«La mafia teme
più la scuola della giustizia»

CIVITANOVA - Incontro sulla legalità all'Ipsia, organizzato con Comune e Compagnia dei carabinieri. Presente anche Giovanna Paolone, vedova del maresciallo Piermanni. Dibattito impreziosito da due importanti riflessioni dei magistrati Antonino Caponnetto e Paolo Borsellino

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L’incontro all’Ipsia sulla legalità

La forza dell’esempio e le buone pratiche, per diffondere la cultura della legalità a partire dalla scuola: è questo il messaggio lanciato ieri pomeriggio a Civitanova durante l’incontro “Scuola, la via della legalità” organizzato dall’assessorato ai servizi educativi del Comune, in collaborazione con l’Ipsia Filippo Corridoni di Corridonia e la compagnia dei carabinieri di Civitanova, svoltosi nell’aula magna del Corridoni, in zona Villa Eugenia.

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Giovanna Paolone Piermanni, vedova del maresciallo Sergio Piermanni

Ampia la riflessione scaturita dagli interventi, di fronte a un pubblico di studenti, genitori e docenti sul fattore educativo come risorsa fondamentale per propagare nelle nuove generazioni la cultura della legalità, ribaltando la visione dominante della legge del più forte, tipica delle organizzazioni criminali. Dall’esempio fondamentale di vita del maresciallo Sergio Piermanni, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, tracciato dalla voce ferma della vedova Giovanna Paolone Piermanni, alla concreta realtà quotidiana di servizio dei carabinieri, impegnati nella prevenzione e repressione dei reati, illustrata da Cristian Mucci, comandante del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri della compagnia di Civitanova, si è innescato il confronto. Il militare ha anche offerto alla platea due importanti riflessioni dei magistrati Antonino Caponnetto e Paolo Borsellino, sull’apporto della scuola alla lotta contro la criminalità organizzata.

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Cristian Mucci, comandante del Norm di Civitanova

«La mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa», la frase di Antonino Caponnetto. Ecco le parole del giudice Paolo Borsellino, che tracciano la rotta da seguire: «Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un’istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello Stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando i giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni». Sono poi intervenuti lo psicologo e psicoterapeuta Marco Pascarella ed il dirigente scolastico del Corridoni Gianni Mastrocola, sottolineando le varie iniziative poste in essere dall’Ipsia Corridoni, per far riflettere studentesse e studenti sui temi della legalità e per sviluppare un atteggiamento responsabile e rispettoso delle regole.

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Marco Pascarella

Ha commentato l’assessore di Civitanova Barbara Capponi: «Una bellissima sinergia in questo incontro, per accendere una riflessione adatta a giovani e adulti sulla legalità, il rapporto con la scuola e molto altro. Ringrazio l’istituto superiore Ipsia Corridoni, da sempre attento a tematiche educative e sempre in prima linea per le iniziative in rete, che con grande attenzione e forza ha voluto ospitare questo momento di riflessione corale. Grazie ad Anc Civitanova Marche per il supporto organizzativo e all’ arma dei carabinieri e al comando di Civitanova per la convinta disponibilità. Grazie al dottor Marco Pascarella, già referente di diversi istituti superiori allo sportello alunni, per la sua professionalità messa a servizio di questo progetto».

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