Il comitato “No al sottopasso”:
«Meglio interrare la ferrovia.
Cifre irrisorie per gli espropri»

CIVITANOVA - Piergiovanni Castellucci torna a proporre alternative al progetto per via Carducci. «Produrrà solo danni. La nostra proposta ridurrebbe il traffico»

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Il passaggio a livello di via Carducci (foto Federico De Marco)

di Laura Boccanera

Sottopasso di via Carducci, a Civitanova, il comitato per il no non si arrende. A pochi mesi dall’avvio dell’appalto ai lavori da parte della Quadrilatero per la realizzazione del sottopasso e della rotatoria alla fine della superstrada, così come annunciato anche dal sindaco Fabrizio Ciarapica alla fine di ottobre, il comitato per il “no al sottopasso” guidato da Piergiovanni Castellucci torna ad alzare la voce e proporre alternative.

Ad aver fatto muovere le acque sono gli avvisi di esproprio arrivati ai primi proprietari di beni immobili che ricadono nell’area che sarà interessata dai lavori: «Sono cifre irrisorie – tuona Castellucci – i primi avvisi che ho visionato di un condominio confinante di cinque proprietari di cui due negozi fronte strada con il piazzale tutto espropriato avevano come cifra 1.500 euro a testa. Senza considerare il deprezzamento degli immobili come avvenuto per la zona Cecchetti e corso Vittorio Emanuele. Ma la realizzazione del sottopasso sarà devastante, e non solo per i residenti, ma per la città tutta. Sia durante i lavori con tempi indefiniti – dice – ma anche perché creerà un pericolo in casi di alluvioni di blocco della città, restando immutato l’eccessivo traffico veicolare e l’inquinamento dell’aria. Il comitato è stato denigrato come se il nostro no fosse pronunciato solo in quanto interesse di pochi ma non è così. E’ anche una questione legata all’ambiente, qui i valori di Pm 10 sono sicuramente alti, ma non abbiamo i dati in quanto l’Arpam non ha mai installato una centralina in questa zona».

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Piergiovanni Castellucci

Secondo Castellucci infatti la soluzione sarebbe non tanto nella realizzazione di un sottopasso per le auto (come ci sono già nel resto della città), ma un interramento della ferrovia in quel tratto. Il presidente del comitato per il no sottolinea inoltre come il blocco della circolazione quando le sbarre sono abbassate dipende soprattutto dai tempi lunghi di riapertura delle sbarre. «Interrare la ferrovia ha solo vantaggi, oltretutto si creerebbe la possibilità di collegamento, ora precluso fra il quartiere Risorgimento e San Marone e di conseguenza la diminuzione del traffico su via Carducci, ora un collo d’imbuto che rimarrà tale col sottopasso. La Regione Abruzzo si è battuta per fare l’opera di interramento a San Giovanni Teatino e ci è riuscita, perché non è possibile farlo a Civitanova? Con l’interramento della ferrovia si avrebbe la separazione ed autonoma circolazione del treno dai veicoli sulla statale».

 

 

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