Tutto pronto per “Presente liberale”
«Un inedito laboratorio di idee»
MACERATA - Seconda edizione del festival promosso dall'amministrazione comunale, che sarà diviso in due parti: la mostra “Suspectos damnare. I libri proibiti da Gutenberg all’Età dei lumi” alla biblioteca Mozzi Borgetti e l'incontro di martedì 23 con Francesco Borgonovo, Giovanni Sallusti e Camillo Langone, la cui presenza aveva scatenato nei mesi scorsi le ire del Pd

Il sindaco Parcaroli e l’assessore Sacchi
Torna a Macerata “Presente liberale”, il festival nazionale del libero pensiero promosso dall’amministrazione comunale e dall’assessorato al turismo ed eventi con la consulenza scientifica della casa editrice Liberilibri, dedicato quest’anno al tema della censura.
Dopo il consenso di pubblico registrato dall’evento inaugurale che ha visto protagonista Nicola Porro nel dicembre 2022, quest’anno sono in programma due diversi appuntamenti a Macerata. Il primo è la mostra intitolata “Suspectos damnare. I libri proibiti da Gutenberg all’Età dei lumi”, che verrà inaugurata alla biblioteca Mozzi Borgetti venerdì alle 17. L’esposizione permetterà al pubblico di ripercorrere la storia della censura in età moderna, quando nasce, si sviluppa ed entra in crisi un sistema di controllo sulla produzione, circolazione e uso del libro. Un excursus affascinante attraverso quei volumi rari e preziosi custoditi nella stessa Biblioteca e insospettabilmente caduti sotto la mannaia della censura nel corso dei secoli, con uno spazio riservato all’attualità e alle pubblicazioni di Liberilibri, che da sempre ha fatto della lotta alla censura una delle sue più grandi battaglie. La mostra è divisa in sei sezioni: “Gli strumenti del controllo”, con i vari indici pubblicati nel tempo; “Gli autori proibiti”, come Lutero, Zwinger, Mizaud, il geografo Münster, i calvinisti, gli astrologi e molti altri; “Letture proibite”, dedicata alla letteratura, dalle revisioni di Boccaccio e Petrarca, Della Casa, Ariosto, Tasso e la proibizione di Machiavelli; “La scienza proibita”, con il “De humani corporis fabrica” e le bellissime tavole anatomiche del Vasalio del 1542 (la biblioteca possiede uno dei pochissimi esemplari integri al mondo), Copernico, Galileo; “Assolutismo e censura” dedicata al sorgere, nel XVII secolo, della censura di Stato accanto a quella ecclesiastica, con le opere degli illuministi, da Helvétius, Montesquieu, a Voltaire, Spinoza, Rousseau; un’intera sezione infine è dedicata all’Encyclopédie, o Dizionario ragionato delle scienze, arti e mestieri, la più significativa opera per l’Illuminismo europeo di cui si conserva in biblioteca la bellissima edizione di Livorno del 1723. L’allestimento, curato da Laura Mocchegiani e organizzato in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, resterà aperto fino al 31 marzo.

Un momento dell’incontro con Nicola Porro nell’edizione dello scorso anno
Il secondo appuntamento è l’incontro sul tema “Siamo tutti censurati. Dall’inquisizione social dell’algoritmo ai nuovi profeti della cancel culture”, che avrà luogo martedì 23 gennaio al Teatro della Filarmonica alle 21. Ospiti d’eccezione saranno tre giornalisti di caratura nazionale, che si confronteranno sul palco insieme al direttore editoriale della casa editrice Liberilibri Michele Silenzi: Francesco Borgonovo, vicedirettore del quotidiano La Verità; Camillo Langone, scrittore e curatore d’arte, giornalista de Il Foglio e il Giornale, curatore di una mostra in corso al Vittoriale dal titolo “I censurati. Nudo e censura nell’arte italiana d’oggi” (catalogo Liberilibri) e la cui presenza aveva fatto discutere nei mesi scorsi; Giovanni Sallusti, giornalista di Libero e saggista, autore del libro “Mi mancano i vecchi comunisti. Confessione inaudita di un libertario”, con prefazione di Giuliano Ferrara, in uscita in questi giorni per i tipi della Liberilibri. Il dibattito verterà su diversi aspetti della censura contemporanea, tanto subdola quanto pericolosa, da cui tutti veniamo inconsapevolmente colpiti ogni giorno: una censura linguistica, con l’imposizione di una terminologia politicamente corretta che toglie spazio alla libera espressione dell’individuo; una censura editoriale, che si traduce nella messa al bando preventiva di autori scomodi e non allineati al pensiero unico dominante; una censura artistica, che impedisce di fatto a chi raffigura oggi la nudità di far conoscere le proprie opere sui social, equiparandole alla pornografia.
Esprime soddisfazione il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. «Un appuntamento che rappresenta una novità nel panorama nazionale e fornisce un inedito punto di vista sul contemporaneo e, quest’anno, sul tema della censura. Grazie alla preziosa collaborazione della casa editrice Liberilibri, che rappresenta un laboratorio di idee in grado di sviluppare discussioni e confronti su tematiche di grande attualità, con il doppio appuntamento di quest’anno proporremo momenti di conoscenza, apertura e approfondimento».
L’assessore Riccardo Sacchi, promotore della manifestazione, dichiara: «Il lavoro intrapreso nel 2022 con “Presente liberale” prosegue con grande convinzione e cresce di anno in anno. Per questa seconda edizione abbiamo in programma due appuntamenti di altissima qualità e strettamente collegati fra loro, ideati per analizzare un tema di scottante attualità come la censura, che verrà approfondito sotto diverse angolazioni: vogliamo offrire alla cittadinanza un’occasione inedita di riflessione su tematiche che interessano la vita di tutti noi».
«Questo evento – afferma Michele Silenzi – ha il pregio di distinguersi da molte altre proposte culturali in circolazione, per le questioni affrontate e per la peculiarità degli ospiti. Quest’anno in particolare abbiamo deciso di puntare sulla censura, un tema molto caro alla Liberilibri ma di cui si parla troppo poco».
Torna “Presente liberale”, incontro sulla censura e mostra sui Libri Proibiti
Ma cambiate nome al festival: Proporrei dopo aver letto i nomi dei giornalisti: Il trionfo della puttanata in piena libertà. Però Porro potevate richiamarlo, così imparziale, liberale, aperto a tutta l’informazione, soprattutto quella con cui si nutre o meglio che lo paga.
Ma cambiate nome al festival. Proporrei dopo aver letto i nomi dei giornalisti: Il trionfo della messa in prono in…. piena libertà. Ho letto nei commenti in altro articolo sempre di CM che la libertà di stampa in Italia è discutibile. Sì, certo se non scrivi quello che che il proprietario del giornale e che ti paga e ti mantiene si aspetta. Ma fortunatamente per i proprietari questo rischi specie su giornali che richiamano non so quale verità sulla testata con la V poi maiuscola e non timidamente ridotta ai minimi termini. Chiaramente giornali che hanno una loro linea e che amano pubblicare articoli che rasentano la verità e non il puro propagandare le fantasticherie del governo che da inutile e dannoso ha sempre il suo avvocato d’ufficio che gli fa prendere sempre il massimo della pena. Certo finché chi legge non si fa fregare da pennivendoli che spesso quando insistono diventano pure penosi. Un libro scritto da Sallusti con prefazione di Ferrara, neanche prenderebbe fuoco, le fiamme se ne terrebbero lontane per non rischiare di imbrattarsi. Però Porro potevate richiamarlo, così imparziale, liberale, aperto a tutta l’informazione, soprattutto quella con cui si nutre o meglio che lo paga.