La Turandot di Puccini
attraverso le scenografie di Chini
MACERATA - Del connubio artistico si parlerà nell’incontro organizzato dagli Amici dello Sferisterio in programma giovedì 11 aprile alle 18 nella Gran Sala Cesanelli

Claudia Menichini
Centenario Pucciniano con gli Amici dello Sferisterio: Turandot attraverso le scenografie di Galileo Chini. Conferenza con Claudia Menichini
Galileo Chini è stato artista eclettico, illustratore, scenografo e grande decoratore a cui si deve l’introduzione dell’Art Nouveau nella tradizione italiana. Sue le scene della prima Turandot di Puccini.
L’Oriente ha sempre affascinato gli artisti e anche Galileo Chini e Giacomo Puccini sono stati tra coloro che ne hanno tratto grande ispirazione.
Del connubio artistico tra Puccini e Chini si parlerà nell’incontro organizzato dagli Amici dello Sferisterio in programma giovedì 11 aprile alle 18 nella Gran Sala Cesanelli allo Sferisterio con Claudia Menichini dell’Archivio Chini di Lucca, critica d’arte che parlerà Turandot mettendo in luce il rapporto di amicizia e collaborazione tra Giacomo Puccini e Galileo Chini con il quale si creò un sodalizio fondamentale che caratterizzò in parte l’attività pucciniana.
Fu al ritorno di Chini dal Siam nel 1913, dove era stato chiamato per decorare un nuovo grandioso palazzo del trono, che i rapporti tra i due si intensificano. Nel 1918 Puccini lo chiamò per la prima assoluta del Gianni Schicchi al Metropolitan Opera di New York.
Il compositore, affascinato dall’influenza dell’arte orientale portata dall’artista gli affidò il compito di creare le scenografie della prima assoluta di Turandot, che andò in scena due anni dopo la morte di Puccini alla Scala di Milano con la direzione di Arturo Toscanini.
Queste scene, di grande suggestione, sono state fortemente influenzate dai ricordi del lungo soggiorno in Siam e Chini con il suo genio artistico ha dato vita visivamente alla Cina fantastica di Turandot immaginata dal compositore.
Durante la conferenza, Claudia Menichini attraverso le immagini e disegni conservati all’Archivio Chini esplorerà il rapporto tra i due artisti, analizzando come le loro visioni creative si siano fuse per creare un’opera di straordinaria bellezza e profondità emotiva. Attraverso il racconto dei disegni di Chini e delle influenze artistiche reciproche, Menichini offrirà al pubblico una nuova comprensione del processo creativo dietro Turandot e dell’importanza del contributo dello scenografo.
L’evento ad ingresso libero è un’opportunità per esplorare il legame tra due importanti personalità artistiche e scoprire come le loro visioni abbiano dato vita a uno dei capolavori più amati dell’opera.
