prime riciclate si attestano sul 68% e sfiora il 100% la percentuale di rifiuti prodotti riciclabili. Ha il 18% in meno di emissioni di Co2 equivalente per tonnellata netta rispetto alla media del settore fonderia. Il presidente Roberto Dalla Bona: «In ogni mezzo agricolo prodotto in Europa e negli Stati Uniti c’è un nostro pezzo»

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Alberto Pazzaglia, Roberto Dalla Bona, Duccio Conforti e Giovanni Dalla Bona

di Francesca Marsili

Con due anni di anticipo rispetto all’obbligo di legge per le aziende con più di 250 dipendenti, previsto per il 2026, la fonderia Lead Time di Caldarola ha presentato il suo primo Report di sostenibilità, una fotografia completa dell’impegno aziendale sui temi ambientali, sociali e di governance offrendo una rappresentazione sia delle intenzioni sia gli obiettivi raggiunti.

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Roberto Dalla Bona

«Vogliamo iniziare a comunicare verso l’esterno ciò che facciamo, nessuno sa quanta attenzione e risorse dedichiamo alla sostenibilità. In Lead Time ogni persona ha un grande valore. Per questo riveste molta importanza lo sviluppo, la dignità personale, la trasparenza e la sicurezza – ha esordito il presidente Roberto Dalla Bona in conferenza stampa dopo una visita a vari reparti proprio a testimonianza della trasparenza con cui l’azienda intende affrontare le sfide».

Ad illustrare i numeri del primo Report della Lead Time è stato l’editor Giovanni Dalla Bona, figlio del presidente.

Questi i dati più importanti che testimoniano la crescita e l’attenzione alla sostenibilità della Lead Time: 59,8 milioni di euro di fatturato, 139 dipendenti di cui 3% dirigenti, 18% impiegati, 79% operai. Oltre 595mila i gettiti prodotti. Le materie prime riciclate si attestano sul 68%. Sfiora il 100% la percentuale di rifiuti prodotti riciclabili. Oltre 41mila le tonnellate lorde colate. Dotata di Sistema di gestione qualità, ambiente, energia, salute e sicurezza sul lavoro integrato e certificato, la Lead Time ha emesso -18% di Co2 equivalente per tonnellata netta rispetto alla media del settore della fonderia.

lead-time-1-650x488Nonostante l’azienda sia tra le 1200 italiane classificate come energivore, nel 2023 si è attestata su un -2% di consumi elettrici per tonnellata colata rispetto all’anno precedente e -16% di consumi di sabbia per tonnellata colata rispetto al 2022. Scendono del 5% i consumi di gas per tonnellata colata sempre rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda le risorse umane il 72% di dipendenti sono diretti, il 100% di dipendenti assunti a tempo indeterminato. 326mila gli euro di spesa dedicata al welfare aziendale. 62 milioni 691mila euro di valore generato nel 2023, 60 milioni 543mila euro di valore distribuito nel 2023. Il 98% dei fornitori è italiano. Per l’84% il mercato di riferimento è quello italiano e per il rimanente 16% per diversi Paesi europei.

Lead-Time-«Tutte le attività della Lead Time sono svolte nella consapevolezza della responsabilità morale e sociale che la società ha nei confronti di tutti i suoi stakeholder nella convinzione che il raggiungimento degli obiettivi della società deve accompagnarsi non solo al rispetto degli specifici valori aziendali, ma altresì delle normative vigenti e dei generali doveri di onestà, integrità concorrenza leale, correttezza e buona fede», questo il codice etico dell’azienda che accompagna il primo Report di sostenibilità.

«Non è solo uno strumento per comunicare le nostre performance Esg, ma segna l’inizio di un processo di miglioramento a 360 gradi per noi e la nostra azienda. Attraverso i dati e i numeri abbiamo valutato le nostre attuali performance in termini di sostenibilità, individuando punti di forza, debolezze, opportunità e margini di miglioramento – ha aggiunto Dalla Bona – . Siamo leader nella produzione di ghisa sferoidale, punto di riferimento per tutta la fonderia italiana, ma anche Europea. Possiamo dire che in ogni mezzo agricolo prodotto in Europa e negli Stati Uniti c’è un nostro pezzo». Ed è proprio per questo che la Lead Time ha trovato doveroso, con largo anticipo, esporre l’indirizzo aziendale.

lead-time-5-488x650«Sono fermamente convinto che la nostra crescita – prosegue Dalla Bona – debba andare di pari passo con valori etici, la salvaguardia dell’ambiente, la salute delle nostre persone e la loro valorizzazione. Credo nel ruolo sociale delle imprese e nella centralità della nostra partecipazione al processo di transizione ecologica, e credo che un rapporto proficuo tra l’azienda e il suo territorio sia alla base di questo percorso di cambiamento in cui le imprese assumono un ruolo fondamentale».

Duccio Conforti, direttore generale dell’azienda, ha evidenziato: «Sono 5 anni che sono in Lead Time, che ho scelto proprio per quelle caratteristiche anche ambientali che ho trovato in questa società. Restando in tema di sostenibilità – ha proseguito – è bene sottolineare che noi siamo uno dei punti importanti dell’anello del ricycling. L’approvvigionamento delle materie prime, lo è già oggi, ma lo sarà ancora più in futuro, è una delle criticità del futuro del mondo; saranno sempre di meno.

La nostra mission è quella di sfruttare il riciclo. Un nostro ultimo investimento, in via di completamento, serve per il rigenero della sabbia, con cui produciamo le anime per il processo produttivo. Servirà per riutilizzarla più volte, senza andare nuovamente a comprarla da cave con il conseguente consumo della montagna, e allungare il più possibile la vita e l’utilizzo della stessa».

lead-time-3-650x488 La Lead Time, che ha alle spalle 160 anni di storia produttiva italiana, ha deciso di adottare i seguenti quattro Sustainable Development Goals (Sdgs) sviluppati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

«Siamo impegnati per tutelare il diritto al lavoro e per promuovere un ambiente lavorativo sano e sicuro per tutti i lavoratori, senza distinzioni e discriminazioni di nessun tipo – ha proseguito il presidente Dalla Bona -. Oltre a costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile. Siamo convinti che solo attraverso investimenti in processi e infrastrutture sostenibili si possa creare valore nel lungo periodo per tutte le categorie di stakeholders.

Crediamo che una più efficiente gestione delle risorse sia fondamentale non solo per la riduzione degli sprechi e degli impatti da essi derivanti, ma anche per una valorizzazione economica di questi, attraverso il loro reimpiego in altri processi produttivi, secondo i principi dell’economia circolare. Siamo impegnati a promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico; a ridurre le nostre emissioni di Co2 equivalente, attraverso un attento monitoraggio e una ricerca costante volta ad innovare e rendere i nostri processi meno impattanti. Nel corso degli anni, l’azienda si è dotata delle migliori certificazioni, sia ambientali, che energetiche, che sulla sicurezza».

Dal Report, alla cui presentazione ha partecipato anche il consigliere delegato  dell’azienda Alberto Pazzaglia, emerge che l’attività aziendale rappresenta un chiaro modello di economia circolare. Tale circolarità si manifesta in diversi modi e in diverse fasi del processo produttivo. Parte dalle materie prime, attraversa la produzione ed arriva al prodotto finito. Inoltre, anche i rifiuti possono essere quasi totalmente riciclati da imprese esterne e trovare nuova vita in prodotti secondari.

Nel corso degli anni, l’azienda ha sviluppato un Sistema di Gestione per la Qualità, l’Ambiente e la Salute e Sicurezza sul Lavoro a supporto delle attività operative che assicura il raggiungimento di elevati standard di qualità dei prodotti e servizi ed il rispetto del quadro legislativo e normativo in materia ambientale e di salute e sicurezza sul lavoro, promuovendo il continuo miglioramento delle prestazioni.

Fondata nel 1932 come Fonderia Farabolini in un contesto di grandi tradizioni metallurgiche. Nel novembre 1979 ha cambiato la propria struttura societaria diventando Fonderia Farabolini spa e si è trasferita nella attuale sede di Caldarola. Nel febbraio 2000 la Fonderia Farabolini spa ha cambiato il nome della società in Lead Time spa. Nel 2003, Lead Time SpA è stata acquisita da Fonderie Guido Glisenti spa e dal geometra Enzo Speziani. La produzione di ghisa grigia finiva così come il reparto di stampaggio a mano. Nel 2018 Fonderie Guido Glisenti spa ha acquisito il pieno controllo della società.


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