In fuga dai loro Paesi,
opportunità di lavoro nei cantieri
MACERATA - Firmato il protocollo che coinvolge Prefettura, Regione, sindacati, centri per l'impiego, Ance, Cpt. E' destinato a richiedenti e titolari di protezione internazionale, minori stranieri non accompagnati. Si tratta di percorsi di formazione in edilizia. Il prefetto: «L’obiettivo era reperire manodopera in un settore dove da tempo si segnala una carenza, alla luce dei molti cantieri aperti per la ricostruzione. Abbiamo studiato il modo di come raggiungerlo impiegando quegli stranieri presenti sul nostro territorio per inserirli in un contesto lavorativo e retributivo stabile»

La firma del protocollo
di Mauro Giustozzi (foto di Fabio Falcioni)
Favorire l’inserimento socio-lavorativo di richiedenti e titolari di protezione internazionale e altri cittadini stranieri in condizione di vulnerabilità, quali titolari di protezione temporanea, minori stranieri non accompagnati o ex minori stranieri non accompagnati, tramite la promozione di percorsi formativi e opportunità di lavoro nel settore dell’edilizia che reclama una cronica mancanza di manodopera in particolare nella ricostruzioneIn fu.

Il prefetto Isabella Fusiello
Queste le finalità del protocollo d’intesa sottoscritto oggi dal prefetto di Macerata Isabella Fusiello e sottoscritto da Regione, Centro per l’impiego di Macerata (rappresentata da Teresa Lambertucci), Ance di Macerata (col presidente Enrico Crucianelli), Feneal Uil Marche (con Filomena Palumbo), Filca – Cisl Macerata (con Giuseppe Quinzi), Fillea – Cgil Macerata (con Matteo Ferretti) e il Cpt, Comitato paritetico territoriale per la sicurezza e la formazione in edilizia di Macerata ( rappresentato da Luca Pettenuti).
Un protocollo che riprende delle normative nazionali già in essere e quindi che potrà essere immediatamente applicato sul territorio. Consentirà di formare ai mestieri dell’edilizia gli stranieri che poi resteranno nel nostro Paese o se torneranno nel loro avranno tra le mani un mestiere di cui vivere.

Luca Pettenuti ed Enrico Crucianelli
«L’obiettivo di tutti i firmatari di questa intesa è quello di reperire manodopera in un settore come quello edilizio dove da tempo si segnala una carenza, anche alla luce dei molti cantieri aperti per la ricostruzione – ha detto il prefetto Isabella Fusiello -. Abbiamo studiato il modo di come raggiungere questo obiettivo impiegando quegli stranieri presenti sul nostro territorio per inserirli in un contesto lavorativo e retributivo che sia stabile. Contenuti che sono già dentro la convenzione sui lavoratori migranti e sono contenuti anche nelle direttive europee.
Normative che sono riportate in questo protocollo: peraltro anche la Caritas e la Curia maceratese che seguono i richiedenti asilo hanno sollecitato questa iniziativa che da un lato aiuta le imprese edili e dall’altro dà dignità agli stranieri che sono in attesa, anche per anni, di vedere concluso il loro percorso di asilo politico. È un modo anche per togliere dalle strade persone che in assenza di un reddito potrebbero finire nelle attività illegali».
Attualmente nella provincia di Macerata sono 500 i richiedenti protezione internazionale fuggiti dai loro Paesi, il 95% dei quali uomini. Altri 90 soggetti, la maggioranza donne, provengono invece dall’Ucraina a seguito della guerra in atto.
«Il bisogno di manodopera in edilizia esiste da anni – ha detto Enrico Crucianelli di Ance – acuito dalla partenza dei cantieri legati alla ricostruzione o ai vari bonus. Sono migliaia le richieste che arrivano anche dai nostri territori per manodopera da utilizzare nei cantieri che non si trova facilmente. Il Cpt è stato un precursore nel maceratese di quanto verrà fatto con questo protocollo». A questi corsi di formazione potranno partecipare in particolare stranieri che hanno già una certa padronanza con la lingua italiana. «Il nostro è un ruolo operativo, in questi anni abbiamo già fatto due esperienze formative per richiedenti asilo – ha sottolineato Luca Pettenuti del Cpt- e il protocollo va a colmare piccoli ostacoli che devono essere superati dai vari soggetti interessati. Saranno corsi teorici e pratici, in particolare sulla sicurezza poi la pratica di cantiere del manovale. I corsi di solito hanno una durata di due mesi e mezzo, cercheremo di accorciare i tempi». Da parte loro i sindacati hanno espresso una grande soddisfazione per la validità di questo strumento che colma una lacuna e offre possibilità di inserimento socio-lavorativo agli stranieri richiedenti e titolari di protezione internazionale.

Filomena Palumbo, Matteo Ferretti e Giuseppe Quinzi
«E’ un punto di partenza per raggiungere l’obiettivo di favorire l’inserimento di nuova manodopera in edilizia – ha ribadito Filomena Palumbo della Feneal -. Si tratta di un impegno sociale che mettono tutte le parti che sottoscrivono il protocollo per garantire integrazione e una dignità a chi arriva qui. Dare dignità e lavoro, un reddito a chi entra in Italia significa garantire anche sicurezza alla popolazione». Dal canto suo Matteo Ferretti della Fillea ha ribadito come «c’è necessità di manodopera in particolare nei cantieri della ricostruzione, dall’altro integrare chi è qui, formarli consegnandogli un lavoro che potranno esercitare restando in Italia o trasferendosi in altri Paesi». Giuseppe Quinzi della Filca ha sottolineato come «ha un valore etico-sociale questo percorso, stranieri che non vengono lasciati soli, che offre la possibilità di ricostruirsi una vita». Teresa Lambertucci ha concluso affermando come «la partecipazione della Regione attraverso i centri per l’impiego si sostanzia nell’integrazione socio lavorativa di lavoratori inseriti in percorsi di protezione internazionale che possono essere formati per andare a lavorare nel settore edile dove c’è necessità di personale formato da utilizzare nei cantieri».

Teresa Lambertucci
