Dalla vita alla malattia e ritorno,
la parabola di speranza di Giuseppe Paolucci
«La buona sanità esiste»

LA STORIA - Una diagnosi di leucemia mieloide acuta e tre settimane di ricovero in ospedale per il 75enne di Potenza Picena: «Grazie agli eroi silenziosi che lavorano con professionalità. Che la mia esperienza sia da incoraggiamento per chi sta vivendo una situazione simile alla mia»

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giuseppe_paolucciDa una vita piena alla diagnosi di leucemia mieloide acuta, il buio e di nuovo i colori grazie agli “eroi silenziosi” del reparto di ematologia dell’ospedale di Civitanova. E’ la parabola di Giuseppe Paolucci, 75 anni, di Potenza Picena che in questi giorni di vigilia delle festività ricorda la presenza nelle piazze fino a domani dei volontari Ail e vuole ringraziare i medici, le Oss e tutti coloro che nei mesi di scoperta della malattia hanno saputo affrontare con professionalità e umanità il percorso di cura.
«La buona sanità esiste ancora – dice Paolucci – in particolare medici, infermieri e personale di supporto che hanno dimostrato di essere degli “eroi silenziosi” durante il mio periodo di ricovero, dal 18 luglio al 29 agosto».
Il dramma personale di Paolucci inizia il 31 maggio quando scopre una leucemia mieloide acuta. «La malattia – continua Paolucci –  che mai avrei pensato di incontrare nel corso della mia vita, mi ha gettato il mondo addosso. Dalla persona attiva che ero mi sono ritrovato infermo su un letto d’ospedale per tre lunghe settimane per una serie di complicanze sopravvenute a seguito del primo ciclo di farmaci chemioterapici. Voglio ringraziare per come è stata affrontata inizialmente la malattia, in primis il mio medico di base Fabio Fabbri, tutto il reparto di Ematologia diretto dal dottor Francesco Alesiani, che ritengo di assoluta eccellenza in fatto di competenza e di umanità. Inoltre, ci tengo a ringraziare il reparto del Trasfusionale, diretto dalla dottoressa Isabella Cantori. E poi i medici Elisa Honorati, Silvia Gentili e Angela Tassetti, le quali con determinazione e dolcezza mi hanno dato una grande spinta per intraprendere questa lunga e dolorosa battaglia, curandomi e sostenendomi nel periodo più complicato e grazie, altresì, alla coordinatrice Emiliana Luciani sempre disponibile ad ogni mia richiesta. Grande sostegno morale mi è stato fornito ugualmente da tutto il personale infermieristico e dagli Oss, persone che definisco veri e propri angeli, sempre presenti per ogni esigenza e pronti ad esprimere parole di conforto. Rivolgo poi un particolare ringraziamento alle dottoresse Caterina Bocci e Milena Mirabile insieme alle infermiere Loredana De Santis, Catia Ferranti, Maria Grazia Macellari e Ilenia Sarullo, e alle infermiere del servizio Adi Antonella Salvio e Carmelina Messere del poliambulatorio di Potenza Picena, che mi stanno seguendo passo passo nel mio attuale trattamento della malattia».

ospedale-civitanova

L’ospedale di Civitanova

I ringraziamenti si estendono anche al dipartimento malattie oncologiche ed ematologiche del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, in particolare alla dottoressa Cristina Papayannidis e Giovanni Martinelli e all’Ail della sezione di Ancona-Macerata. «Per anni sono stato donatore Avis – conclude Paolucci – da sempre consapevole dell’importanza di questo gesto ed ora ancor di più, perché sono un testimone vivente del fatto che la donazione di sangue è importante e fondamentale. È come donare la vita e non è così scontato. Un domani potrebbe toccarti da vicino, proprio come è accaduto a me. In quel periodo avevo paura di guardarmi dentro, fuori era buio, era tutto spento, ma avevo con me la speranza che prima o poi avrei ritrovato i colori. Infine, non per ultimo, voglio esprimere gratitudine a tutte quelle persone che sono state vicine ai miei familiari, con gesti e parole di incoraggiamento, perché anche nei momenti più difficili la speranza di vivere non è mai mancata. Mi auguro che questa mia esperienza e questi miei ringraziamenti siano utili per coloro che si trovano ad affrontare una malattia come la mia».



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