Ascensore Sferisterio, la giunta delibera:
«Non si alteri l’assetto visivo interno».
Marchiori: «Giusto valutare ipotesi»

MACERATA - L'assessore ai Lavori pubblici difende la linea che aveva portato a prendere in esame l'ipotesi di utilizzare i due palchi centrali per realizzare l'opera con i fondi del Ministero della Cultura

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L’assessore Andrea Marchiori

di Luca Patrassi

Sferisterio penultimo atto, nel senso che la fine della storia dell’ascensore per rendere accessibili i palchi (e la sala Cesanelli) non si vede. C’è un finanziamento di 450mila euro del Ministero della Cultura per realizzare una serie di interventi, 160mila dei quali sono ipotizzati per l’ascensore. A confermare le notizie di ieri (leggi l’articolo) arriva oggi la delibera appena assunta dall’amministrazione comunale: dopo sette pagine di rimandi a normative europee, italiane, regionali, decreti vari, delibere, si arriva alla delibera che contiene poche righe ma chiarissime sul tema ascensore: «dare indicazioni agli uffici tecnici competenti perchè l’impianto non venga realizzato mediante foratura dei palchi e soluzioni che alterino l’assetto visivo all’interno dell’arena». Come dire che, dopo un anno di tentativi di alcuni assessori di far passare l’idea dell’ascensore sui palchi centrali, l’amministrazione a guida Parcaroli ha ritenuto utile mettere nero su bianco che di quel progetto non se ne parla. Con buona pace delle pareti di cartongesso all’interno del monumento.

A farsi sentire è l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori che ha pubblicato un post sul suo profilo social:« Mi corre l’obbligo di fare una precisazione rispetto a notizie che, in questi giorni, si sono susseguite sull’ascensore allo Sferisterio. La Giunta, all’unanimità, sostiene l’opportunità di dotarsi di un Piano per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali allo Sferisterio, nel teatro simbolo della città, unico per bellezza e stile architettonico. Il Peba (piano di eliminazione delle barriere architettoniche, ndr), tra le tante disposizioni, prevede anche la necessità di dotarsi di un ascensore per consentire pari accessibilità a tutti i visitatori».

Marchiori prosegue: «Prima di decidere la soluzione è indispensabile, ad avviso di tutti, valutare tutte le diverse ipotesi e, per ognuna, è necessario predisporre uno studio preliminare sia di fattibilità tecnico/economica che di gradimento. Ad oggi, conto almeno 6 ipotesi proposte, ciascuna meritevole di approfondimento».

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La foto pubblicata da Andrea Marchiori

Dunque l’assessore approfondisce un intervento che ha visto divisioni e tensioni in giunta già dallo scorso anno, contrarietà che si palesa perfino in una delibera con la quale si dice di non alterare l’assetto visivo interno dello Sferisterio. Ancora Marchiori: «Per restare sulla notizia, metto questa foto, da me scattata il giorno in cui è stata fatta una prova richiesta sia dai tecnici che dalla Giunta, proprio per soddisfare l’esigenza di valutare l’ingombro e l’impatto visivo. In rosso – per tornare alle parole di Marchiori – è rappresentata la parziale chiusura di tre palchi, dove passa una scala di servizio. È così da sempre e non fa parte della simulazione. Nel riquadro in giallo è rappresentata la simulazione: si tratta di due pareti finte rimaste appoggiate per 24 ore le quali, obiettivamente, hanno un impatto non trascurabile sulla visuale d’insieme. Non è la soluzione su cui si procederà. Tutto ciò per dire che l’amministrazione proseguirà lo studio preliminare e prenderà una decisione solo se questa sarà tecnicamente fattibile e architettonicamente coerente con il monumento. In ogni caso, affinché nessuno stia in “pensiero”, la scelta, oltre che condivisa, dovrà preventivamente essere approvata dalla Soprintendenza».

Allo Sferisterio non bisogna essere “in pensiero”, ma in armonia con il “va pensiero”. Si diceva che il tempo fugga via velocemente, bisogna ricredersi: allo Sferisterio – assicura l’assessore – le pareti di cartongesso sul palco ci sono state solo 24 ore, ad alcuni è sembrato di vederle a lungo, anche troppo. Visioni.

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