Abusi su ragazza di 14 anni, assolti i genitori.
«Ora ridate i figli alla madre»

MACERATA - L'uomo era accusato di violenza sessuale, la donna di favoreggiamento. Oggi la sentenza dal gup. Tutto era partito da una telefonata della ragazza al 112. In un caso l'imputato l'avrebbe minacciata di tagliarle la testa. Atti in procura per valutare se ci siano stati i maltrattamenti da parte del padre

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Gli avvocati Mirela Mulaj e Raffaele Delle Fave

di Gianluca Ginella 

Accusato di abusi sessuali sulla figlia 14enne: assolto. Prosciolta anche la moglie. L’udienza si è svolta oggi davanti al gup del tribunale di Macerata, il giudice, Daniela Bellesi, ha poi trasmesso gli atti alla procura per valutare se vi sia stato un reato di maltrattamenti da parte dell’uomo.
Il processo si è chiuso oggi. In un primo momento l’uomo avrebbe dovuto patteggiare a 4 anni e la moglie ad un anno (per favoreggiamento). Poi nel corso dell’udienza la situazione è mutata e si è arrivati ad una richiesta di condanna a 5 anni per l’imputato, un 45enne di origine africana, e alla fine lui è stato assolto e per la moglie il gup ha disposto il non doversi procedere.
La vicenda era partita da una chiamata della ragazza al 112, in cui la giovane piangeva ma non aveva detto il motivo. La polizia era risalita alla ragazza, 14enne, che poi aveva raccontato di presunti abusi sessuali subiti dal padre. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe, in diverse occasioni, costretto la ragazza a subire atti sessuali. Un episodio sarebbe avvenuto mentre si trovavano in auto. In quell’occasione il 45enne avrebbe minacciato la figlia di tagliarle la testa e che avrebbe scavato una buca e l’avrebbe messa dentro. Poi l’avrebbe schiaffeggiata, tentando di palpeggiarla. Questo nell’estate 2021. A ottobre e novembre, sempre del 2021, sarebbero avvenuti altri due episodi di abusi sulla ragazza (l’accusa parla sempre di palpeggiamenti).
Alla madre della ragazza veniva contestato di non aver impedito questi episodi informando le forze dell’ordine. Il reato, per la donna, è stato modificato oggi da concorso in violenza sessuale a favoreggiamento. La donna è difesa dall’avvocato Raffaele Delle Fave. L’imputato è difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Mirela Mulaj. Parte civile si era costituita la tutrice della minore, l’avvocato Claudia Romagnoli, assistita dal legale Paolo Carnevali oggi sostituito dall’avvocato Lucrezia Massaccesi. Dopo la sentenza l’avvocato Delle Fave ha commentato: «Il fatto più grave è stato che hanno portato via i figli per tre anni alla mia assistita. Per questo motivo chiederemo provvedimenti d’urgenza affinché tornino con la madre».
«Sono sorpreso per questa sentenza – dice l’avvocato Carnevali – e solleciterò appello alla procura, sussistendo ad avviso della difesa tutti i presupposti per ben altro esito».



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