Carta d’identità senza microchip:
denunciate 4 persone

CIVITANOVA - La polizia locale ha trovato i documenti sia nel corso dei controlli sia agli sportelli. Un uomo minaccia gli agenti che volevano ritirargli la patente. Il sindaco Fabrizio Ciarapica: «Sosteniamo con forza l’avvio dell’iter per l’introduzione delle body cam»

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Trovati con carte d’identità senza il microchip, denunciate quattro persone. I controlli della polizia locale a Civitanova. Nei guai un 61enne e 32enne, entrambi residenti a Civitanova, di un 43enne residente ad Ancona, di una 23enne residente in Lombardia. Sono stati controllati nel corso di settembre, sia agli sportelli del comando sia nel corso dei servizi sul territorio.

I documenti sono stati sequestrati. In sostanza c’è una sentenza della Cassazione dello scorso 14 agosto che accogliendo il ricorso della procura di Genova contro una decisione del Tribunale del Riesame, ha stabilito che il microchip è elemento essenziale della funzione identificativa della carta d’identità elettronica e che la sua rimozione incide sul significato complessivo del documento, anche quando fotografia e dati anagrafici restano integri.

Sul fronte dei servizi su strada, il 2 ottobre una pattuglia è intervenuta lungo la strada statale 16 Adriatica, in un’area già segnalata per la ripetuta presenza di veicoli in sosta irregolare in prossimità di una fermata del bus. Al veicolo controllato doveva essere contestata la sosta a distanza inferiore a quindici metri dal segnale di fermata.

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Il sindaco Fabrizio Ciarapica con il comandante della polizia locale Cristian Lupidi

Le cose però sono precipitate con il conducente, un 55enne di Civitanova che ha spostato il mezzo compiendo manovre che hanno integrato ulteriori violazioni. E’ finita con la sospensione breve della patente. Il 55enne ha cominciato a minacciare gli agenti, in particolare al momento del ritiro della patente, e ha proseguito anche dopo, alternandole a espressioni oltraggiose. È finita con una denuncia per oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale.

L’automobilista contesta la ricostruzione e ha dato un mandato ad un legale per presentare ricorso e sostiene che i fatti siano andati diversamente. L’auto era in sosta in via De Amicis, «ammetto che era parcheggiata nel senso contrario, questo sì – dice -. Quando mi hanno chiesto di spostarla per far passare il carro attrezzi l’ho arretrata. Poi sono tornati e mi hanno detto che la dovevo portare via. Tutto è cominciato perché da dieci giorni c’era in sosta un’auto e proprietario di due passi carrabili si è lamentato con i vigili che doveva venire portata via. Così sono venuti a contestare anche a me di aver parcheggiato davanti alla mia attività, vicino ad una fermata dell’autobus. In tanti anni nessuno ci ha mai detto che non si potesse parcheggiare lì, anzi». L’automobilista è tornato alla sua vettura e l’ha spostata: «Di tre agenti, di cui solo due si sono presentati, nessuno mi ha aiutato a fare manovra e a fermare il traffico per consentirmi di svoltare sull’altra corsia. Ho dovuto fare tutto da solo. Per questa manovra, che mi hanno chiesto loro di fare, mi hanno fatto gli altri due verbali e la sera mi hanno detto che la patente era sospesa per 7 giorni. Ma io, per spostare l’auto, l’unico passaggio che avevo era andare sulla carreggiata di destra, ho messo la freccia e sono andato a parcheggiare. Senza che mi aiutassero a fermare il traffico per farmi passare. Intanto li ho sentiti dire che quanto tornavano mi avrebbero fatto delle contravvenzioni. Quando sono tornato ho detto di cancellare la foto che mi avevamo fatto mentre facevo la manovra per andare a parcheggiare. Ho detto di cancellare immediatamente la foto. Ma non ho minacciato nessuno. Non ci sto a passare da delinquente, ho fatto quello che mi hanno chiesto loro». L’automobilista si è rivolto all’avvocato Giada Micucci sia per la contestazione della multa sia per un comportamento che dice essere stato tenuto da uno degli agenti.

La polizia locale segnala anche un episodio risalente alla tarda primavera di quest’anno. All’uscita dallo stadio polisportivo comunale un civitanovese di 47 anni aveva strappato dalle mani di un agente il palmare e la stampante portatile in uso per la contestazione di alcune violazioni, gettandoli oltre una recinzione. La strumentazione è stata recuperata integra e perfettamente funzionante grazie alla collaborazione del personale di uno chalet nei pressi del luogo dei fatti.

«Sappiamo che talvolta questa professione è difficile e rischiosa. Continueremo a svolgerla con presenza sempre più continua su strada – dice Cristian Lupidi, comandante della polizia locale di Civitanova -, adempiendo con disciplina al compito di far rispettare le regole. Sulla tutela degli operatori abbiamo già trasmesso all’ufficio personale quanto occorre ad avviare il confronto con la Rsu: l’intesa sindacale ci consentirà di impiegare nel servizio esterno le body cam o telecamere indossabili, già previste dal regolamento comunale sulla videosorveglianza. Sono apparati di ultima generazione, predisposti anche per l’attivazione automatica all’estrazione del taser, di futura dotazione al comando».

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica: «I recenti controlli dimostrano un’elevata professionalità e una rigorosa attenzione nel far rispettare le regole. Allo stesso tempo, esprimo la più totale solidarietà e vicinanza agli operatori vittime di inaccettabili episodi di oltraggio e minaccia mentre svolgevano il proprio dovere. Proprio in quest’ottica sosteniamo con forza l’avvio dell’iter per l’introduzione delle body cam nel servizio esterno».


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