Trovato morto a distanza di mesi,
il ricordo: «Renato era un tuttologo.
Empatico e amico di tutti»
CIVITANOVA - Il corpo di Renato Monteverde, 76 anni, è stato trovato venerdì nella casa di piazza Garibaldi. Domani verrà svolta l'autopsia. La lettera dell'amico di sempre «Vorrei che tutti ti ricordassimo per il sole che ci hai donato. Conoscevi mezzo mondo, le persone migliori, e i ristoranti, i posti, gli svaghi migliori, la cultura migliori»

Il ritrovamento del corpo
di Laura Boccanera
Morto in casa da diversi mesi, domani l’autopsia di Renato Monteverde. Il corpo del 76enne civitanovese, ormai mummificato, è stato trovato venerdì scorso nell’abitazione di piazza Garibaldi a Civitanova Alta. Il decesso potrebbe risalire ad almeno 5 mesi prima e proprio questo dovrà chiarire l’autopsia disposta per domani pomeriggio dalla procura di Macerarta. Quello che è accaduto a Monteverde ha lasciato tanta tristezza in città. La vita che ha vissuto Monteverde è stata un’avventura e questo può aver fatto pensare che fosse in viaggio. E invece è morto in quella abitazione nel cuore di Civitanova Alta, di sua proprietà, ma inagibile. Un rifugio spartano (non c’erano neanche i riscaldamenti), dove però spesso Renato tornava per il legame con la sua città pur avendo fissato il domicilio nell’abitazione della sorella a Castel di Lama. Il corpo si trova attualmente nell’obitorio di Civitanova in attesa dell’autopsia. L’ipotesi è che si tratti di una morte naturale, sul corpo non sono stati trovati segni di violenza. Era una persona conosciuta, dal carattere eccentrico, estroso, artistico. Uno spirito libero e indomito.

Renato Monteverde
E a ricordarlo è anche un altro suo caro amico, Paolo P., medico di Civitanova che scrive in una lettera: «Con te caro Renato se ne va via un pezzo della mia gioventù e della mia intera vita, di quella di molti tuoi amici e del tuo largo entourage. Eri l’amico di tanti, l’amico di tutti. Espansivo, empatico, comunicativo, socializzatore, intelligente. Non avevi di certo difficoltà a legare col prossimo e per questo, saranno tante le persone che ti ricorderanno con affetto. Negli ultimi tempi eri un po’ più vagabondo ed esploratore, ma per decenni legato alla tua Civitanova e alla sua comunità. Caro Renato, ricordi quando, da studente appassionato ed esperto di fotografia, condividevo con te tante informazioni e insegnamenti preziosi? Avevi qualità che sfioravano la genialità. Eri davvero un tuttologo. Sapevi tante cose di tanti argomenti che arricchivi in maniera approfondita e competente con la tua immensa cultura. Ricordi quando mi hai aiutato a ristrutturare casa come quasi un architetto? E poi quanto straordinario vino rosso mi insegnasti a produrre. Eri un maestro vinaio. Sei stato un conoscitore di tante tradizioni popolari e nobiliari del territorio delle Marche. Avevi una grande cultura che proveniva dalla tua sete di conoscenza e curiosità della vita. Non dimenticherò neanche come ti sei comportato con tua madre e tuo padre, da figlio amoroso sempre accuditi con grande impegno ed energia, fino all’ultimo dei loro giorni. Fosti tu ad insegnarmi l’affetto per i propri cari, per i genitori e gli zii. Tu venivi ad animare pranzi e cene assieme ai tanti altri amici carissimi che diventarono anche i tuoi. Da esperto in alimentazione, cucinavi in maniera divina, cose semplici ma estremamente appetitose. E quando sono nati i miei figli, ti affezionasti tremendamente a loro, specialmente al più grande, Michele, col quale hai condiviso numerosi momenti. E i nostri viaggi, le gite. Ricordo una vacanza in Puglia in preda ad un caldo meraviglioso ma terribile, le gite nei Sibillini in cerca dei paesaggi stupendi da fotografare. Assecondando la mia passione per il fuoristrada, con una campagnola d’anteguerra presa dall’amico comune Emilio, le nostre scampagnate con don Vincenzo in cerca d’arte, archeologia e reperti storici. Conoscevi tutto e tutti, conoscevi mezzo mondo, conoscevi le persone migliori, i ristoranti migliori, i posti migliori, gli svaghi migliori, la cultura migliore. In questo modo Renato Monteverde hai sicuramente sconfitto la morte, lasciando un’impronta indelebile in tantissime persone ed in me. Posso senz’altro dire e vantarmi d’essere stato uno dei tuoi migliori amici. Ti dico arrivederci amico mio, a presto. Vorrei che tutti noi ti ricordassimo per tutto il sole che ci hai donato, per il tuo indimenticabile insegnamento di vita vera».