Unimc, accordo di collaborazione
con la Normal University di Pechino
ATENEO - Diversi gli appuntamenti per rafforzare le relazioni con le istituzioni cinesi del rettore John Mc Court e del direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin, che hanno incontrato anche laureati e iscritti all'università in Cina per lavoro o studio

Il vicepresidente Zhou Zuoyu e il rettore John Mc Court
Sottoscritto un nuovo accordo quadro per rafforzare le collaborazioni in campo scientifico e didattico, la mobilità di studenti e docenti tra l’università di Macerata e la Normal University di Pechino, uno dei migliori atenei pubblici della Cina e di tutta l’Asia, secondo la classifica QS World University, partner dell’ateneo dal 2011 per l’Istituto Confucio. A firmarlo sono stati il rettore John Mc Court e il vicepresidente Zhou Zuoyu.

Nei giorni scorsi in Cina per rafforzare le relazioni internazionali, il rettore insieme al direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin è stato ricevuto anche all’Istituto di Cultura Italiana dalla prima consigliera, Ginevra Oliva, dai funzionari dell’ufficio cultura, Mario Izzi, e Martina Pederzoli. Mc Court ha illustrato la strategia dell’Ateneo per l’internazionalizzazione e i vari accordi già esistenti e in divenire con diverse università cinesi. È stato approfondito il tema dell’insegnamento dell’italiano in Cina, con l’idea di creare uno spazio per i docenti dell’ateneo maceratese in questo contesto e la volontà di valorizzare ulteriormente il legame tra Macerata e Padre Matteo Ricci, conosciuto in Cina come Li Madou.

Si è tenuto in un clima di grande cordialità e rispetto, quindi, l’incontro fra la delegazione Unimc e quella del Normal University di Pechino, una delle più prestigiose della Cina. A dare il benvenuto sono stati il vicepresidente Zhou Zuoyo, il preside della scuola di Filosofia Wu Xiangdong, il direttore dell’Ufficio Internazionalizzazione Wu Yujun e diversi docenti dai dipartimenti di giurisprudenza, scienze della formazione, studi umanistici, e sociologia. Si è parlato di vari ambiti di comune interesse, come gli aspetti etici e legali dell’intelligenza artificiale, la centralità dello studente nell’azione degli atenei, le possibilità di incrementare gli scambi sia di docenti sia di studenti, l’auspicio di poter istituire un doppio titolo. È stato confermato l’arrivo in Italia a fine giugno di 21 studenti della Normal per la Summer School “Wester culture and civilization” che si tiene ogni anno a Macerata.

Mc Court e Trentin, che hanno anche tenuto due conferenze, hanno incontrato alcuni laureati e studenti UniMc attualmente in Cina: Federica Viggiani, vicesegretario generale della Camera di Commercio Italiana in Cina, William Torselletti, addetto all’Ufficio Consolare a Pechino, Veronica Di Silvestre laureata, dottoranda alla Normal University, Alessandra Artone, insegnante di lingua italiana sempre alla Normal, Raffaele De Giorgio, in mobilità con una borsa di studio dell’Istituto Confucio.

Unimc, il rettore Mc Court visita la tomba di padre Matteo Ricci
Questi incontri non sono solo “culturali”, ma pure “diplomatici”, nel senso che rafforzano un'”amicizia” che dura da secoli, grazie a Li Madou, il nostro santo ed intelligente gesuita Padre Matteo Ricci. E’questo un modo per lavorare per la Pace, cominciando dalle menti e dal cuore, per terminare ad altri interessi materiali.
E’ impossibile allora che la nostra UNIMC non cerchi di preparare la Pace (che avverrà) con una Università di San Pietroburgo, una città con i palazzi sul Lungo Neva fatti costruire da architetti italiani. C’è sempre stata amicizia tra Italiani e Russi da almeno cinquecento annui. E poi invitare docenti e universitari ucraini per preparare un incontro tra le università delle due parti… Direte che è utopia. La stessa Pace è utopia. Comunque, la pace arriverà dopo ancora tanti morti e distruzioni, con il coinvolgimento di popolazioni che amano la pace, ma che sono state costrette alla guerra per gli psicotici che hanno preso un potere, là, in Europa e pure in Italia. A Campo Imperatore sarebbe potuto finire tutto, se… E, invece, è continuato.