Violenza sessuale su due sorelline,
annullati i 31 anni di condanne
SAN SEVERINO - Gli imputati erano accusati di aver abusato di due minorenni che avevano conosciuto frequentando un bar. Dopo 13 anni la Cassazione ha accolto le istanze dei difensori (in foto) e ci sarà un nuovo processo a Perugia

L’avvocato Gabriele Cofanelli
di Gianluca Ginella
Condannati per violenza sessuale su due sorelline a, complessivamente, 31 anni, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per i tre imputati: tutto da rifare e se ne occuperà la Corte d’appello di Perugia. La vicenda risale a tredici anni fa. Era il 2010 quando due sorelle, che all’epoca avevano 13 e 16 anni, sarebbero state convinte ad andare a casa di un imprenditore di San Severino, e lì violentate, sostiene l’accusa, da questo e da altri due uomini.
Questo l’episodio più grave che veniva contestato all’imprenditore, 54enne, e a due albanesi, uno di 54 anni, l’altro di 47. Al tribunale di Macerata (nel 2019) e poi alla Corte d’appello di Ancona (nel 2022) erano stati condannati tutti e tre. L’imprenditore a 10 anni, l’albanese 54enne a 12 anni, e il 47enne a 9 anni. I tre uomini avevano conosciuto le due sorelle in un bar che frequentavano.

L’avvocato Paolo Rossi
Le ragazze nel corso del processo di primo grado avevano raccontato: «Ci hanno convinto ad uscire offrendoci vestiti e cene di pesce, poi ci hanno violentate e minacciate di morte se avessimo smesso di frequentarli». Le ragazzine avevano detto che i tre imputati avevano fatto loro dei regali per conquistarne la fiducia.
In seguito uno degli imputati, l’albanese 54enne, tra il giugno e il luglio del 2010 avrebbe costretto la ragazzina all’epoca 12enne ad avere dei rapporti sessuali con lui dopo averla fatta salire in auto, a Civitanova. Nel luglio dello stesso anno sarebbe stata violentata anche la sorella maggiore, questa volta dall’imprenditore settempedano. Poi era avvenuto l’episodio più grave contestato: nel luglio del 2010 i tre imputati avrebbero portato le due sorelline a casa dell’imprenditore, a San Severino, con la scusa di vedere un film. E lì sarebbero state violentate dai tre uomini che, dice l’accusa, le avevano immobilizzate sul letto e strappato loro i vestiti per poi costringerle ad avere rapporti sessuali.
Dopo la prima sentenza del tribunale di Macerata, gli avvocati Massimiliano e Gabriele Cofanelli difensori dell’imprenditore, l’avvocato Paolo Rossi che assiste il 47enne e l’avvocato Paolo Marchionni che difende il 54enne, avevano fatto appello.

L’avvocato Massimiliano Cofanelli
La pena era stata confermata per tutti. Ma i legali non si sono arresi, convinti dell’innocenza dei loro assistiti, e hanno fatto ricorso alla Corte di cassazione, sollevando dubbi sulle precedenti sentenze che ritenevano illegittime per le gravi carenze motivazionali ed il travisamento degli elementi probatori.
Gli avvocati Gabriele Cofanelli, Paolo Rossi e Paolo Marchionni avevano chiesto la cosiddetta “discussione orale in presenza” e hanno evidenziato «una serie di lacune ed incongruenze che andavano a colpire le diverse ipotesi accusatorie sino al punto di minare la credibilità del narrato delle persone offese» dice l’avvocato Cofanelli.

Paolo Marchionni
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna con rinvio alla Corte d’appello di Perugia. «A distanza di oltre dieci anni dai fatti e di contestazioni che per la loro gravità hanno stravolta la vita degli imputati, il procedimento penale dovrà essere nuovamente celebrato dinanzi una diversa Corte, chiamata a giudicare secondo i principi di diritto espressi dal supremo collegio in accoglimento delle doglianze difensive – dice l’avvocato Cofanelli -. I nostri assistiti si sono sempre proclamati innocenti e non hanno mai perso la fiducia nell’operato della magistratura, certi di poter dimostrare la loro estraneità ai fatti ed hanno quindi accolto la notizia esprimendo forte senso di commozione».
*A tutela delle parti offese i nomi degli imputati vengono omessi