«Consigli di quartiere, riaperti i termini
dopo che si sono presentati in 19.
Uno schiaffo alla decenza»
MACERATA - Affondo del consigliere d'opposizione Alberto Cicaré: «E' come se alle elezioni si riaprissero le urne dopo che ci sono stati i risultati. Arroganza e dilettantismo. Mandarli via, il prima possibile, è l’imperativo»

Alberto Cicarè
di Luca Patrassi
Il tema dei consigli di quartiere non sembra accendere molto l’interesse popolare ed anche l’avviso pubblico bandito dal Comune per la selezione per aspiranti consiglieri ha registrato soltanto 19 adesioni. Pensare che c’era stato anche un lungo dibattito in Consiglio per arrivare alla loro istituzione. Bene, 19 adesioni e il Comune che fa? Riapre i termini per presentare le candidature. Operazione he ha suscitato la sdegnata reazione del consigliere comunale di Strada Comune-Potere al popolo Alberto Cicarè: «Pensi che stiano già facendo abbastanza danni – scrive il consigliere di opposizione – sprecando milioni di euro per opere inutili, e ti accorgi che sono anche capaci di prendere a schiaffi le minime regole di decenza istituzionale».
L’iter. «A novembre 2021 – ricostruisce Cicarè – la Lega presenta e fa approvare in Consiglio una proposta per istituire i consigli di quartiere, composti da 15 membri, di cui 12 nominati dal Consiglio Comunale (8 dalla maggioranza, 4 dalla minoranza), e 3 estratti a sorte tra tutti i cittadini. Dopo un anno e mezzo in cui non si muove paglia, a marzo 2023 si accorgono che non hanno gli strumenti per fare l’estrazione a sorte. Allora fanno approvare una modifica al regolamento, con la quale si dice che i consigli di quartiere sono composti da 12 componenti designati, a cui si aggiungono fino a tre consiglieri integrati. Questi eventuali 3 devono rispondere a un avviso pubblico, e solo nel caso in cui le candidature siano superiori a 3 si fa una estrazione a sorte».
Ecco cosa è accaduto. «Bene, l’11 aprile esce l’avviso pubblico con scadenza 30 aprile. Si presentano in 19 e si deve fare l’estrazione a sorte solo per due quartieri. Ora esce una determina del segretario generale del Comune Francesco Massi Gentiloni Silveri, che dispone la riapertura dei termini per presentare le candidature, prendendo “atto delle indicazioni ricevute dall’Amministrazione comunale e dal presidente del Consiglio comunale per garantire la maggiore evidenza pubblica”». Durissimo il commento di Cicarè: «Come se in un concorso pubblico o in una gara di appalto si riaprissero i termini per la presentazione delle domande, dopo la scadenza e visti i candidati; come se alle elezioni si riaprissero le urne dopo che ci sono stati i risultati. E hanno la sfrontatezza di giustificarlo con esigenze di maggiore trasparenza. E però il tema è che fanno così con tutto quello che capita loro sotto, perché sono questo: arroganza e dilettantismo. Mandarli via, il prima possibile, è l’imperativo»
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Ma dove è uscito il bando???
Possibile che non abbia raggiunto abbastanza persone??
Il bando è stato visibile. Il fatto è che,chi ne era informato, ha capito bene che si trattava di “fuffa” . Come la maggior parte di ciò che viene prodotto da questa amministrazione.
Cicarè, lei, proprio lei, che cosa avrebbe fatto?
Signor Iacobini, mi sollecita in modo educato e le rispondo. Semplicemente, avrei fatto rispettare la regola, che prevede che ci sia un avviso pubblico con una scadenza per presentare le candidature. Se invece si preferisce riaprirlo, vuol dire che quelle candidature non piacevano. Le sembra corretto? E il bello è che queste regole le hanno volute loro.
Il rispetto delle regole di funzionamento degli organi è il principio fondamentale della democrazia. Sennò si parla di prepotenza e furberia
Cicarè, la ringrazio del riscontro.